L’intervista

Luca Ravenna da LOL al Lazzaretto: “Ecco gli ingredienti della mia stand up comedy”

A Bergamo col nuovo show “Rodrigo Live!”. La data è già sold-out da diverso tempo, un’altra soddisfazione che si aggiunge alla fortunata tournée del comico.

“In uno spettacolo di stand up comedy due elementi sono fondamentali: il pubblico e le risate”. Ecco il comandamento più importante di Luca Ravenna, comico, attore e monologhista, che domenica primo agosto farà tappa a Bergamo, ospite della rassegna “Lazzaretto – Estate 2021”, portando sul palco il nuovo show “Rodrigo Live!”.

La data è già sold-out da diverso tempo, un’altra soddisfazione che si aggiunge alla fortunata tournée del comico.

Il 2021 è stato un anno d’oro per Ravenna, anche grazie al successo di LOL – Chi Ride è Fuori, game show italiano distribuito da Prime Video e condotto da Fedez con la partecipazione di Mara Maionchi.

“LOL è stato sicuramente una vetrina importante” racconta Ravenna. Ma nella carriera dell’attore c’è molto di più, dalla scrittura all’idea di podcast e format televisivi. Dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, collaborato con il collettivo romano The Pills. È stato autore di Quelli che il Calcio su Rai2 e della web serie “Non c’è Problema” per la Repubblica.it. Ha pubblicato due spettacoli comici: “In The Ghetto” e “Luca Ravenna Live@“. “Ora sono impegnato nel tour estivo in giro per l’Italia, ma vorrei tornare a scrivere il prima possibile”, svela il comico”.

Luca, come sta andando il tour in giro per l’Italia?

Molto bene. I posti non sono tutti grandi come il Lazzaretto. Qui ci saranno quasi mille persone! Anche per questo sono contento di fare tappa nella bella Bergamo.

In questo spettacolo unisce la stand-up comedy al cinema. Come ci riesce?

Questo dipende dalla mia formazione: mi sono diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Quando scrivo i miei spettacoli sfrutto gli studi che ho fatto in modo da far sembrare gli sketch come fossero delle storie raccontate per immagini. Mi auguro che sia divertente…

Come nasce il titolo dello spettacolo?

Apparentemente non c’entra nulla con lo spettacolo. Un anno fa ero a Caltanisetta, dove ho comprato una maglietta in un negozio molto démodé. Il proprietario, vendendomela, mi ha detto: “è di Rodrigo!”, come a sottolineare il fatto che si trattava di un capo di marca firmato. Io, pur non avendo la minima idea di cosa stesse parlando, ho risposto: “Ma certo!”. Questo è un esempio di come funzionano le storie sul palco: io te le racconto, poi se è vera o falsa, inventata o un poco dipinta, non importa.

Non solo stand-up comedy. Nella sua carriera c’è molto altro, soprattutto la scrittura di format e programmi. Come è iniziata questa parte della sua vita?

Dopo gli studi di sceneggiatura ho iniziato a scrivere il più possibile. Così, ad esempio, è iniziata la mia esperienza con i The Pills a Roma. Poi, con il passare del tempo, mi sono reso conto che preferivo stare sul palco piuttosto che dietro. Ed è quello che ho fatto. Ho avuto la fortuna di trovare un palco fertile ma continuo a scrivere. Forse dovrei farlo di più.

Dalla scrittura è arrivato al palco. Si ricorda la sua prima volta su un palco?

La prima volta che salii sul palco fu in occasione di una recita alle scuole medie. Quella volta effettivamente pensai che non fosse affatto male. Ma mai avrei pensato che questo sarebbe poi diventato il mio mestiere.

Cachemire – Un podcast morbidissimo” è un altro dei suoi lavori che sta avendo particolare successo. In questo caso quale lato del suo essere autore emerge?

Il podcast è condotto da me e da Edoardo Ferrario, per il quale avevo già scritto ai tempi di “Quelli che il calcio”. È pensato come se fosse una sorta di brainstorming, il momento della creazione che a mio avviso è la parte più divertente di questo mestiere. Così abbiamo pensato: “ma se le persone sentissero le stupidate che diciamo quando stiamo pensando una cosa, non sarebbe più divertente della cosa in sé?”. In questo podcast c’è tantissimo del lavoro di scrittura.

Cosa non deve mai mancare in uno spettacolo di stand up comedy?

Due elementi fondamentali: il pubblico e le risate. C’è molta attenzione verso il micromondo della “nuova comicità”, che si sta espandendo velocemente, fatta da persone che non vengono direttamente dalla tv o dalla radio ma da internet. Eppure, quello che si fa è sempre lo stesso: si tratta di teatro.

In una recente intervista ha detto che “è meglio che la tua battuta più cattiva sia la tua miglior battuta”. C’è un limite oltre il quale un comico non dovrebbe andare oltre?

Non è una mia frase, mi pare sia una frase del grande Stewart Lee. Io penso che questa riflessione abbia più a che fare con la vita di tutti i giorni, con solo con il palcoscenico. Sul palcoscenico hai sempre l’opportunità di girare un pensiero cattivo, trovando il modo di filtrarlo. Nella vita di tutti i giorni è diverso: il limite è posto dalla persona con cui stai parlando.

Cosa le piacerebbe fare in futuro. Cosa vorrebbe scrivere?

In questo momento sto facendo spettacoli quasi tutte le sere, il tempo per dedicarmi alla scrittura è davvero poco. Vorrei riscrivere qualcosa che non mi piace o che vorrei cambiare partendo dalla considerazione che il prossimo pezzo sarà quello migliore.

Cosa le rimane dell’esperienza di LOL – Chi ride è fuori?

Ammetto che è stato una esperienza enorme. La ricezione del programma ha detto molto di più sul nostro paese che sul programma stesso. Lol è stato una vetrina incredibile, sono stato molto fortunato.

Pronti, via, dunque, per una serata (a cura di Shining Production) che si annuncia divertente e piacevole.

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