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Viscardi (presidente del Duc): "A 30 anni ho un tumore al sangue, nessuno è invincibile" - BergamoNews
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Viscardi (presidente del Duc): “A 30 anni ho un tumore al sangue, nessuno è invincibile”

"In 30 anni alla malattia non ci ho quasi mai pensato, se non un po’ per i nonni o a quel conoscente lontano sfortunato"

A soli 30 anni Nicola Viscardi, presidente del Distretto Urbano del Commercio di Bergamo e titolare con la famiglia del negozio Foto Ottica Skandia di Borgo Palazzo, ha scoperto di avere un tumore al sangue. L’ha reso noto lui stesso, con un post sui suoi canali social in cui spiega di essere pronto a questa “battaglia”, sostenuto dall’affetto dei propri cari perchè “nessuno di noi è invincibile”. Ecco le sue parole:

“Qualche giorno fa mi è stato diagnosticato un linfoma, é un tumore del sangue, che ti sceglie così per caso. Avevo un po’ di tosse forte, non mi convinceva, sono andato dal dottore, mi fa un po’ di esami, la settimana dopo la sentenza e tra una settimana inizierò la chemioterapia. E così di botto mi cade un macigno addosso. Non sono riuscito a raccontarlo di persona a molti di voi che ho visto in questi gironi e mi dispiace, ma non me la sentivo, non era il momento giusto e forse un messaggio o una telefonata non è il massimo.

In 30 anni alla malattia non ci ho quasi mai pensato, se non un po’ per i nonni o a quel conoscente lontano sfortunato che ha scoperto di avere un tumore, ma non lo ha preso in tempo. E quando, quelle pochissime volte, mi è capitato di confrontarmi con persone giovani malate ho sempre pensato che ci fosse molta forza in ognuno di loro, del resto sono giovani, come me e le cure sono efficaci, le prospettive di guarigione ottime.

Ora ci sono dentro anche io e mi rendo conto che forse pensare al malato, specialmente quello oncologico, come un guerriero è un po’ una cazzata. Perché in effetti da questa esperienza che ho appena iniziato a metabolizzare, la cosa che più mi è lampante è che in una società che sembra fatta solo di invincibili, nessuno davvero lo è mai. Siamo fallibili, anche sani e figuriamoci da malati. Da uomini di successo a uomini meno di successo. E anche io che molte mi sono fatto vedere invincibile, non lo sono affatto.

Ciò che non è fallibile è l’amore e la cura che ognuno di noi può dimostrare all’altro e che quando ti sembra che il mondo di cada addosso, ti fa sentire più forte, nella tua debolezza, in quella paura che non puoi ignorare ma che devi attraversare per superarla.

Agli (in)vincibili”.

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