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Una tranquilla dimora per Petrarca: il Castello Visconteo di Pagazzano e la visita del poeta aretino - BergamoNews
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Una tranquilla dimora per Petrarca: il Castello Visconteo di Pagazzano e la visita del poeta aretino

Il Castello Visconteo di Pagazzano offre un vero e proprio scenario da cartolina.

Il Castello Visconteo di Pagazzano offre un vero e proprio scenario da cartolina.

Circondato da un ampio fossato e sovrastato da un imponente mastio dotato di ponte levatoio, la fortezza si erige con tutta la propria maestosità nel mezzo della pianura.

Posizionato con buona probabilità su una struttura preesistente, l’edificio lega la propria storia a quella delle contese per il potere che interessarono il Ducato di Milano durante il Basso Medioevo.

Appartenente alla famiglia Torriani nel corso della seconda parte del Duecento , il maniero passò successivamente nelle mani dei Visconti i quali decisero di investire sforzi e fondi per rafforzarlo a discapito di altre fortificazioni circostanti.

Principale autore di questo processo fu Bernabò Visconti che, dopo esser subentrato al luogotenente Giovanni nel 1354, decise di demolire i castelli non direttamente dipendenti alla casata meneghina e salvaguardare quindi nella Gera d’Adda soltanto quelli di Pagazzano e Brignano.

Questa decisione consentì a quest’ultimo di acquisire prestigio tant’è che, a cavallo fra settembre e ottobre 1357, ospitò nei propri locali Francesco Petrarca.

Deciso ad allontanarsi dalla città per trovare un po’ di tranquillità, il poeta aretino revisionò in quella fase il primo libro dei Triumphi, ponendo così le basi per una delle opere più importanti della letteratura italiana.

L’attuale assetto risale però alla fine del Quattrocento quando la roccaforte toccò a Sagramoro II Visconti, membro della stirpe lombarda divenuta feudataria dei territori attorno a Brignano.

Complice la momentanea stabilità vissuta dall’area dopo le guerre che avevano coinvolto il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, il nobile orobico decise di compiere una serie di provvedimenti fra i quali spiccano il rafforzamento del fossato, la realizzazione delle quattro torri d’angolo e l’allargamento delle mura, prontamente ricoperte di laterizio.

Castello di Pagazzano

Secondo la tradizione il progetto sarebbe stato seguito da Bartolomeo Gadio, architetto di corte e direttore dei lavoratori al Castello Sforzesco, tuttavia le caratteristiche dell’opera non confermano il diretto coinvolgimento dello stesso.

Un ulteriore mistero riguarderebbe l’esistenza di un tunnel sotterraneo che legherebbe il fortilizio a quello di Brignano.

Nonostante il destino delle due strutture sia rimasto a lungo condiviso, non esiste alcuna traccia che confermi quest’ipotesi.

Il lungo periodo di pace seguito alla battaglia di Agnadello (1509) pose fine al ruolo svolto originariamente dal Castello di Pagazzano che venne progressivamente trasformato in una dimora signorile.

L’acquisizione da parte di Galeazzo Visconti avvenuta nel 1551 portò a una serie di modifiche come la distruzione delle due torri e di tutta la merlatura lungo il lato sud, mentre le strutture difensive poste lungo il fronte settentrionale vennero mantenute in quanto rivolte verso il confine con la Serenissima.

A quella fase risalgono anche l’edificazione del palazzetto posizionate nell’area sud-ovest del maniero e alcuni affreschi emersi durante i recenti restauri e riferenti al gusto manierista tipico dell’epoca.

Estintosi il ramo Visconti di Brignano nel 1657, la fortezza venne ereditata dalla famiglia Bigli a cui si devono la realizzazione di alcune decorazioni, l’apertura del loggiato interno e del nuovo scalone.

Acquisito dall’amministrazione comunale nel 2000, il Castello Visconteo di Pagazzano colpisce ancora oggi chi lo osserva dall’esterno, riportando alla mente immagini di un’epoca da tempo scomparsa.

Castello di Pagazzano

Fonti
AA.VV.; Castra bergomensia : castelli e architetture fortificate di Bergamo e provincia; Bergamo; Provincia di Bergamo; 2004
Roberta D’Adda, Fiorenzo Fisogni, Valerio Terraroli, Giusi Villari; Castelli e ville della pianura tra Brescia, Cremona e Bergamo; Milano; Skira Editore; 2011

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