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Il ricordo

Rocchetti: “Gino Strada ci ha insegnato a guardare la Storia dalla parte delle vittime”

Daniele Rocchetti ricorda l'amico di molte battaglie e ospite di Molte Fedi: Gino Strada, fondatore di Emergency, scomparso venerdì 13 agosto a 73 anni.

Gino Strada l’ha conosciuto da vicino. Con lui ha combattuto battaglie e realizzato progetti. Daniele Rocchetti, presidente delle Acli di Bergamo, tra i fondatori della cooperativa di commercio equo e solidale “Il Seme”, è stato l’ideatore di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, l’iniziativa culturale che ha visto spesso il padre di Emergency come ospite.

“Con Gino e Teresa ci siamo conosciuti alla fine degli anni Ottanta, poi nei primi Anni Novanta ci siamo incontrati alla Cooperativa Il Seme a Bergamo, in via Bonomelli, dove è nato il primo gruppo di sostegno a Emergency. Fin da allora erano evidenti alcuni caratteri di Gino: la sua assoluta ostinata passione nella cura di coloro che erano vittime di conflitti, la sua radicale profonda indignazione nei confronti della guerra e il suo radicalismo. Era un uomo che non praticava la mediazione, come categoria politica. L’indignazione prevaleva sulla mediazione”. È il primo ricordo di Daniele Rocchetti.

“Pensando a Gino mi torna in mente uno slogan cileno degli anni Ottanta: ‘Non esiste il centro tra giustizia e ingiustizia’. Ecco, Gino era così. Quando poi veniva a Molte Fedi era un uomo che aveva negli occhi le persone che aveva curato: quello era il criterio con cui giudicava la storia, quello era il criterio con cui giudicava la politica. Gino aveva la forza, la radicalità, la capacità di collettore di energie straordinaria di moltissimi bergamaschi. Una radicalità che poi diventava radicalismo nelle scelte politiche”.

Noi due, prosegue, “poi ci siamo incontrati spesso e molte volte è stato ospite di Molte Fedi. Devo ammettere che nell’ultima fase abbiamo avuto qualche distinguo, però Gino è sempre stato un uomo retto, integro, corretto. Un uomo che ha detto: noi che cerchiamo sempre le mediazioni, noi che cerchiamo di fare i conti con la complessità, ci dimentichiamo il punto di vista da cui guardare la storia: che è quello delle vittime. Gino ce lo ha insegnato: per leggere la storia, per leggere il mondo, bisogna partire sempre da chi subisce e da chi subisce violenza. Soprattutto da una violenza come la guerra. Partendo da tutta la grande denuncia di che cosa sta dietro la guerra, di tutto il commercio delle armi. Va ricordato che Emergency si intestò all’inizio degli anni Novanta, la battaglia per l’eliminazione delle mine antiuomo. Emergency ebbe questo grandissimo ruolo, insieme a tante altre Organizzazioni non governative internazionali, per la messa al bando delle mine antiuomo. Gino, infatti, andava a curare le persone che erano saltate sulle mine”.

“Gino è un uomo che ha lasciato il segno – conclude Rocchetti -. Penso ai tantissimi giovani che con Emergency si sono sentiti parte di un monto, perché lui ha raccontato un’idea di mondo, di umanità e di speranza nonostante tutto”.

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