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Atalanta, mercato senza il botto. Il valore aggiunto resta ancora Gasp - BergamoNews
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Atalanta, mercato senza il botto. Il valore aggiunto resta ancora Gasp

Non è arrivato il fantasista (Boga o Zaccagni) che avrebbe dato più qualità in avanti. Ma anche la mancata cessione di Zapata è un buon acquisto

È mancato il botto finale: il sorpasso al fotofinish sulla Lazio per Zaccagni o quel Boga che avrebbe potuto dare qualcosa in più, un po’ di pepe sul fronte dei trequartisti-fantasisti. Si continua invece con l’usato sicuro, che non è poi male purché resti, appunto, sicuro e non perda qualche colpo.

Tradotto: se Miranchuk e Malinovskyi fanno un buon campionato siamo già a buon punto e ancora meglio se Ilicic riesce a regalare i suoi tocchi di classe, anche senza grande continuità (in fondo, quella non l’ha mai avuta) ma quel che basta per decidere qualche partita. E il Professore ancora lo può fare. Altrimenti, senza la qualità loro, naturalmente di Muriel, si rischia di perdere posizioni.

Mercato strano, complicato, difficile per tutti. Alla resa dei conti, come dice qualche osservatore (allenatori, direttori sportivi) il miglior acquisto è stata la cessione sfumata di Zapata all’Inter. Ci siamo accorti nelle prime due giornate quanto vale e quanto può pesare l’assenza del Panterone e non tanto o non solo perché nello scorso campionato l’Atalanta ha segnato 13 gol nelle prime tre partite (e nove punti) e quest’anno solo due nelle prime due. Ma allora quattro gol li aveva fatti Gomez, due Hateboer, uno De Roon, uno Zapata, tutti assenti oggi. Di Muriel (due), Gosens, Pasalic e Lammers le altre reti. Però conosciamo bene l’importanza di Zapata nello spaccare le difese e quindi consentire anche a centrocampisti e difensori (gli esterni, in particolare, nello schema Gasp) di inserirsi e fare gol.

Quindi, ben venga la conferma di Zapata e anche di Muriel, se è vero che qualche richiesta dalle grandi era arrivata anche per Lucho. Che però era considerato incedibile. Se n’è andato Lammers, che aveva accumulato solo qualche ritaglio di partita. È rimasto Piccoli e perché no? Gasperini ci crede, l’ariete ex Primavera ha già dimostrato di avere un ottimo fiuto del gol, da opportunista d’area. Chiaro che deve smaliziarsi, deve imparare e sarà anche troppo giovane e inesperto perché si possa puntare su di lui in Champions, per quello è sicuramente presto. Però può dare molto. E non c’è dubbio che pochi altri giocatori possono avere un attaccamento alla maglia dell’Atalanta, come lui, che è bergamasco e cresciuto a Zingonia.

In sostanza, il mercato 2020-21 porta via alla Dea il miglior difensore della Serie A, in cambio di una offerta probabilmente irrinunciabile, a quelle cifre. Demiral altrettanto probabilmente non vale Romero, ma è anche vero che il Cuti quando è arrivato a Bergamo era accompagnato da non pochi giudizi diffidenti, soprattutto per la sua disinvoltura negli interventi, spesso fallosi. Poi con la cura Gasp è diventato il miglior difensore della Serie A, fortissimo di testa, nell’anticipo e nel ripartire palla al piede.

Inutile rimpiangerlo, diciamo che al suo posto sono arrivati Demiral e anche Lovato, stessa età (23 anni) e di belle speranze e anche qualche certezza.
Musso era considerato uno dei migliori portieri della Serie A, Zappacosta è l’esterno di esperienza/affidabilità che può ridare fiato ai colleghi Gosens e Maehle, in attesa che torni Hateboer. Resta da scoprire Koopmeiners, già ribattezzato da molti Koop: è comunque un nazionale, ha solo 23 anni, può fare il mediano e il centrale di difesa e ha anche una bella ‘castagna’, ha già fatto un discreto numero di gol, 43 in 154 partite nell’Az Alkmaar. Di sinistro. Anche lui? Ilicic, Malinovskyi, Miranchuk, Pessina, dietro anche Palomino. Una bella collezione di mancini…

In conclusione. L’Atalanta non ha fatto un mercato da scudetto, ma nessuna squadra può dirlo. Poi se qualcuno si esalta per aver preso Messias (pur con tutto il rispetto per il brasiliano ex Crotone) padronissimo di farlo, però i grandi colpi nel mercato estivo 2021 proprio non si sono visti. E se è vero che la Lazio ha soffiato in extremis Zaccagni all’Atalanta, la Dea alla fine si è presa Koopmeiners, che pure era stato corteggiato da Milan, Napoli, Roma.

Insomma, la battaglia tra le ‘sette sorelle’ è già iniziata. Ogni anno la Dea lancia qualche rivelazione: due anni fa Gosens, l’anno scorso Pessina e Romero e non solo loro. E poi c’è Gasperini, il valore aggiunto: il miglior allenatore della Serie A (premiato anche l’anno scorso) mica può temere Mourinho o Sarri, vi pare?

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