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Se non mi viene la febbre il vaccino funziona lo stesso? - BergamoNews
I dubbi

Se non mi viene la febbre il vaccino funziona lo stesso?

Le domande sui vaccini che tutti noi ci facciamo. E le risposte

Gli effetti collaterali dei vaccini sono pericolosi? Quando si manifestano più spesso e quando ci devono far stare tranquilli? E gli adolescenti vanno vaccinati? Con quali rischi?

Queste e tante altre sono le domande sui vaccini che tutti noi stiamo facendo negli ultimi giorni, mentre la politica italiana si interroga su come stringere il cerchio attorno ai no-vax. 

Abbiamo cercato di darvi le risposte.

Il vaccino contro il Covid-19 è meno efficace se non si manifestano effetti collaterali?

Gli effetti collaterali post vaccino come febbre, mal di testa, dolore al sito dell’iniezione, dolori muscolari e articolari, nausea e vomito sono direttamente collegati alla risposta immunitaria al vaccino. Si è però erroneamente diffusa la convinzione che più si sta male dopo l’iniezione, più il vaccino fa effetto. Sebbene gli effetti collaterali siano sì la prova del fatto che il sistema immunitario si sta attivando, non è affatto detto che tutti stiano male una volta ricevuto il vaccino.

È possibile avere un’ottima risposta immunitaria anche senza effetti collaterali?

Assolutamente sì: è possibile avere una risposta immunitaria efficace senza effetti collaterali evidenti.

Chi ha effetti collaterali maggiori e chi più risposta immunitaria?

Nel complesso la popolazione anziana riporta meno effetti collaterali rispetto ai giovani e le donne tendono a sviluppare risposte immunitarie più forti rispetto agli uomini.

Perché il braccio resta indolenzito dopo il vaccino?

Quando il vaccino viene iniettato nel braccio il corpo lo considera una minaccia e mette in atto le difese. La prima è una reazione infiammatoria locale ed è il motivo per cui si può avvertire dolore o gonfiore. A volte il dolore al braccio si associa a un rigonfiamento dei linfonodi nell’area dell’ascella.

Perché non tutti reagiscono allo stesso modo?

Le risposte immunitarie possono variare ed essere influenzati dall’età, dal sesso, dallo stato di salute e anche dalla dose che si sta ricevendo (più frequenti dopo la seconda dose nei vaccini mRNA e dopo la prima dose di AstraZeneca). Ogni persona manifesta una risposta immunitaria differente, ma l’efficacia dei vaccini non dipende da esse. Nello studio clinico del vaccino Pfizer si è visto che era efficace al 95% contro la malattia in chi lo ha ricevuto, indipendentemente da età, sesso, etnia. Tuttavia solo la metà dei volontari ha segnalato reazioni avverse come dolori muscolari, stanchezza, febbre.

Ci deve preoccupare la febbre?

L’infiammazione può non limitarsi al braccio, sede dell’iniezione, ed espandersi ad altre parti del corpo, causando in primo luogo un aumento della temperatura e dolori diffusi. La comparsa della febbre è la conferma che l’organismo sta sviluppando le difese immunitarie contro il virus. Di solito la temperatura inizia ad aumentare entro ventiquattro ore dalla vaccinazione, più raramente dopo quarantotto e in genere non dura più di due giorni.

Il vaccino può farsi risultare positivi dopo aver ricevuto la dose?

Dato che i vaccini non contengono coronavirus non è possibile contrarre Covid-19 o risultare positivi al tampone a causa dell’immunizzazione. I vaccini contengono o, nel caso dei vaccini a mRNA, inducono la produzione di parti molto piccole del virus, che però non sono rilevate dai test. Inoltre la risposta immunitaria indotta dalla vaccinazione è circoscritta localmente al braccio. Nessun componente del vaccino può migrare dal braccio verso il naso o la gola (dove viene effettuato il tampone).

Il vaccino protegge da tutte le varianti scoperte sinora? 

I primi studi resi noti dall’Iss affermano che il ciclo completo dei 4 vaccini già approvati rimane protettivo nei confronti di tutte le Voc – cioè le varianti che sono considerate più rischiose – mentre diminuisce l’efficacia che si era evidenziata dopo la prima dose.

Quale vaccino è indicato per i giovanissimi?

Attualmente il Comirnaty (vaccino Pfizer Biontech, ndr) è l’unico autorizzato in Italia per la fascia di età 12-17 anni, anche se sono in corso studi sperimentali su altri vaccini. Come per gli adulti anche negli adolescenti di 12-15 anni il dosaggio di Comirnaty è di 0,3 ml per ciascuna delle due dosi e il ciclo vaccinale è composto da due somministrazioni intramuscolari a distanza di almeno 3 settimane e non oltre 6 settimane l’una dall’altra.

Il vaccino ai 12-15enni è sicuro?

L’Iss assicura di sì. La sicurezza di Comirnaty nei 12-15enni è basata sull’analisi dei dati raccolti nello studio su 2.260 adolescenti che hanno ricevuto uno e/o due dosi.

Hanno effetti collaterali anche gli adolescenti?

Sì. Le reazioni avverse più frequenti sono state dolore in sede di iniezione (maggiore del 90%), stanchezza e cefalea (maggiore del 70%), dolore muscolare e brividi (maggiore del 40%), artralgia e febbre (maggiore del 20%). Le reazioni sono generalmente di intensità lieve o moderata e si risolvono in 1-2 giorni.

Il vaccino è efficace anche sui 12-15enni?

Gli studi dimostrano che il vaccino Comirnaty è efficace. Come per gli adulti è necessario attendere fino a 7 giorni dopo la seconda dose per la protezione nei confronti della malattia. L’efficacia valutata attraverso l’analisi dei titoli degli anticorpi neutralizzanti Sars-CoV-2 eseguiti a un mese dalla somministrazione della seconda dose documenta nei 12-15enni una risposta non inferiore rispetto a quella osservata fra i 16 e 25enni.

Se sono quelli che rischiano meno, perché somministrare il vaccino ai 12-15enni?

I giovanissimi possono comunque essere infettati dal virus e diffonderlo. La vaccinazione quindi protegge sia chi lo riceve, ovvero l’adolescente, sia la comunità. Infine, il vaccino previene le forme gravi e/o letali associate all’infezione da Sars-CoV-2. Infatti, sebbene nella maggior parte dei casi il decorso sia paucisintomatico, in alcuni rari casi i bambini possono sviluppare delle forme severe di malattia, quali la ben nota MIS-C

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