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Fiume Cherio, dalla Regione 1,2 milioni per ridurre il rischio idraulico - BergamoNews
L'intervento

Fiume Cherio, dalla Regione 1,2 milioni per ridurre il rischio idraulico

"Il progetto, - ha spiegato l'assessore regionale Pietro Foroni - finanziato da Regione con 1,2 milioni, riguarda principalmente la sistemazione delle sponde del fiume Cherio e nasce da uno studio specifico che ha messo in evidenza una condizione di rischio idraulico elevata diffusa sui territorio comunale interessati dall'asta del fiume".

Inizierà nella primavera del 2022 l’intervento relativo alla mitigazione del rischio idraulico indotto dal fiume Cherio sulla frazione di Montecchi nel Comune di Gorlago.

Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione civile di Regione Lombardia, ha effettuato un sopralluogo nella mattina di giovedì 15 luglio nella zona che sarà interessata dai lavori di adeguamento del sistema di difesa idraulica del corso d’acqua.

INTERVENTO SULLE SPONDE
“Il progetto, – ha spiegato Foroni – finanziato da Regione con 1,2 milioni, riguarda principalmente la sistemazione delle sponde del fiume Cherio e nasce da uno studio specifico che ha messo in evidenza una condizione di rischio idraulico elevata diffusa sui territorio comunale interessati dall’asta del fiume”.

NECESSARIO PREVENIRE RISCHIO IDRAULICO
“L’opera – ha aggiunto l’assessore – è inserita nel piano regionale della legge 9/2020 (il Piano Lombardia) relativo agli interventi per la difesa del suolo: un progetto ambizioso che dimostra ancora una volta la grande attenzione che Regione Lombardia ripone nella salvaguardia del proprio territorio e l’impegno per l’incolumità delle popolazioni, in termini di prevenzione del rischio idraulico. Ringrazio tutti i soggetti che hanno collaborato”.

ESONDAZIONI SEMPRE PIÙ FREQUENTI
L’obiettivo è intervenire per preservare la frazione Montecchi del comune di Gorlago da possibili esondazioni, sempre più ricorrenti negli ultimi anni, senza alterare l’equilibrio idraulico del corso d’acqua. È stata prevista la formazione di un argine in terra, posto a distanza dal fiume, che servirà per deviare la naturale esondazione nelle aree agricole, per poi tornare nell’alveo del corso d’acqua. Il deflusso delle acque non interesserà, così, le aree urbane del territorio e della frazione. Dopo l’iter di approvazione del progetto definitivo, le procedure di gara e l’aggiudicazione, i lavori potranno avere inizio a maggio 2022 e concludersi nei primi mesi del 2023.

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