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Numeri veri e dati locali alla mano, il medico di Alzano non ha dubbi: "Vaccinatevi" - BergamoNews
Massimiliano bellisario

Numeri veri e dati locali alla mano, il medico di Alzano non ha dubbi: “Vaccinatevi”

"Da quando ho iniziato a prendere i dati (17 febbraio, data del mio primo paziente con sintomi sospetti Covid perché poi il primo paziente risultato positivo al tampone è del 7 marzo), ho avuto fino ad oggi (un anno e mezzo di pandemia) 202 casi di Covid: il 12% circa del totale dei miei assistiti".

“Non contate sulla fortuna, ma vaccinatevi, lavatevi le mani, indossate le mascherine e rispettate il distanziamento dalle persone che non conoscete e di cui non sapete lo stato vaccinale”: è la ricetta di Massimiliano Bellisario, medico della ATS di Bergamo operante sul territorio di Alzano Lombardo, per affrontare il Covid.

In un post su instagram il medico di famiglia libera il campo dalle molte narrazioni distorte e prive di un nesso logico io che si sono moltiplicate sui social, partendo dai numeri raccolti dal febbraio 2020. Dati che rappresentano l’impegno profuso nella sua attività professionale simboleggiati nel suo personale contatore: “Alla viglia di Ferragosto sono 714 giorni che non vado in ferie”.

Bellisario esercita nel comune di Alzano Lombardo che, insieme a Nembro, sono “i due paesi della Val Seriana dove la pandemia è esplosa. Siamo stati investiti dalla prima ondata, quella che ha fatto registrare un numero alto di decessi”.

Il medico chiarisce la reale pericolosità del contagio e il ruolo svolto dalle cure di assistenza domiciliare, fornite dai medici di base perché “lavorando nel posto più colpito d’Italia i miei dati sono rappresentativi di quella che è la situazione reale sul territorio”.

“Da quando ho iniziato a prendere i dati (17 febbraio, data del mio primo paziente con sintomi sospetti Covid perché poi il primo paziente risultato positivo al tampone è del 7 marzo), ho avuto fino ad oggi (un anno e mezzo di pandemia) 202 casi di Covid: il 12% circa del totale dei miei assistiti. L’altro 88% non si è nemmeno accorto dell’epidemia, perché non contagiato o asintomatico. Di questi 202 solo 13 pazienti sono stati ricoverati. I morti sono stati 6”.

“Non c’è percezione della pandemia – sottolinea Bellisario -. Nonostante si siano ammalati milioni di persone in tutto il mondo, ci sono persone asintomatiche che l’hanno preso e non se ne sono accorte e altre che, non avendo avuto nessun sintomo, non credono al Covid”.

“Gli altri 189 pazienti affetti da Covid – continua il medico passando in rassegna i numeri – li ho assistiti a casa. Non hanno avuto bisogno di ospedalizzazione. Tachipirina e “vigile attesa” penseranno alcuni. Non è così perché in relazione ad ogni singolo caso ho prescritto diversi tipi di farmaci: eparina, cortisone, cardioaspirina, antinfiamatori di vario tipo e la bombola di ossigeno”.

A riprova del fatto che sul territorio i medici di base si sono spesi in prima persona per curare i pazienti a casa, anziché lasciarli lì in “vigile attesa” degli eventi o mandarli a intasare gli ospedali.

“Le infezioni virali – spiega Bellisario -, e in particolare quelle respiratorie, assai di rado vengono curate con farmaci antivirali specifici, da sempre difficilissimi da individuare. Il rimedio migliore contro le malattie provocate da virus rimane il sistema immunitario del malato, chiamato a vincere la battaglia col virus. I medici possono solo supportare il lavoro difensivo degli anticorpi del paziente con coadiuvanti”.

“Si può fare affidamento sulla fortuna ma non c’è nessuna garanzia che la dea bendata assista nel momento in cui ci si ammali. Si può essere fortunati e ritrovarsi con un Covid asintomatico o paucisintomatico ma la fortuna può anche guardare altrove e allora si finisce in ospedale. Abbiamo un vaccino sicuro. Nel mondo, al momento, ci sono state più di tre miliardi e 900 milioni di somministrazioni. E dove è l’ecatombe? Dove sono gli zombi governati con il 5g?”.

“Le cure non ci sono – conclude il medico -. Ecco perché i vaccini, che mirano a rafforzare il sistema immunitario delle persone, preparandolo a generare anticorpi specifici in caso di malattia, sono così importanti nella lotta al virus”.

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