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Tensioni in Consiglio, le minoranze lasciano l'aula; Ribolla: "Democratici solo a parole" - BergamoNews
Bergamo

Tensioni in Consiglio, le minoranze lasciano l’aula; Ribolla: “Democratici solo a parole”

"Siamo andati via per protesta", commentano i consiglieri lasciando l'aula durante la seduta del 26 luglio

Forti tensioni nel corso della seduta del Consiglio comunale di Bergamo di lunedì 26 luglio. “Una serata molto strana è questa”, ha commentato la consigliera leghista Luisa Pecce. L’aula consigliare si è riunita con già dei difficili presupposti: la minoranza, infatti, aveva richiesto di dividere il consiglio del 26 in due sedute per poter discutere al meglio le quindici delibere iscritte all’ordine del giorno, ricevendo, però, un “no” da parte del presidente Ferruccio Rota.

“Mai i consiglieri si sono riuniti nel mese di agosto, tranne nel 2020, un caso eccezionale ed era in modalità a distanza. Inoltre ricordo che recentemente abbiamo fatto un consiglio in cui sono stati discussi 30 ordini del giorno: il 26 discuteremo tutti quelli programmati e non ci sarà bisogno di una seconda tornata”, aveva spiegato Rota.

La seduta è iniziata puntualmente verso le 18 e con tutti i consiglieri presenti, ma alle 22.30 tutta la minoranza ha abbandonato l’Aula. Dopo aver discusso la modifica del regolamento circa l’esposizione pubblicitaria (approvata) la maggior parte dell’opposizione si è ritirata con un commento sarcastico del vice sindaco Sergio Gandi: “Saluto chi ci sta seguendo in streaming, in particolare la minoranza che ha deciso di andarsene. Noi, invece, continuiamo a lavorare”.

A restare, solo i consiglieri della Lega Pecce e Filippo Bianchi, ma dopo l’ “ennesimo” (come sottolineato da Pecce) cambiamento nella scaletta della discussione anche questi ultimi hanno abbandonato.

“Dovevamo iniziare con due delibere che abbiamo dovuto slittare per il ritardo del Sindaco Gori ora si chiede di rivedere l’ordine per fare una cortesia al tecnico di Sacbo presente. E tutto il lavoro preparato svanisce. Avevamo detto che era necessario dividere le due sedute per poter lavorare bene: ma non ci avete ascoltato”, ha sottolineato Pecce.

“Dopo aver parlato (per becero ostruzionismo) per due ore di una delibera che comportava una spesa di 400 euro .. arrivati alle delibere “serie” che riguardano il bilancio di previsione, Bergamo capitale della cultura, Sacbo, gestione associata per i minori ..se ne vanno: forse per mangiare, forse a dormire… Meno male che non sono loro ad amministrare la nostra città”, scrive il consigliere di Patto per Bergamo Simone Paganoni.

Il consiglio è continuato, quindi, senza le minoranze, con solo la maggioranza in Aula. Ma in modo legittimo, avendo il numero legale per l’approvazione delle delibere.

“Abbiamo deciso di abbandonare il Consiglio Comunale di Bergamo dopo 4 ore di discussione e dopo aver discusso solo 5 delle 15 (!!) delibere iscritte all’ordine del giorno. Era francamente impossibile entrare nel merito di 15 delibere di rilevante importanza (tra cui l’assestamento di bilancio) in un unico Consiglio Comunale (oltre al fatto di aver avuto solo all’ultimo i documenti, e, in un caso, non sono arrivati neanche in consiglio comunale!). L’avevamo detto – avevamo chiesto di fare ALMENO due consigli – ma evidentemente alla maggioranza non interessa il contributo dell’opposizione”, scrive il deputato e consigliere della Lega Alberto Ribolla sul suo profilo Facebook.

Un post a cui ha subito risposto il vicesindaco Gandi scrivendo: “Che pena. Avete fatto ostruzionismo impedendoci di lavorare, poi – dopo avere generato un forte ritardo – ve ne siete andati per non dovere patire voi stessi le conseguenze della vostra condotta. Così ve ne siete andati a mangiare o a casa”.

“Io, Pecce, Facoetti, Stucchi, Carrara, Rovetta e Bianchi avevamo pronti interventi sull’assestamento di bilancio di 20 minuti ciascuno. Saremmo arrivati così alle 2 di notte… ma tanto a voi non interessa. Così come la variazione urgente approvata sullo stesso tema di un emendamento (bocciato!) del collega Facoetti al bilancio di previsione. Patetici. E altro che presidente di parte, il Presidente del Consiglio potrebbe essere un vostro assessore. Democratici, si, ma solo (forse) a parole”, risponde Ribolla.

Sottolineando, inoltre, quanto sia “impossibile” entrare nel merito di una discussione avendo poco tempo per discuterne e per preparare le argomentazioni.

“Soprattutto se i documenti li abbiamo da sette giorni”, dichiara Ribolla. “Siamo andati via per protesta, circa 300 pagine di allegati da studiare in una settimana, l’ultima specifica sul tema del videofaro arrivata questa mattina alle 10.30 da parte del sindaco. Non possiamo affrontare una discussione seria con così poco tempo per prepararci”, afferma, invece, il collega della Lega Alessandro Carrara. 

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