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Olimpiadi, terzo trionfo per l’Italia nell’atletica: Massimo Stano vince la 20 chilometri di marcia - BergamoNews
Tokyo2020

Olimpiadi, terzo trionfo per l’Italia nell’atletica: Massimo Stano vince la 20 chilometri di marcia

Nella calura di Sapporo il 29enne pugliese ha gestito al meglio lo sforzo sfiancando nel finale la resistenza dei giapponesi Koki Ikeda e Toshika Yamanishi aggiungendo il proprio successo a quelli di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi.

Nuovo trionfo per l’atletica leggera italiana alle Olimpiadi in corso a Tokyo. Il movimento tricolore ha infatti conquistato la medaglia d’oro nella 20 chilometri di marcia con Massimo Stano che ha completato un capolavoro tattico.

Nella calura di Sapporo il 29enne pugliese ha gestito al meglio lo sforzo sfiancando nel finale la resistenza dei giapponesi Koki Ikeda e Toshika Yamanishi aggiungendo il proprio successo a quelli di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi.

In grado di lasciar sfogare il cinese Kaihua Wang e l’indiano Sandeep Kuhmar, il portacolori delle Fiamme Oro Padova ha alzato il ritmo poco dopo la metà di gara riportando il gruppo principale sul duo di testa.

La progressione del marciatore di Po del Colle si è però prontamente rivelata insostenibile per i diversi avversari presenti, ultimo dei quali il padrone di casa Koki Ikeda che ha dovuto alzare bandiera bianca negli ultimi mille metri.

Nonostante alcune proposte di squalifica subite nelle ultime battute, Stano non ha perso la concentrazione terminando le proprie fatiche in 1’21”05 e potendosi così lanciare fra le braccia dell’allenatore Patrizio Parcesepe.

“È stata una gara veramente dura. Caldo, umido, come piace a me. Ho sperato che piovesse e ci fosse ancora più umidità perché so che in queste condizioni soffro meno degli altri. Non ho mai avuto ottime sensazioni in gara, anche se può sembrare strano – ha raccontato Stano poco dopo l’arrivo -. Negli ultimi due mesi per darmi coraggio mi ripetevo ‘sono il più forte, sono il più forte del mondo’, e anche in gara ho lavorato molto mentalmente. Mi ripetevo in testa di essere il migliore. Un mese e mezzo fa ho avuto un’infiammazione al bicipite, quindi abbiamo dovuto frenare un po’ con gli allenamenti. Per compensare quello che non ho guadagnato con il lavoro, ho dovuto lavorare a livello mentale. Questa strategia mi ha dato fiducia”.

Seconda piazza per il 23enne nipponico che ha preceduto il connazionale Yamanishi; mentre Francesco Fortunato si è dovuto accontentare del quindicesimo posto, lontano 1’45” dal vincitore.

A smuovere il medagliere tricolore ci hanno pensato anche Manfredi Rizza e Gregorio Paltrinieri che si sono aggiudicati rispettivamente l’argento nella canoa velocità e nel nuoto in acque libere.

Il 30enne pavese ha ricondotto la spedizione azzurra sul podio a cinque cerchi ventun’anni dopo Sidney 2000 cogliendo al fotofinish la piazza d’onore nella prova del K1 200 metri.

Dopo aver vinto la propria batteria nel primo turno eliminatorio ed esser piazzato secondo nelle semifinali, l’alfiere dell’Aeronautica Militare ha sfruttato un’ottima partenza rimanendo sempre agganciato al gruppo dei migliori.

La punta di velocità accumulata nel corso della breve gara ha consentito all’azzurro conducendo il proprio kayak a soli quarantacinque centesimi dall’ungherese Sandor Totka nell’ultima uscita di questa specialità in una rassegna olimpica.

Nuova impresa invece per il nuotatore emiliano che, dopo essersi già messo al collo l’argento negli 800 metri, si è ripetuto nelle acque di Odaiba Marine salendo sul gradino più basso del podio nella dieci chilometri maschile.

Colpito dalla mononucleosi prima della trasferta nel Sol Levante, il 26enne di Carpi ha recuperato in tempi record portando a cinque il numero di medaglie conquistate in una kermesse a cinque cerchi.

Costretto ad arrendersi all’imprendibile tedesco Florian Wellbrock e all’ungherese Kristof Rasovszky, l’allievo di Fabrizio Antonelli ha dovuto fare i conti con la fatica accumulata nelle precedenti prove in vasca e la sofferenza che caratterizza questa disciplina terminando la propria gara a pochi decimi dal secondo posto.

“Più di questo non potevo fare. E’ la giusta ricompensa dopo due mesi d’inferno. Vado via da Tokyo con due medaglie e posso ritenermi soddisfatto – ha spiegato il campione europeo – I piani non erano questi, ma per come sono arrivato va benissimo. Oggi faceva molto caldo. La gara è partita subito a tutta e io neanche mi sono accorto dell’accelerazione di Wellbrock. Poi Fabrizio mi ha spronato ad andare a riprendere i primi, mi ha perfino fatto saltare il primo rifornimento. Alla fine il tedesco era irragiungibile, ha disputato la gara perfetta; ho provato a superare il magiaro che è stato bravo a non darmi lo spazio”.

Felicità per il bronzo appena colto, ma anche il rammarico per aver perso l’argento nel corso dell’ultimo giro hanno accompagnato Elia Viviani al termine della prova dell’omnium.

Campione uscente della competizione che contraddistingue il ciclismo su pista, il 32enne di Isola della Scala è stato costretto a lungo a rincorrere dopo le uscite a vuoto nello scratch e nella tempo race.

L’affermazione nell’eliminazione ha ribaltato la situazione a favore del pistard veneto che è tornato in corsa per un risultato prestigioso in vista anche della corsa a punti che avrebbe deciso le sorti della kermesse olimpica.

L’attacco a metà gara in compagnia del tedesco Roger Kluge e del bielorusso Yauheni Karaliok ha consentito allo sprinter veronese di guadagnare il giro e avvicinare così l’inglese Matthew Walls, in testa alla gara sin dall’inizio.

L’acido lattico accumulato nel corso dei cento giri previsti non ha purtroppo permesso al rappresentante della Cofidis di controllare l’allungo del neozelandese Campbell Stewart che ha guadagnato una tornata mettendo a segno il sorpasso decisivo su Viviani.

“L’eliminazione mi serviva per reagire e scaricare le tensioni iniziali – ha sottolineato l’oro di Rio de Janeiro 2016 -. Sono arrivato alla corsa a punti con l’obiettivo di vincere una medaglia, ma le energie erano al lumicino per cui ho visto sfilarmi l’argento nell’ultimo giro. Sono partito male, ma ho finito bene per cui ciò mi dà motivazioni in più in vista della madison di sabato”.

Medesimo risultato anche Viviana Bottaro che ha battezzato l’esordio a cinque cerchi del karate con un bronzo nel kata.

In un percorso in crescendo, la 33enne genovese è apparsa sempre molto concentrata e determinata nell’aggiudicarsi quel traguardo che le mancava mostrando al grande pubblico il valore di uno sport a tratti ancora sconosciuto.

Sconfitta soltanto dalla padrona di casa Kiyou Shimizu, l’atleta ligure ha superato nella finalina la statunitense Sakura Kokumai totalizzando 26.48 punti (18.62 per la parte tecnica, 7.86 per quella atletica).

In chiave bergamasca da segnalare infine la buona prestazione di Emmanuel Ihemeje che ha chiuso la finale del salto triplo in undicesima posizione.

Particolarmente emozionato per aver centrato l’ultimo atto, il 22enne di Verdellino non è riuscito ad andare oltre i 16,52 metri raggiunti al primo tentativo mancando l’accesso ai migliori otto che si sono giocati una medaglia.

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