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Bergamo, sospesi 90 infermieri non vaccinati: “Atto dovuto, ma la qualità dei servizi è a rischio” - BergamoNews
Gianluca solitro

Bergamo, sospesi 90 infermieri non vaccinati: “Atto dovuto, ma la qualità dei servizi è a rischio”

Abbiamo intervistato il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Bergamo, Gianluca Solitro, per saperne di più

Bergamo. Il consiglio direttivo dell’Ordine degli Infermieri di Bergamo ha ratificato la sospensione di 90 operatori sanitari non in regola con la vaccinazione anti-Covid. Il provvedimento è stato deliberato nella seduta di ieri, martedì 4 agosto, con riferimento a una lista che ATS ha inviato all’Ordine.

Si tratta di una prima tranche di nominativi, raccolti dall’Agenzia di Tutela della salute di Bergamo, a cui spetta il compito di verificare che il personale sanitario si sia sottoposto al vaccino. Il presidente dell’Ordine degli infermieri di Bergamo, Gianluca Solitro spiega: “La legge ci attribuisce la funzione della presa d’atto del lavoro svolto ATS. Quando abbiamo ricevuto l’elenco, comunque, abbiamo accertato che i colleghi avessero visualizzato la PEC. Come Ordine, non possiamo obbligarli a vaccinarsi e nemmeno chiedere se si siano vaccinati perchè si tratta di informazioni tutelate dalla privacy, ma ci siamo assicurati che avessero appreso tutte le comunicazioni”.

“Inizialmente – prosegue il presidente Solitro – le persone segnalate in questa lista erano 95 ma 5 di questi hanno rinviato la segnalazione ad ATS nei giorni precedenti e ci è pervenuta una rettifica della sospensione. I 90 sospesi svolgono la professione in svariate tipologie di strutture: vi sono liberi professionisti, dipendenti pubblici e operatori di cliniche private. È una situazione a macchia di leopardo: non c’è una concentrazione sulle Rsa piuttosto che negli ospedali”.

“Non è detto – prosegue Solitro – che siano no vax: fra loro ci sarà chi è deciso a non vaccinarsi ma anche chi ha altre problematiche decisionali, come nel caso delle donne in gravidanza o in fase di allattamento e magari preferiscono aspettare, ma non impattano sull’organizzazione essendo già a casa in maternità. Non ci sono evidenze scientifiche che il vaccino possa mettere a rischio la gravidanza, poi logicamente le decisioni sono individuali, anche dietro il parere del proprio ginecologo. Anche in questi casi la valutazione relativa alla sospensione spetta ad ATS, dove è stata istituita una commissione per decidere in merito. La procedura prevede che, dopo aver ricevuto la comunicazione di ATS, l’infermiere invii la documentazione e se risulterà esaustiva per evitare la sospensione non verrà sospeso, altrimenti si, e l’Ordine dovrà prenderne atto. Nel caso in cui si verificassero eventuali errori non possiamo fare altro che rimediare convocando un consiglio direttivo settimanale per riammettere velocemente il collega una volta che la situazione sia stata chiarita. Per far sì che tutte le operazioni possano procedere al meglio, riuniremo il direttivo una volta a settimana per tutto il mese di agosto: è un impegno notevole considerando che lo convochiamo due volte al mese tutto l’anno e nel periodo estivo le riunioni generalmente vengono ridotte a una al mese. Sia la segreteria sia il direttivo dell’Ordine stanno facendo un grande lavoro: la prima sta contattando singolarmente i colleghi chiedendogli se hanno aperto la PEC, mentre il secondo per tutto il periodo estivo sarà chiamato a deliberare sospensioni ed eventuali riammissioni”.

Evidenziando l’importanza di vaccinarsi, Solitro annota: “Bisogna tenere presente che la vaccinazione è un atto personale ma per noi operatori sanitari costituisce una tutela per i pazienti, in modo particolare per quelli più fragili, con cui entriamo in contatto svolgendo la nostra professione. Lavoriamo, per esempio, nelle oncologie e in reparti dove vi sono persone che a causa di particolari problemi di salute non possono vaccinarsi e sarebbero a rischio nel caso venissero contagiati. È come se un infermiere non avesse effettuato la vaccinazione contro il morbillo, entrasse in pediatria e infettasse i bambini: c’è una grande responsabilità etica e professionale da parte dell’infermiere in merito alla vaccinazione. Capisco che si tratta di una scelta personale, ma vaccinarsi è indispensabile per svolgere questa professione, che è basata sulla scienza, sulla ricerca e sulla coscienza”.

In un quadro già segnato dalla carenza di infermieri le sospensioni comportano un’ulteriore riduzione dell’organico. “La mancanza di infermieri – rileva Solitro – è un problema annoso: se ne venissero sospesi molti si potrebbero mettere in difficoltà i servizi ma non possiamo fare altrimenti. Secondo le stime, gli infermieri non vaccinati potrebbero essere complessivamente 300: su un totale di 7mila persone non è una percentuale elevata ma si tratterebbe di numeri piuttosto significativi. Il rischio è che possano crearsi disguidi”.

“La preoccupazione – conclude Gianluca Solitro – è duplice: da una parte per l’assistenza ai pazienti, perché non voglio che ne risentano, e dall’altra per i colleghi che continuano a svolgere il servizio e dovranno sopperire all’assenza di quelli che sono stati sospesi. Alcuni potrebbero saltare le tanto attese ferie dopo due anni di lavoro molto intenso in questo periodo caratterizzato dalla pandemia: il rischio è che vi siano ripercussioni in termini di qualità dei servizi, non nella sicurezza, che viene comunque garantita dal personale operativo”.

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