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La Cassazione sanziona la discriminazione sindacale in Ryanair - BergamoNews
La sentenza

La Cassazione sanziona la discriminazione sindacale in Ryanair

Accolto definitivamente il ricorso della FIlt Cgil e confermato quanto stabilito dalla Corte d'appello di Brescia e dal Tribunale di Bergamo

“Le sezioni unite della Corte di Cassazione confermano quanto stabilito dalla Corte d’appello di Brescia e dal Tribunale di Bergamo sul comportamento discriminatorio da parte di Ryanair nei confronti dei lavoratori nell’ambito del procedimento legale intentato dalla Filt Cgil”: a dare la notizia è Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil. La stessa sentenza stabilisce che Ryanair è condannata a risarcire 50 mila euro, oltre le spese legali come sanzione per il comportamento tenuto verso i lavoratori.

L’azione legale era partita nell’ottobre 2017. La Filt Cgil di Bergamo aveva presentato ricorso per accertare il carattere discriminatorio della clausola inserita nel contratto individuale di lavoro dei dipendenti e del personale definita “estinzione del contratto” che così recitava: “Questo accordo rimarrà in vigore per tutto il tempo che il personale di cabina di Ryanair contatti direttamente il datore di lavoro e non effettui interruzioni di lavoro (work stoppages) o qualunque altra azione di natura sindacale. Se Ryanair o le società di mediazione di lavoro saranno obbligate a riconoscere qualunque sindacato del personale di cabina o se vi sarà qualunque azione collettiva di qualsiasi tipo, in questo caso il contratto dovrà intendersi annullato e inefficace e qualunque incremento retributivo o indennitario (allowance) o cambio di turno concessi sotto la vigenza del presente contratto sarà ritirato”.

“È una sentenza importante anche alla luce della partenza di DHL – commenta il segretario della Filt di Bergamo Marco Sala – e della centralità sempre più forte di Ryanair per lo scalo di Orio al Serio. I posti di lavoro sono importanti, e il sindacato lo sa bene, ma non può essere che in nome dell’occupazione si ceda a qualsiasi ricatto. La Cassazione ha definitivamente confermato che i diritti dei lavoratori e le libertà sindacali nel nostro Paese devono essere rispettati. Non possiamo che essere soddisfatti per una sentenza che ci dà pienamente ragione”.

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