L'intervista

Quarta ondata Covid? “Sì, anche a Bergamo: vaccinatevi per evitare nuove chiusure e Dad”

Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo: “Speriamo che abbia conseguenze meno gravi rispetto alle precedenti visto che abbiamo ottimi livelli di vaccinazione”

Bergamo. Siamo entrati nella quarta ondata della pandemia da Covid-19. Lo si evince dai numeri rilevati dalla Fondazione Gimbe, organizzazione indipendente che promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche nelle decisioni professionali, manageriali e politiche che riguardano la salute delle persone.

A livello nazionale, nella settimana dal 21 al 27 luglio in tutte le regioni eccetto il Molise si è evidenziato un incremento dei nuovi casi e in 40 province l’incidenza supera i 50 casi per 100mila abitanti. Il monitoraggio ha registrato, inoltre, un aumento dei decessi (111 contro 76), delle persone in isolamento domiciliare (68.510 contro 47.951), dei ricoveri con sintomi (1.611 contro i 1.194) e delle terapie intensive (sono 189 una settimana fa erano 165).

Abbiamo intervistato il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, chiedendogli un parere.

È iniziata la quarta ondata della pandemia?

I numeri sono quelli: i dati della Fondazione GIMBE lo rilevano chiaramente. La ripresa della pandemia non riguarda solo l’Italia ma si riscontra anche su scala internazionale: ancora non sappiamo quali effetti produrrà e speriamo che sia meno grave delle altre tre. Rispetto alle ondate precedenti possiamo contare sui vaccini ma dobbiamo tenere conto del fatto che c’è ancora un 15% di ultrasessantenni non vaccinati: sono ad altissimo rischio e non è poco. Inoltre avremo il problema di controllare i contagi in ambito scolastico.

Cosa si può fare?

La soluzione è continuare a vaccinare e fortunatamente sono arrivate le dosi per soddisfare il fabbisogno anche nel mese di agosto: si temeva un buco nelle prime due settimane invece sembra che ci siano e non mancheranno. Bisogna proseguire, quindi, la campagna vaccinale e convincere le persone a effettuare la vaccinazione. Ultimamente si dice che i medici abbiano questo compito: i pazienti che si sono vaccinati sinora sono il frutto di questo impegno, ma è più difficile convincere l’altra parte della popolazione. Risulta complicato per chiunque: fra loro c’è chi è ideologicamente contrario al vaccino e suppongo che di fronte a questa convinzione si possa fare ben poco, ma c’è anche un buon numero di esitanti che fino ad oggi è stato refrattario ai consigli dei medici. Per questi ultimi l’introduzione del green pass può svolgere un’azione deterrente portando almeno una parte di loro a vaccinarsi.

La quarta ondata coinvolge anche la provincia di Bergamo?

Si, c’è e ci sarà anche a Bergamo. Speriamo che abbia conseguenze meno gravi rispetto alle precedenti visto che abbiamo ottimi livelli di vaccinazione e gli Hub presenti sul territorio assicurano una buona capacità di vaccinare.

Per concludere, per capire gli eventuali effetti della quarta ondata bisognerà aspettare i classici 7-10 giorni?

Si, ormai abbiamo imparato che la curva dell’epidemia parte piano e aumenta in modo esponenziale fino a esplodere e speriamo che non avvenga fortemente.

Ma a suo parere i numeri sono preoccupanti?

Non sono un esperto di epidemiologia o statistica e non sono un virologo però, ragionando con buon senso, suppongo che essendoci parecchi vaccinati la pressione sugli ospedali possa rimanere entro livelli tollerabili. Probabilmente aumenteranno i ricoveri ma si dovrebbe riuscire a soddisfare tutte le esigenze senza mandare in crisi le strutture ospedaliere. Il problema è che comunque i contagi si diffonderanno e siccome dovremo mantenere il tracciamento potrebbero ricominciare le quarantene, la didattica a distanza se non saranno state risolte le problematiche legate alla scuola e ai trasporti, la rilevazione dei contatti ecc. Questo potrebbe voler dire bloccare un’altra volta tutte le attività che stavano riprendendo: se vogliamo mantenere i livelli di attività che abbiamo ripreso e a cui tutti teniamo c’è un’unica soluzione: vaccinarsi.

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