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Vaccino anti Covid ai ragazzi, "Indispensabile per poter riaprire le scuole in sicurezza" - BergamoNews
Michele sofia

Vaccino anti Covid ai ragazzi, “Indispensabile per poter riaprire le scuole in sicurezza”

Il direttore sanitario di Ats Bergamo, Michele Sofia a Bergamonews: "Sono favorevole a somministrare il vaccino anti-covid ai ragazzi. Anzi, li invito a vaccinarsi anche per poter favorire le lezioni in presenza a scuola, dopo mesi di didattica a distanza"

È convinto che solamente il vaccino anti-covid somministrato ai ragazzi dai 12 ai 19 anni possa permettere di riaprire a settembre le scuole in sicurezza. “Sono favorevole a somministrare il vaccino anti-covid ai ragazzi – spiega Michele Sofia, direttore sanitario di Ats Bergamo -. Anzi, li invito a vaccinarsi anche per poter favorire le lezione in presenza a scuola, dopo mesi di didattica a distanza. Indipendentemente poi da quello che uno poi possa pensare, rispetto al green pass, di fatto questo strumento ha un effetto di trascinamento. In particolare, verso quella fascia d’età che va dai 12 ai 19 anni”.

Anche se da poche settimane ricopre questo incarico, il nuovo direttore sanitario di Ats Bergamo, per convincere gli ultrasessantenni indecisi o dubbiosi, da agosto lascerà loro libero accesso (senza prenotazione) a qualsiasi hub o centro vaccinale purché si vaccinino.

Sempre in tema di vaccino anti covid, il direttore Sofia si rivolge ai turisti che soggiorneranno in Lombardia. “La Regione offre la possibilità, a chi trascorre almeno due settimane nella nostra terra, di fare il vaccino anti-covid. Basta registrarsi sul portale di Regione Lombardia e attraverso una semplice prenotazione, con la tessera sanitaria ed il codice fiscale, si può ottenere un appuntamento per sottoporsi alla seconda dose di vaccino”.

Sofia ammette che siamo di fronte ad una quarta ondata. “I contagi stanno salendo in tutto il territorio nazionale, quindi non è una prerogativa solo di Bergamo. È possibile che questo aumento dei contagi sia legato alla variante delta e potremmo assistere ancora ad una ulteriore crescita – osserva -. Bisognerà vedere poi quanti di questi contagi si tramuteranno in ricoveri ospedalieri, quanti di questi contagi porteranno ad una saturazione dei posti letto sia nei reparti ordinari sia nei reparti di terapia intensiva. Noi ci auguriamo che questa vaccinazione proposta in maniera massiva tutta colazione possa ridurre quello che è l’indice di morbosità del covid-19. Intendo ridurre di fatto l’esplicitazione della malattia. I contagi e purtroppo temo, questa è una mia personalissima opinione, che da qui a settembre tenderanno ad aumentare su tutto il territorio nazionale”.

Intanto, sta predisponendo un progetto sperimentale per la Continuità Assistenziale Stagionale Turistica (CAS). Un progetto pilota, “unico in Italia” che prevede – accanto alla formula tradizionale – un’innovativa organizzazione hub&spoke per una porzione del territorio bergamasco.

Cuore del progetto è la televisita: “Il paziente si presenta nel centro spoke e sarà preso in carico dall’infermiere, il quale si collega in video con il medico presente nel centro hub per la visita – afferma Sofia -. Nel caso in cui il paziente necessitasse di una visita ambulatoriale o ospedaliera verrà indirizzato ai servizi competenti. L’organizzazione in rete (centro hub&spoke) consente di rispondere al bisogno sanitario in modo proporzionale alle esigenze ed è un altro punto qualificante del progetto. Sappiamo che vi sono situazioni che possono tranquillamente essere gestite dagli infermieri mentre altre necessitano del medico. In questo modo possiamo essere flessibili e utilizzare la risorsa più idonea a tutto beneficio del singolo paziente e dell’organizzazione del servizio sul territorio nel suo complesso”.

Un territorio, quello bergamasco, che Sofia conosce abbastanza bene avendo iniziato la professione in terra orobica prima come guardia medica e poi come anestesista in rianimazione all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Da qui il suo studio per l’Ats del futuro che si inserisca nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

“Ats Bergamo avrà un ruolo importante perché questo progetto punta a valorizzare tutte quelle che sono le risorse sanitarie e socio sanitarie presenti sul territorio – osserva Sofia -. Peraltro saranno disponibili, anche attraverso l’Europa, ingenti risorse per incentivare l’attivazione di questo tipo di piani. Ats Bergamo in questo momento sta svolgendo un’attività di censimento delle strutture presenti sul nostro territorio e sta eseguendo una mappatura di quelli che sono i bisogni dei cittadini. L’obiettivo di questo lavoro è andare a verificare ed incrociare questi dati per valutare quali siano le carenze a livello territoriale. Partendo da questa analisi proporremo dei piani operativi che possano portare ad una rivalorizzazione di tutto il sistema sanitario e socio-sanitario territoriale”.

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