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"Commissione d'inchiesta Covid una farsa": familiari delle vittime in protesta a Bergamo - BergamoNews
Davanti alla sede del comune

“Commissione d’inchiesta Covid una farsa”: familiari delle vittime in protesta a Bergamo fotogallery

"Limitarne i poteri assurdo e inaccettabile". L’avvocato Consuelo Locati, portavoce del gruppo: "Abbiamo prova di un incontro tra governo e Regioni il 25 gennaio 2020 sulle misure da mettere in campo contro il Covid, ma agli atti nessun verbale"

Bergamo. Familiari delle vittime del Covid in protesta sabato mattina, 31 luglio, in piazza Matteotti davanti alla sede del Comune. In un centinaio si sono dati appuntamento alle 10,30 per esprimere il loro malcontento dopo gli emendamenti approvati nelle scorse settimane dalle commissioni parlamentari degli Affari esteri e da quella degli Affari sociali.

Tra loro, c’è chi ha mostrato le foto dei cari scomparsi durante la prima, drammatica ondata della pandemia; chi teneva in mano cartelli che ricordavano le morti in Valle Seriana e chi reggeva gli striscioni blu del gruppo, caratterizzati dall’hashtag #Sereni. “Alla politica chiediamo di fare il suo dovere, che è quello di dare risposte ai cittadini e non ostacolare il desiderio di chiarezza dei familiari – ha commentato l’avvocato Consuelo Locati -. La commissione d’inchiesta è diventata una farsa dopo l’approvazione di due emendamenti abrogativi che hanno limitato le indagini al 30 gennaio 2020, prima della dichiarazione dello Stato d’emergenza e soprattutto a paesi da cui ha avuto origine il virus. Abbiamo scelto Bergamo perché è la città simbolo della pandemia, e perché i due emendamenti provengono da parlamentari bergamaschi”.

Accanto ai familiari delle vittime c’era anche il dottor Giuseppe Marzulli, ex direttore generale dell’ospedale di Alzano Lombardo che si oppose alla riapertura della struttura la domenica del 23 febbraio, dopo i primi casi “ufficiali” di Coronavirus, parlando poi di “pressioni da parte dei vertici regionali della Sanità”. “Limitare i poteri della commissione d’inchiesta è assurdo – ha aggiunto -. A questo punto è una commissione fatta per nascondere la verità e il silenzio dei politici bergamaschi e lombardi è inaccettabile”. Lo stesso Marzulli ha anche reso pubblica una lettera aperta inviata al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, invitandolo a prendere posizione sul tema.

L’avvocato Locati, infine, ha mostrato alla stampa un documento inerente una riunione tenutasi il 25 gennaio 2020 tra i vertici del Ministero della Salute e i rappresentanti delle regioni. “Una riunione che non risultava e che nessuno ammetteva ci fosse stata – prosegue -. Regione Lombardia non ha ancora risposto alla nostra richiesta di accesso agli atti, ma grazie all’onorevole Bignami (Galeazzo, deputato di Fratelli d’Italia ndr) siamo riusciti ad ottenere un riscontro dall’Emilia Romagna. La convocazione dell’incontro – illustra – è pervenuta il 24 gennaio 2020 e non risulta agli atti alcun verbale dell’incontro, a seguito del quale crediamo siano state messe in atto le prima attività di contrasto al nuovo coronavirus”. La mancanza di un verbale “è un’ulteriore riprova dell’intenzione di continuare a sottacere la verità nel periodo antecedente lo stato d’emergenza”, sostiene sempre il legale, che ritiene che proprio a seguito di quell’incontro siano stati modificati i criteri per individuare i casi sospetti di contagio.

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