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"Accerchiato, spintonato e insultato fuori dalla stazione: in strada a Bergamo non mi sento sicuro" - BergamoNews
La lettera

“Accerchiato, spintonato e insultato fuori dalla stazione: in strada a Bergamo non mi sento sicuro”

La testimonianza di un imprenditore bergamasco, di rientro mercoledì sera da Roma col diretto Frecciarossa arrivato alle 21,40

Bergamo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un imprenditore bergamasco, di rientro mercoledì sera da Roma col diretto Frecciarossa arrivato alle 21,40 in stazione.

“Abito in Piazza Pontida e ho pensato di fare due passi a piedi – racconta alla redazione di Bergamonews -. Così sono uscito dalla stazione, dirigendomi sulla sinistra della fontana dove c’è il nuovo ufficio informazioni. Accanto passa il viottolo che introduce alle scale che portano verso il centro. Avevo con me un piccolo trolley e il cellulare nell’altra mano. Ero stanco. Non mi sono curato di un gruppo di 6/7 ragazzi seduti sul muretto del viottolo con altrettanti ragazzi all’imbocco delle scale”.

Passando i primi due lo hanno salutato, chiedendo se avesse bisogno di qualcosa. “Io ho distrattamente glissato, senza rispondere, e sono passato oltre – prosegue -. Poi però, all’improvviso mi sono sentito prendere per un braccio da qualcuno che ha esclamato ‘vecchio di merda sta facendo un video’. Probabilmente uno dei tipi si era allarmato dal fatto che tenessi il cellulare in mano” e “immediatamente sono stato circondato da una decina di ragazzi che mi hanno spintonato. Ho ricevuto sputi e mi è stato chiesto senza buone maniere di vedere i video sul telefono”.

Il lettore, vista la richiesta di visionare il suo cellulare, non esclude che le persone che lo hanno accerchiato fossero legate al mondo dello spaccio. “Di solito sono un elemento dal carattere focoso. Uno che reagisce. Ma ho pensato che assecondandoli forse avrei evitato conseguenze peggiori. Una volta realizzato il fine di analizzare i video mi hanno lasciato andare. Senza risparmiarsi però altri sputi e insulti mentre scendevo le scale. Spaventato. Mortificato”.

Lo sfogo si conclude così: “Ho un senso di debordante inadeguatezza addosso e da ieri sera a non riesco a porvi una diga. Spero si possano rendere presto le strade di Bergamo sicure. Soprattutto la notte. Perché la prossima volta che arriverò col treno da Roma farò la stessa strada e, se importunato, non mi farò certo sputare ancora addosso come in un paese del terzo mondo”.

Gianluca Marcucci

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