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11 settembre: dolore e rabbia, ma la musica ha celebrato la speranza e la rinascita delle vittime - BergamoNews
2001-2021

11 settembre: dolore e rabbia, ma la musica ha celebrato la speranza e la rinascita delle vittime

La musica non poteva sottrarsi ad una tragedia simile e diversi suoi cantori hanno composto e cantato brani che hanno avuto come denominatore unico un messaggio di speranza e di rinascita, nonostante la rabbia, la frustrazione, la paura, il dolore

New York. Vent’anni fa gli attacchi terroristici e la conseguente distruzione delle Torri Gemelle a New York , hanno cambiato la storia moderna.

Le 2977 vittime innocenti hanno lasciato in chiunque di noi un segno difficile da dimenticare imponendo anche alla cultura di offrire chiavi di lettura del mondo attraverso ad esempio le canzoni.
La musica, in effetti, non poteva sottrarsi ad una tragedia simile e diversi suoi cantori hanno composto e cantato brani che hanno avuto come denominatore unico un messaggio di speranza e di rinascita, nonostante la rabbia, la frustrazione, la paura, il dolore.

Ryan Adams, per esempio, con la sua toccante ballata “My blue Manhattan” rende omaggio a New York ed ai suoi morti dell’11 settembre, ed il risultato è commozione allo stato puro.

E se parliamo di commozione ci pensa Bruce Springsteen con la sua “Empty sky” del 2002, a ricordarci come la canzone sia un strumento per scuotere menti e cuori.
Una lunga ballata in cui il Boss non fa sconti e regala alla sua inconfondibile maniera attimi di riflessione e struggente melanconia.

Sulla stessa onda il grande canadese Leonard Cohen nel 2004 aveva composto “On that day“, altro doveroso omaggio alla tragedia americana ed ancora una canzone senza tempo, drammaticamente bella, profondamente sincera.

Ed infine, tra le voci femminili che hanno omaggiato il dramma dell’11 settembre, ci piace ricordare Tory Amos, fine e ispirata cantautrice che nel 2002 compose “I can’t see New York”, pezzo di grande spessore in cui si immagina di essere uno dei passeggeri a bordo dell’aereo maledetto.

E questo è quello che spesso sa regalarci la canzone: uno sguardo sul mondo, un rileggere la Storia con la consapevolezza di arrivare a chiunque con la sola forza della voce e del canto.
Per non dimenticare .

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