• Abbonati
La storia

Elliasmine, promessa dell’atletica bergamasca, aspetta ancora la cittadinanza: “Il caso a Mattarella”

I dieci titoli e le 23 medaglie tricolore conquistate fra pista e cross dal 2014 a oggi non sono bastati al 22enne di brembate di Sopra per vestire almeno una volta la maglia della Nazionale.

Abdelhakim Elliasmine è probabilmente una delle promesse più brillanti dell’atletica leggera italiana. Specialista degli 800 e dei 1500 metri, il 22enne di Brembate di Sopra rappresenta il futuro di quel movimento azzurro che si è prontamente contraddistinto alle Olimpiadi di Tokyo con cinque medaglie d’oro.

Eppure i dieci titoli e le 23 medaglie tricolore conquistate fra pista e cross dal 2014 a oggi non sono bastati all’allievo di Ruggero Sala per vestire almeno una volta la maglia della Nazionale. A impedire al giovane orobico di rappresentare il Bel Paese in una rassegna internazionale non sono le prestazioni sportive, ma piuttosto alcune questioni burocratiche che da oltre quattro anni stanno accompagnando il portacolori dell‘Atletica Bergamo 1959.

Originario del Marocco, ma trasferitosi in terra orobica all’età di 8 anni, Hakim non è infatti ancora riuscito a ottenere cittadinanza italiana, un ostacolo che qualche settimana fa gli ha negato l’opportunità di partecipare agli Europei Under 23 svoltisi a Tallinn.

“Hakim aveva già avanzato una richiesta di cittadinanza nel 2017 che venne però negata in quanto al reddito famigliare mancavano 300 euro. In seguito abbiamo fatto una nuova istanza per ottenere la cittadinanza per meriti sportivi, ma per due anni non abbiamo saputo nulla – sottolinea il presidente dell’Atletica Bergamo 1959 Achille Ventura -. Soltanto ora, grazie alle interrogazioni avanzate dagli onorevoli Elena Carnevali del PD e Daniele Belotti della Lega, abbiamo saputo che la domanda è arrivata al Ministero degli Interni. Il consiglio che ci è stato dato è però quello di procedere attraverso la modalità tradizionale, una strada attualmente impercorribile considerato che la pandemia ha reso la situazione economica della famiglia ancor più complessa”.

Il caso di Abdelhakim Elliasmine non ha smosso soltanto le coscienze dei politici bergamaschi, ma quelle dell’intero panorama sportivo regionale che ha deciso di portare la questione alla conoscenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Negli ultimi mesi c’è stato l’interessamento sia del presidente del CONI Lombardia Marco Riva che del presidente del comitato regionale FIDAL Gianni Mauri che ha deciso di inviare una richiesta a Mattarella. Ad ora non abbiamo avuto nessuna risposta – sottolinea il patron della formazione giallorossa – Ciò che mi rammarica di più però è come l’attuale legge faciliti l’ottenimento della cittadinanza italiana ad atleti nati e cresciuti in altri stati, ma con lontane parentele italiane. Questo consente loro di partecipare a manifestazioni come i Giochi Olimpici con la maglia azzurra, ma non ad Hakim che è cresciuto con i propri coetanei a Brembate Sopra, si è diplomato nel nostro territorio e parla pure il dialetto bergamasco”.

Il tempo purtroppo stringe e, qualora la situazione non si dovesse risolvere al più presto, Abdelhakim Elliasmine potrebbe esser costretto a dover abbandonare i propri sogni di seguire le orme dei suoi idoli Said Aouita e Hicham El Guerrouj.

“Hakim sta vivendo questa attesa con grande apprensione anche perchè consapevole che, qualora dovesse arrivare la cittadinanza, potrebbe entrar a far parte di un gruppo sportivo militare e offrire una situazione di maggior tranquillità economica sia per lui che per la famiglia stessa – conclude Ventura -. Purtroppo Hakim ha ormai ventidue anni e quindi presto, probabilmente già al termine di questa stagione, dovrà decidere se proseguire con la propria carriera oppure iniziare a lavorare”.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Abbonati!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI