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Foppolo, stop al progetto della centralina al Lago delle Trote - BergamoNews
Il no della provincia

Foppolo, stop al progetto della centralina al Lago delle Trote

Decisione arrivata dopo il parere negativo di Provincia, Soprintendenza e Parco delle Orobie Bergamasche. Soddisfazione da parte della lista d'opposizione “Valorizziamo Foppolo”, che dall’inizio aveva espresso contrarietà in merito alla realizzazione dell'opera

Alla fine, è arrivato anche il no dalla Provincia. Dopo che, a giugno, la Soprintendenza aveva dato parere negativo, l’esito della conferenza di servizi dello scorso 22 luglio ha visto lo stop definitivo al progetto di realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico sull’emissario del Lago delle Trote a Foppolo.

A renderlo noto è il gruppo di minoranza Valorizziamo Foppolo: “L’esito di questo cruciale passaggio – si legge in una nota – è stato il diniego al progetto a seguito del parere negativo pervenuto dall’Ufficio Gestione del Paesaggio della Provincia di Bergamo e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, oltre che dalle criticità sollevate dal Parco delle Orobie Bergamasche”.

Gruppo di minoranza che per primo aveva sollevato la questione alla fine di maggio, dopo la convocazione da parte della Provincia della conferenza di servizi (tenutasi poi il 10 giugno scorso), definendo l’opera come “critica dal punto di vista ambientale”.

Il progetto avrebbe previsto la costruzione di un’opera di presa sul Brembo di Valleve e di Foppolo a quota 2.098 metri, alla fine del breve tratto in piano dopo la sua formazione dal Lago delle Trote, con una condotta forzata interrata posata per uno sviluppo complessivo di circa 430 metri. La centrale sarebbe stata costruita in un nuovo fabbricato, a quota 1.874 metri, con la restituzione prevista a monte del bacino di presa della sorgente Quarta Baita, che alimenta la rete potabile di Foppolo.

La minoranza (anche se il progetto non sarebbe comunque passato al vaglio del consiglio comunale) si era mostrata subito critica: “L’opera determinerebbe un’alterazione del normale decorso del torrente, in pieno Parco delle Orobie a 2.100 metri in un contesto ad elevatissima naturalità, di grande qualità paesaggistica e di particolare valore turistico. L’emissario del lago crea una caratteristica cascata generando un ecosistema particolare, che rischia di venire alterato in maniera irreparabile in favore di tubazioni ed altri manufatti che lascerebbero una ferita aperta nella montagna.”.

Un’opera che non verrà più realizzata: dopo un primo stop a giugno da parte della Soprintendenza, è arrivato infatti anche il parere negativo della Provincia.

“Gli enti deputati alla decisione – comunicano dal gruppo Valorizziamo Foppolo – hanno sottolineato come l’area che sarebbe stata oggetto di intervento ricada in ambito assoggettato a tutela paesaggistica all’interno dei confini del Parco delle Orobie Bergamasche. Essa, inoltre, risulta caratterizzata da indubbia valenza e qualità paesaggistica e turistica, che, peraltro, ha fino ad ora mantenuto caratteristiche di elevata naturalità che non devono essere compromesse. A tale proposito viene fatto esplicito riferimento ai sentieri C.A.I. 203 e 204 ed alla presenza di un lago e di una cascatella che caratterizzano significativamente questo contesto montano. Inoltre i lavori e le opere previste dal progetto avrebbero determinato impatti difficilmente sanabili, in particolare perché non sarebbe risultata verosimile la possibilità di effettivo ripristino allo stato naturale originale. In particolare, vengono evidenziate come altamente critiche tre parti progettuali: la prima parte di condotta a vista ancorata in roccia a lato di una caratteristica cascatella, uno scavo roccioso per la successiva posa di altra porzione della condotta e la riduzione del deflusso d’acqua”.

Tutela paesaggistica e impatto dell’opera non sanabile che hanno bloccato il progetto ancora prima del via.

Confermate quindi le preoccupazioni iniziali del gruppo Valorizziamo Foppolo, che si mostra soddisfatto della decisione: “Esprimiamo, pertanto, soddisfazione per questo esito e per le ragioni che lo hanno fatto maturare: siamo fermamente convinti che la tutela e la promozione dell’ambiente siano un aspetto strategico e non negoziabile ai fini dello sviluppo di questo nostro splendido territorio”.

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