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Parco Ovest, il comitato a Gori: "Salviamo il verde per le generazioni future" - BergamoNews
Bergamo

Parco Ovest, il comitato a Gori: “Salviamo il verde per le generazioni future” video

Il comitato "Bergamo per il Parco Ovest" ha fatto protocollare in Comune lo studio pubblicato da LIPU, accompagnato da una lettera per il sindaco

Il comitato “Bergamo per il Parco Ovest” ha fatto protocollare in Comune, all’indirizzo del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, lo studio pubblicato da LIPU sezione Bergamo e Gruppo Ornitologico Bergamasco “Bergamo, area Parco Ovest – monitoraggio dell’avifauna 2021” presentato in conferenza stampa lo scorso 6 luglio. Il documento era accompagnato da una lettera per il sindaco.

Ecco il testo integrale:

Gentile sindaco,
siamo un gruppo di cittadini che ha preso a cuore le sorti della propria città, che ha attraversato un periodo doloroso e difficile dal quale vorrebbe uscire con una speranza per un futuro diverso e migliore.

Per questo crediamo che questa città abbia bisogno di esempi forti di rinascita vera, in chiave diversa dal semplice ritorno alla ‘normalità’ del passato, che siano in grado di offrire risposte alle sfide incombenti dei prossimi anni.

Una di queste sfide, “La” sfida del futuro a livello mondiale oltre che locale, è quella dettata dallo Stato di Emergenza Climatica e Ambientale che la sua Amministrazione ha riconosciuto ufficialmente due anni or sono.

Un’emergenza che è, sì, ambientale e, in quanto tale, ha e avrà conseguenze pesanti sulla qualità della vita e sulla salute di tutti: viviamo già in una delle aree che vanta un triste primato a livello europeo per inquinamento e conseguente mortalità precoce in rapporto alla popolazione.

Ma, allo stesso tempo, ha e avrà pesanti ricadute anche a livello economico e non solo in termini di spesa sanitaria per curare le persone malate a causa dell’inquinamento: l’Italia è già al 2° posto in Europa per perdite economiche generate dai cambiamenti climatici, con oltre 63 miliardi di euro (dati Commissione UE, 2018).

Per questo vorremmo che la nostra città diventasse un simbolo.

Non più il simbolo del dolore che è stato, ma un simbolo di rinascita all’insegna della bellezza e di un cambiamento di rotta.

La bellezza: non solo grazie all’armonia della città antica che abbiamo ereditato dalla sapienza e dalla sensibilità dei nostri avi, ma anche grazie a quanto ancora la natura sa regalarci all’interno della città.

Una bellezza che non è un bene che ci appartiene, bensì un bene da custodire per chi verrà dopo di noi.

Ci chiediamo: cosa lasceremo alle generazioni future?

E quale vita stiamo lasciando loro in eredità se non affrontiamo tempestivamente, con azioni forti, il cambiamento climatico?

La strenua difesa del verde residuo nelle città è ormai una condizione prioritaria per poter consegnare città vivibili a chi verrà dopo di noi.

A questo proposito ci permettiamo di segnalare alla Sua attenzione la pubblicazione a cura di LIPU sez. Bergamo e Gruppo Ornitologico Bergamasco riguardante uno studio sull’avifauna del Parco Ovest (1 e 2) – con un interessante raffronto con la situazione al parco della Trucca -, presentata in conferenza stampa lo scorso martedì 6 luglio.

È solo un esempio della ricchezza misconosciuta e quasi miracolosa regalataci da quest’angolo di città: una biodiversità inaspettata ma dall’equilibrio fragile, che verrebbe spezzato irrimediabilmente non solo dalle nuove edificazioni previste, ma anche da interventi di “riqualificazione di aree dismesse” e di “verde urbano con funzione ricreativa”, che porterebbero inevitabilmente ad alterare l’assetto ambientale dell’area, compromettendone definitivamente le attuali potenzialità ecologiche.

Gliene facciamo dono e ci auguriamo che la sua lettura, potrà esserLe di stimolo per quel cambiamento che, in tanti, ci aspettiamo.

Come dichiara l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, “la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali. Ciascuna specie […] riveste e svolge un ruolo specifico nell’ecosistema in cui vive e proprio in virtù del suo ruolo aiuta l’ecosistema a mantenere i suoi equilibri vitali. Anche una specie che non è a rischio su scala mondiale può avere un ruolo essenziale su scala locale”. 

Sappiamo che non è cosa facile, sappiamo che esistono previsioni edificatorie vecchie di decenni, ma sappiamo anche che recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato dimostrano una reale e legittima possibilità, per le Amministrazioni, di tornare indietro rispetto a scelte edificatorie operate in precedenza, finanche rispetto a convenzioni in atto, se adeguatamente motivate da “esigenze di tutela del territorio urbano considerato risorsa definita e scarsa, contenendone il consumo”.

Per quanto riguarda Bergamo, quali migliori giustificazioni dello STATO DI EMERGENZA CLIMATICA E AMBIENTALE deliberato con “urgenza” già nel luglio 2019 e la sottoscrizione della Carta per la neutralità climatica delle green city, uniti allo stallo del numero dei residenti rispetto al 2010 e alle esigenze di salvaguardia della biodiversità esistente?

Vorremmo che la nostra città diventasse un esempio, e sapesse dimostrare che un forte dolore può essere l’occasione per riprendere in mano la propria vita e ripartire su basi diverse, con il coraggio di un cambiamento vero.

distinti saluti

Bergamo per il Parco Ovest

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