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L'urlo di Consonni, la corsa di Jacobs, l'emozione di Tamberi: cosa ricorderemo di Tokyo 2020 - BergamoNews
Il bilancio

L’urlo di Consonni, la corsa di Jacobs, l’emozione di Tamberi: cosa ricorderemo di Tokyo 2020

La Nazionale di ginnastica ritmica ha regalato alla spedizione azzurra l'ultima medaglia di questi Giochi indimenticabili per l'Italia

Tokyo 2020 verrà probabilmente ricordata dallo sport italiano come l’edizione delle Olimpiadi Estive più bella di sempre.

Il terzo posto conquistato nella prova a squadre dalla Nazionale di ginnastica ritmica ha permesso alla spedizione tricolore di salire a quota quaranta podi e aggiudicarsi il nono posto nel medagliere.

Accompagnate dall’eleganza e dalla nitidezza che contraddistingue la loro azione, Alessia Maurelli, Agnese Duranti, Daniela Mogurean, Martina Centofanti e Martina Santandrea hanno completato la propria prova con 87.700 punti (44.850 con le palle, 42.850 con cerchi e clavette) terminando alle spalle soltanto della Bulgaria e della Russia.

In grado di sfruttare gli errori di formazioni più quotate come Cina e Bielorussia, le “Farfalle” azzurre hanno impressionato i giudici sulle note di Butterfly-Ninja e dell’Albero della Vita permettendo all’Italia di ottenere almeno una medaglia tutti i giorni.

Tokyo 2020 non verrà però semplicemente ricordata per i numerosi record fissati dal Bel Paese, ma piuttosto per le storiche imprese realizzate dagli atleti che, con le proprie gesta, hanno mostrato a un’intera società come nessun sogno sia irrealizzabile.

Fondamentale è crederci come raccontato da Marcell Jacobs al termine di quei leggendari cento metri che rivedremo probabilmente all’infinito senza mai smettere di emozionarci; fondamentale è non arrendersi mai come dimostrato da Gianmarco Tamberi che ha raggiunto il tetto del mondo cinque anni dopo il terribile infortunio che aveva rischiato di interrompere la sua carriera.

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Nella memoria degli appassionati non rimarranno quindi scolpiti i numeri o lo statistiche, ma piuttosto lo sguardo incredulo di Filippo Tortu sul traguardo della staffetta 4×100 metri oppure il viso stravolto di Simone Consonni al termine dell’inseguimento a squadre di ciclismo su pista.

Istantanee che offrono speranza a un popolo vessato da oltre due anni di pandemia e che ricordano come nessun ostacolo che la vita imponga non possa esser affrontato e superato con determinazione e grande lavoro.

In quella che si è rivelata esser la rassegna delle “prime volte”, sarà quindi impossibile dimenticare il sorriso di Vanessa Ferrari che, dopo aver sfiorato in tre occasioni la medaglia, si è messa al collo l’argento nel corpo libero riportando la ginnastica artistica tricolore sul podio dopo novantatré anni.

Lo stesso che ha accompagnato Gregorio Paltrinieri nella propria cavalcata negli 800 metri che ha superato a tempo record i postumi della mononucleosi smentendo così anche i dubbi che versavano sulla propria condizione.

Se numeri e record potranno esser migliorati fra tre anni a Parigi, ciò che non verrà mai scordato sono le storie raccontate da questi fuoriclasse, esempi che potrebbero rivelarsi particolarmente utili per una nazione intera, alle prese con la ripartenza dopo i colpi inflitti dalla pandemia.

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