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Valcavallina, sindaci a Banca Intesa: "Chiusi troppi sportelli, penalizzati i piccoli Comuni" - BergamoNews
La protesta

Valcavallina, sindaci a Banca Intesa: “Chiusi troppi sportelli, penalizzati i piccoli Comuni”

I sindaci di Entratico, Cenate Sopra e Zandobbio hanno inviato una lettera ai responsabili del Gruppo: "Scelte che non si fanno carico del valore sociale che gli istituti bancari hanno storicamente avuto sui territori, non solo per l’industria e l’imprenditoria in genere ma anche per i singoli cittadini, famiglie ed anziani"

I sindaci di Entratico, Cenate Sopra e Zandobbio hanno inviato una dura lettera ai responsabili nazionale, lombardo e bergamasco di Banca Intesa (Carlo Messina, Tito Nocentini e Vittorio Carrara) dopo che il Gruppo Banca Intesa ha comunicato e ufficializzato la chiusura di numerosi sportelli delle proprie filiali che penalizzano fortemente i piccoli centri abitati.

“La decisione di procedere alla chiusura dei nostri sportelli bancari – scrivono Andrea Epinati, Mariangela Antonioli e Claudia Colleoni – ci preoccupa profondamente come sindaci e come cittadini”.

La motivazione che viene addotta di puntare su canali innovativi e alternativi “determina di fatto, per alcune categorie di persone, la difficoltà a ricorrere al servizio bancario, per tante altre addirittura l’impossibilità di accedervi e in generale una reale difficoltà per tutti i nostri cittadini”.

Non tutti infatti “sono in grado di utilizzare gli strumenti informatici, l’home banking ed altre procedure con la necessaria agilità come voi invece sostenete. I nostri territori sono caratterizzati da un’alta percentuale di popolazione anziana che ha invece, in un’ottica di prossimità che non possiamo mai far venire meno, la necessità di essere supportata nell’accesso ai servizi”.

Inoltre, proseguono, “la soppressione degli sportelli di Entratico, Zandobbio e Cenate Sopra riverserà sull’agenzia di Trescore un tale flusso di persone che certamente non migliorerà il funzionamento dell’attività della stessa. Con Banca Popolare di Bergamo prima e Ubi successivamente, il confronto e il dialogo costruttivo hanno portato nel tempo ad una collaborazione che ha favorito la crescita delle nostre comunità e del territorio”.

I tre sindaci sottolineano: “Pensavamo che l’arrivo di un Istituto Bancario di primaria importanza come Intesa Sanpaolo avrebbe non solo consolidato, bensì migliorato ed integrato l’attività del servizio bancario nei nostri paesi con l’installazione di servizi come lo sportello bancomat laddove mancante. Al contrario, nel giro di pochi mesi abbiamo assistito a scelte che impoveriscono le nostre comunità di servizi essenziali, senza un effettivo confronto con le Istituzioni che rappresentiamo, riducendo il tutto ad una formale presa d’atto di scelte già compiute e calate dall’alto”.

Rammaricati constatano “che queste scelte non si fanno carico del valore sociale che gli istituti bancari hanno storicamente avuto sui territori, non solo per l’industria e l’imprenditoria in genere ma anche per i singoli cittadini, famiglie ed anziani. E il criterio di valutazione dell’attività svolta non può certamente ricondursi prioritariamente ai dividendi distribuiti nel corso dell’anno”.

La stessa comunicazione ricevuta a seguito degli incontri tenutisi nelle rispettive sedi comunali “non si fa carico di rappresentare le nostre reali esigenze che in tali sedi vi abbiamo espresso. Si fa infatti riferimento a nostre richieste, peraltro mai espresse, circa l’attivazione di agevolazioni sull’utilizzo di bancomat su altri Sportelli Atm, eludendo invece completamente quella del mantenimento degli sportelli sul territorio”.

E concludono: “Non condividiamo le modalità del percorso avviato ma soprattutto vi chiediamo di ripensare la scelta che unilateralmente avete assunto”.

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