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Se tutti si vaccinano, Covid come l'influenza? "Paradossale, poco scientifico, ma un po' vero" - BergamoNews
Guido marinoni

Se tutti si vaccinano, Covid come l’influenza? “Paradossale, poco scientifico, ma un po’ vero”

Il presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo: "Se l'affermazione vuole essere uno stimolo a vaccinarsi come slogan, può anche andare. Con alcuni ma..."

Salgono a quota 27.120.766 gli italiani completamente vaccinati, pari al 50,21 % della popolazione over 12. Significa che la vaccinazione è stata completata per più di un italiano su due. Secondo il sito del Governo, in totale sono 61.543.227 le dosi somministrate, pari al 92,9% di quelle attualmente a disposizione delle regioni.

La campagna vaccinale prosegue con numeri alti: anche nella settimana passata si è superato il livello di 3,8 milioni di dosi, dato superiore alle due settimane precedenti. Tuttavia, la somministrazione delle prime dosi continua ad essere inferiore alle 100 mila al giorno (per un totale di oltre 580 mila effettuate complessivamente nella settimana passata).

Secondo il parere di alcuni esperti, l’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi un mese prima dell’Italia ci indica che il Covid potrebbe essere declassato “a un’influenza con un semplice gesto, se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante”. Sul tema abbiamo chiesto un parere a Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo. Soprattutto in vista dell’autunno, quando la variante Delta sarà predominante e si parla già di nuove ipotetiche chiusure.

Dottore, se tutti ci vacciniamo il Covid diventa un’influenza?

È un modo paradossale e poco scientifico di esprimersi, ma in un certo senso ha un fondo di verità. Ma c’è pur sempre un problema…

Quale?

Che non siamo e non saremo tutti vaccinati. E che un ultracinquantenne non vaccinato rischia comunque la vita. Se l’affermazione vuole essere uno stimolo a vaccinarsi come slogan, può anche andare. Ma, se vuole esprimere la realtà attuale, è pericolosa.

Perché?

Perché siamo ancora lontani dal raggiungere quell’obiettivo e, visto il continuo emergere di varianti, sarebbe necessario vaccinare tutto il mondo. Sapete qual è la soluzione per convivere bene con il virus?

Ci dica.

Vaccinare il più possibile. E farlo in fretta. Potenziare il tracciamento e rendere il green pass rapidamente obbligatorio in tutte le situazioni a rischio potenziale.

In caso contrario?

In caso contrario, in autunno saremo ancora nei guai.

Capitolo scuola, l’obiettivo del Governo è ripartire in presenza: quanto è importante incentivare la vaccinazione del personale scolastico?

La decisione dell’obbligatorietà della vaccinazione, per alcune categorie professionali, è una scelta delicata sotto il profilo giuridico e sotto quello politico. È una scelta comunque ovvia per il personale sanitario, da valutare anche per quello scolastico. Più che di un obbligo, si tratta di un’idoneità alla mansione. Una sfida importante, poi, è quella di vaccinare rapidamente i ragazzi oltre i 12 anni. Un buon risultato, in questo senso, consentirebbe di evitare didattica a distanza, quarantene e tutto a cui ci siamo abituati lo scorso anno. Tutelare la scuola significa tutelare i fondamenti della nostra società.

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