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Confcooperative Bergamo

Lo scenario

Confcooperative: “Bergamo-Brescia 2023 occasione per far squadra, rilanciando la cultura e il turismo”

L’opportunità è quella di “creare una rete su tutto il territorio, affinché ci sia una visione concertata della cultura e del turismo

L’appuntamento Bergamo-Brescia 2023 si avvicina: la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo saranno momenti cruciali per la definizione dell’evento che metterà i due capoluoghi di provincia lombardi al centro dell’attenzione, in quanto capitali della cultura. Per Confcooperative Bergamo, con le sue 21 imprese attive nel settore e quasi 5.000 occupati su tutto il territorio della provincia orobica, è l’occasione per avviare una profonda riflessione su un binomio di estrema importanza: cultura e turismo.

“Quella che si prospetta è un’opportunità fondamentale per la nostra provincia, per tutto il territorio, dalla città fino alle zone più periferiche – afferma Cinzia Baronchelli, vice presidente Confcooperative Bergamo”.

Un network dalla città alle periferie

L’opportunità è quella di “creare una rete su tutto il territorio, affinché ci sia una visione concertata della cultura e del turismo. Le imprese aderenti a Confcooperative Bergamo sono già inserite in un network, con Bergamo-Brescia 2023 avremo la possibilità di creare una squadra, ancora più estesa”. Non solo: l’evento, oltre a un nuovo approccio più ampio, potrebbe indurre ad avere nuovi orizzonti temporali: “Negli anni – prosegue Baronchelli – ci siamo resi conto di quanto sia difficile avere programmazioni temporali nel lungo periodo. Ma con Bergamo-Brescia 2023 e con Milano-Cortina 2026 saremo finalmente portati ad avere piani non più mordi e fuggi. Significa creare progetti che abbiano un respiro più lungo, replicabili nel tempo, sostenibili economicamente. Eventi che coinvolgano non solo i capoluoghi  ma tutta la provincia bergamasca e bresciana, comprendendo le aree periferiche, in particolare quelle montane, i luoghi che hanno sicuramente difficoltà maggiori”.

Dalle imprese cooperative, un contributo di valore  

In questo, le cooperative possono dare un contributo significativo, perché spiega Mario Ferrari, Coordinatore della federazione Cultura Turismo e Sport di Confcooperative Bergamo “rivestono un ruolo importante. Non solo per numero di soggetti, ma anche per la varietà e  l’alta qualità dell’offerta: dalla musica alla danza, dalle mostre alle attività teatrali e cinematografiche solo per citare le principali. Cultura, che insieme al turismo, è sentita come servizio al territorio, che esprime continuamente nuovi bisogni”.

Le aspettative sono molto alte per un’iniziativa che metterà in luce due città ricche di cultura e di proposte turistiche, territori produttivi che, molto più di alti, hanno dovuto fare i conti con la pandemia. E quando i riflettori si spegneranno, ci si aspetta che quello raggiunto sia solamente un punto di partenza: “Dal primo gennaio 2024 – continua Ferrari – non bisognerà arretrare di un centesimo, in termini di investimenti. La cultura deve essere messa finalmente a un livello di pari dignità degli altri settori. Perché può essere davvero trainante nell’uscire dalla crisi”.

Un documento programmatico

La visione di Confcooperative è raccolta in “Confcooperative Bergamo verso il 2023 – La cooperazione bergamasca di fronte all’appuntamento di Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura”. Un documento che entra nel dettaglio, proponendo un approccio nuovo, di sistema:  “Le Unioni Territoriali di Confcooperative – si legge – hanno una visione provinciale e, per loro natura, intendono valorizzare sia ciò che “sta al centro” (area “metropolitana”) sia ciò che “sta ai margini”, quelle aree che in alcuni casi sono molto attrattive e riconosciute anche a livello internazionale: un esempio su tutti il Lago d’Iseo. Anzi, una delle peculiarità dell’economia sociale è proprio quella di puntare alla coesione e all’inclusione di persone, comunità, luoghi evitando inopportune e semplicistiche gerarchie”. In occasione dell’evento, L’obiettivo deve essere “la creazione di un sistema di soggetti e attori istituzionali, economici, culturali e sociali entro i quali la cooperazione bergamasca può e deve portare il proprio contributo”. Infine, si legge nel documento “riteniamo che sia fondamentale da subito mettere le basi per collaborazioni e partnership di tipo generale o mirate a singole azioni”.

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