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I 55 Vigili del fuoco al lavoro senza paura tra le fiamme e il fumo alla GioStyle - BergamoNews
A urgnano

I 55 Vigili del fuoco al lavoro senza paura tra le fiamme e il fumo alla GioStyle fotogallery video

Nessun ferito ma danni ingenti. E una certezza: il coraggio dei pompieri nello sfidare fuoco, emissioni e temperature altissime

Urgnano. Uno dei loro cori recita “Il pompiere paura non ne ha”. Martedì i Vigili del fuoco bergamaschi hanno dato – l’ennesima – dimostrazione che quelle non sono solo parole.

In 55 hanno lavorato per una decina di ore tra le fiamme che hanno divorato uno dei magazzini di stoccaggio della GioStyle di Urgnano, azienda rinomata per la produzione di contenitori ermetici per alimenti, frigoriferi portatili e borse termiche.

A bruciare sono state proprio un gran numero di borse termiche e ciotole di plastica, circa un migliaio in tutto, depositate in quello spazio in attesa di essere destinate alla vendita.

L’allarme è scattato intorno alle 9. Alcuni addetti di una società esterna, al lavoro per il rifacimento della pavimentazione, hanno notato del fumo in un angolo dell’edificio. Pensando che fosse causato dalla polvere non ci hanno fatto molto caso, ma a breve ecco le fiamme che in pochi istanti, complice il materiale presente, hanno invaso l’intera struttura.

Nel frattempo si è alzata in cielo una spessa coltre di fumo nero, visibile a decina di chilometri di distanza, che ha allarmato non poco i residenti della zona. Il sindaco Efrem Epizoi dopo aver consultato i tecnici dell’Arpa ha però rassicurato tutti, escludendo possibili pericoli per la salute.

Una decina di operai, tra esterni e interni, sono riusciti a uscire dallo stabilimento e hanno chiamato i Vigili del fuoco. Sul posto, in via Battaina 393, sono arrivate cinque squadre formate da undici uomini ciascuna: due da Bergamo e una da Dalmine, quelle dei volontari di Romano e Gazzaniga, oltre al funzionario di turno per coordinare gli interventi dei vari mezzi.

Per prima cosa hanno raffreddato le pareti esterne dell’edificio, poi con coraggio si sono introdotti per domare i vari roghi che si erano scatenati all’interno. Senza mascherina, cercando di respirare con il naso per evitare di inalare quel fumo pesante, sfidando temperature che toccavano i duecento gradi centigradi (rese ancora meno sopportabili dal caldo di fine luglio) ed evitando le parti della struttura che con il passare delle ore crollavano.

Alcuni pompieri si sono sentiti poco bene durante i cambi di turno con i colleghi, ma nessuno ha dovuto ricorrere alle cure del personale medico arrivato sul posto con un’ambulanza solo per precauzione.

Le operazioni di spegnimento sono terminate intorno alle 15, poi è iniziata la bonifica e la messa in sicurezza dell’area. L’edificio è stato dichiarato inutilizzabile. Mercoledì mattina è previsto un nuovo sopralluogo per appurare l’assenza di fiamme ancora vive.

Al momento non è ancora possibile quantificare i danni, così come restano oscure le cause del rogo, anche se i carabinieri di Treviglio sembrano propendere per un cortocircuito a uno dei quadri elettrici del capannone.

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