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All'ospedale di Bergamo impiantato uno dei primi dispositivi per gestire i disturbi del movimento - BergamoNews
Il papa giovanni

All’ospedale di Bergamo impiantato uno dei primi dispositivi per gestire i disturbi del movimento

Il nuovo sistema migliora il rilevamento dei segnali elettrici che si generano nel cervello e offre una stimolazione direzionale con la possibilità di fornire dati individuali e specifici del paziente

C’è anche l’Ospedale di Bergamo tra i centri italiani in cui sono stati eseguiti i primi impianti di elettrocateteri direzionali con il nuovo sistema SenSight™, sviluppato da Medtronic, azienda leader in tecnologie mediche, per la gestione dei disturbi del movimento nella terapia di stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS).

Il Papa Giovanni è il primo ospedale lombardo ad aver eseguito questo impianto e il primo in Italia ad averlo fatto per patologie diverse dal morbo di Parkinson. La terapia infatti ha un’indicazione elettiva per tre patologie prevalenti: la malattia di Parkinson, le distonie ed il tremore essenziale.

L’intervento all’Ospedale Papa Giovanni XXIII è stato eseguito lo scorso 21 giugno su una paziente di 44 anni, affetta dall’età di 16 anni da una forma distonica progressiva, cioè da difficoltà motorie e posturali sempre più accentuate, del tutto involontarie e praticamente impossibili da modificare. Alla paziente era già stato impiantato un elettrodo “tradizionale” nell’emisfero di sinistra nel novembre 2019. Il controllo della distonia tuttavia non era soddisfacente, con difficoltà sempre più accentuate a camminare, ad eseguire movimenti fini con la mano destra e nella deglutizione. Per cui è stato necessario un secondo impianto anche nell’emisfero controlaterale, questa volta utilizzando il nuovo dispositivo. Ad eseguire l’intervento, durato complessivamente 10 ore – durante le quali la paziente è sempre rimasta vigile per la necessità di individuare esattamente il punto in cui posizionare l’elettrodo -, il neurochirurgo Roberto Donati, affiancato dal responsabile della Neurofisiopatologia Camillo Foresti, esperti di stimolazione cerebrale profonda, e dal neurologo Dario Alimonti.

Il nuovo elettrocatetere direzionale è una risposta alla sfida attuale della terapia DBS: fornire la stimolazione di una regione molto piccola del cervello (si parla di aree di stimolo di circa 1-2 millimetri), orientando il campo elettrico in modo preciso, per ottenere il massimo risultato possibile, limitando contemporaneamente al minimo gli effetti collaterali, dovuti alla diffusione dello stimolo elettrico su strutture sane vicine.

Il nuovo elettrocatetere inoltre può essere abbinato ad un neurostimolatore di ultima generazione – introdotto sul mercato lo scorso anno e noto come Percept™ PC -, che invia all’area del cervello correlata con i sintomi motori dei segnali elettrici attraverso fili estremamente sottili, gli elettrocateteri appunto, e contemporaneamente consente di rilevare i segnali cerebrali correlati alla malattia e personalizzare la terapia, in base ai dati individuali e specifici del paziente.

Il nuovo sistema SenSight™ vanta quindi due innovazioni importanti: la capacità di direzionare gli impulsi elettrici con molta precisione e la capacità di modulare la stimolazione sulla base del bisogno, grazie al sensing, ovvero il monitoraggio dell’attività cerebrale.

 

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Gli studi effettuati hanno dimostrato che la stimolazione cerebrale profonda eseguita con il sistema Medtronic per terapia DBS è efficace nel controllo del tremore essenziale, della distonia e dei sintomi della malattia di Parkinson che non possono essere controllati in maniera adeguata tramite terapia farmacologica.

Tra i vantaggi del dispositivo anche la compatibilità con l’esame di risonanza magnetica e l’autonomia di 15 anni, liberando quindi la persona dalla necessità di sostituirlo in questo lasso di tempo. Inoltre, la precisione delle rilevazioni e i programmi di visualizzazione collegati a device mobili e computer permettono al medico di verificare nel dettaglio e con facilità tutti i parametri che gli servono per impostare un percorso fatto su misura.

Altri impianti sono stati effettuati anche nei seguenti centri: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, il Presidio Ospedaliero “S. Salvatore” de L’Aquila, l’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, l’AOU Maggiore della Carità di Novara, l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e l’IRCCS Fondazione Mondino di Pavia.

Il Papa Giovanni XXIII esegue impianti di stimolazione profonda cerebrale dal 2001, in pazienti con disturbi del movimento, primariamente pazienti con Parkinson, ma con risultati molto soddisfacenti anche sulle altre patologie del gruppo. L’intervento tuttavia può essere fatto solo su pazienti selezionati, dopo un’attenta valutazione che prevede uno studio multidisciplinare di diversi mesi, per poter trarre il massimo vantaggio possibile, in termini di miglioramento della qualità della vita.

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