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Emozioni

Sofia Goggia tifosa e campionessa: “Non c’è nulla di paragonabile all’Immensità dell’Olimpiade”

Vedendo ed esultando per gli atleti a Tokyo "mi è tanto venuta la voglia di tornare nel luogo che ha costituito la culla dei miei, di sogni, portando anche, per la prima volta, quell’oggetto del metallo più bello: sono tornata a Foppolo con la mia medaglia".

“Sono saltata sul divano, ho fatto notti insonni, ho urlato incitando gli atleti di italiateam, mi sono venute le lacrime agli occhi, la pelle d’oca e i brividi”. Chi parla, anzi chi scrive così (sulla sua pagina Facebook) è la campionessa Sofia Goggia. Che racconta le sue senzazioni durante le Olimpiadi appena concluse.

“A vedere questa splendida Italia a Tokyo2020 mi si è riempito il cuore di emozione – spiega -. Vincere l’Olimpiade è qualcosa di talmente grande che, a parer mio, rimane quasi inconcepibile, è un concetto talmente puro, perfetto e sublime da rimanere in una sorta di Iperuranio”.

Poi però… “giro la testa e l’occhio cade sulla medaglia d’oro che ho vinto a Peyongchang2018: la vedo li, è magnifica, è vera ed è per sempre… forse non sono ancora riuscita a realizzare”.

Allora “ieri, nel mio day off, mi è tanto venuta la voglia di tornare nel luogo che ha costituito la culla dei miei, di sogni, portando anche, per la prima volta, quell’oggetto del metallo più bello: sono tornata a Foppolo con la mia medaglia”.

Nel suo sport, a differenza di tanti altri, sottolinea “le variabili sono molteplici: bastano un’alitata di vento contro, una fantozziana nuvoletta, un sassolino in pista che mangia la lamina dello sci per cambiare le carte in tavola, motivo per cui tanti sciatori preferiscono , se potessero scegliere a tavolino, le Coppe del Mondo, graduatorie che premiano la costanza e il rendimento espressi nell’arco dell’intera stagione. Ma qui seduta in cima al Montebello, guardando il piccolo grande comprensorio da cui sono partita, rivedo tutto , le prime curve, le piste, rivivo nel cuore e nella mente il percorso , vedo i sogni di me da piccola e allo stesso tempo, con immensa gratitudine, li stringo forte nelle mie mani; mi sento emozionata per tutto questo ma anche per quello che ho vissuto in questi giorni tramite Tokyo e… mi sento di dire che per me, per Sofia Goggia, non c’è nulla, nulla di paragonabile all’Immensità dell’Olimpiade”.

“Penso e sorrido… perché mi dovessero chiedere quale sia il mio sogno, risponderei, a distanza di anni, con sincera emozione: lo stesso di quando ero bambina”, conclude.

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