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Covid, riaperta con 4 pazienti la terapia intensiva del Papa Giovanni: vuota negli altri ospedali - BergamoNews
La situazione

Covid, riaperta con 4 pazienti la terapia intensiva del Papa Giovanni: vuota negli altri ospedali

Lunedì riattivate sette postazioni: non si registravano nuovi ingressi in area critica dal 13 luglio, Covid free quelle del resto della provincia.

Quattro pazienti a Bergamo, nessuno negli ospedali dell’Asst Bergamo Est e dell’Asst Bergamo Ovest, così come al policlinico San Pietro e San Marco del gruppo San Donato: questa la situazione dei letti Covid in terapia intensiva in provincia che, dopo circa un mese di assenza, hanno registrato lunedì i primi nuovi ingressi Covid all’ospedale Papa Giovanni XXIII.

Sette in tutto le postazioni attivate all’ospedale cittadino, che il 13 luglio scorso “festeggiava” la dimissione dell’ultimo paziente Covid, un uomo di 80 anni, dall’area critica: un traguardo tagliato a distanza di poco più di un anno dalla prima volta, datata 9 luglio 2020.

Proprio alla luce di quanto successe un anno fa, con i numeri che iniziarono a crescere in modo vertiginoso da ottobre e che il 27 novembre toccarono il massimo della seconda ondata con 69 pazienti ricoverati in contemporanea in rianimazione, a Bergamo non si vuole sottovalutare alcun segnale.

I numeri dell’ultima settimana in provincia sono in discesa: dal 10 al 16 agosto sono stati 257 i nuovi casi registrati, in calo del 17,9% rispetto alla settimana precedente quando ne erano emersi 313. Anche l’incidenza, di conseguenza, segna una contrazione: 23 contagi ogni 100.000 abitanti.

A livello regionale si nota una crescita lenta ma costante sul fronte dei ricoverati: 311 in area medica contro i 275 della scorsa settimana, da 37 a 40 in terapia intensiva. Un numero, quest’ultimo, che segna un “tutto esaurito” rispetto alle previsioni di Regione Lombardia, che a livello organizzativo aveva pensato di distribuire equamente i malati più gravi tra Spedali Civili di Brescia, San Matteo di Pavia, Niguarda, Policlinico e Sacco di Milano, con 8 pazienti ciascuno.

Tra l’8 e il 9 agosto Pavia aveva già lanciato l’allarme della saturazione di quei letti, Brescia ha replicato nel fine settimana di Ferragosto: così Bergamo ha messo nuovamente a disposizione sette postazioni, tre delle quali subito occupate nella giornata di lunedì.

Martedì quel numero è salito a quattro anche se uno dei ricoverati è un cosiddetto “positivo occasionale”: arrivato per altre ragioni nell’area critica, si è scoperto infetto in seguito al tampone e quindi messo in isolamento come da prassi, anche se al di fuori delle postazioni che l’ospedale ha appena messo a disposizione della rete Covid di Regione Lombardia.

Continuano ad arrivare messaggi confortanti, invece, dagli altri principali ospedali della provincia: per quanto riguarda l’Asst Bergamo Ovest, Treviglio e Romano si confermano Covid free rispettivamente dall’1 giugno e dal 6 luglio; all’Asst Bergamo Est i pazienti in area critica veniva concentrati al Bolognini di Seriate, che il 2 luglio ha però dimesso l’ultimo senza più avere ingressi. Identico discorso anche per il Policlinico San Marco di Zingonia e il Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro: i due ospedali del gruppo San Donato avevano salutato gli ultimi malati Covid gravi il 13 luglio.

 

 

 

 

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