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Prima uscita pubblica di Imen Jane al Festival di Nembro dopo la bufera social - BergamoNews
Migliori di così

Prima uscita pubblica di Imen Jane al Festival di Nembro dopo la bufera social

Pochi giorni fa un brutto scivolone che le è costato più di 50 mila seguaci su Instagram e le distanze di diversi brand dalla sua immagine. Nonostante ciòè stata ospite al festival nembrese per parlare di comunicazione e attualità coi giovani

Migliori di così – Festival delle Rinascite” è un festival organizzato da diversi giovani di Nembro e quest’anno torna con una rassegna di eventi culturali che hanno l’obiettivo di fornire uno sguardo sul mondo attraverso gli occhi di numerosi ospiti, tra cui Imen Boulahrajane, divulgatrice di contenuti incentrati su economia e politica che grazie all’utilizzo efficace dei social network è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo e raggiungere un ampio pubblico, soprattutto quello dei più giovani.

Il suo è un nome che da giorni circola parecchio sul Web, non tanto perché è stata inserita nel 2020 da Forbes fra i media expert Under30, ma perché, insieme all’amica Francesca Mapelli, ha realizzato un siparietto alquanto triste in un lido di Palermo postando alcune storie Instagram dove insieme all’amica derideva e sminuiva una giovane cameriera che non ha saputo raccontare la storia del locale in cui lavorava, una vicenda che racchiude numerosi pregiudizi ancora ancorati contro i meridionali.

Questa ragazza si è ritrovata vittima di due coetanee alquanto snob e maleducate, con tanto di risate e frecciatine che hanno suscitato parecchio scalpore tanto che Imen ha perso più di 50 mila follower nel giro di un paio di giorni. Le ripercussioni sono state gravissime non solo per l’immagine delle due influencer ma anche dei brand a loro vicini che si sono dovuti distaccare e allontanare da quanto successo. Nonostante questo allontanamento a colpi di post e storie Instagram, le conseguenze sono state inevitabili oltre al danno d’immagine anche quello economico.

Un danno che ha visto partecipe anche l’evento stesso organizzato dall’oratorio di Nembro tanto che hanno dovuto bloccare i commenti sotto al post annuncio dell’ospite della serata di mercoledì 7 luglio per via delle numerose critiche e insulti che stavano arrivando.

Ma la serata di mercoledì come è andata? L’evento si è svolto presso l’auditorium Modernissimo ma è stato possibile seguire la serata in diretta sul canale Youtube dell’Oratorio a cura del gruppo On Air.

Imen Jane Nembro ok

Il focus dell’evento e dell’intervento di Imen Jane è stato sui “giovani, economia, comunicazione nell’era dei social”. Imen ha raccontato, nell’arco della quinta serata del Festival, la sua storia, 26 anni, figlia di genitori marocchini ma cresciuta nel Varesotto, fin da giovanissima attivista politica e in numerose associazioni. Al secondo anno di università partecipa all’Expo dove ha visto il mondo, “il mondo era a Milano”, e ha scoperto la sua passione per la comunicazione che l’ha portata successivamente a fondare la sua start up. Fin da subito ha utilizzato Twitter per comunicare cedendo successivamente poi all’utilizzo di Instagram creato nel 2013 per seguire Chiara Ferragni ma che poi successivamente divenne per lei metaforicamente una miniera d’oro poiché comprese prima di tutti gli altri che non bastavano più i contenuti visivi e che la totale mancanza di divulgatori e giornalisti in quello spazio social poteva essere potenzialmente per lei un trampolino di lancio senza precedenti. Così ogni settimana raccontava qualcosa, le tematiche ruotavano intorno a temi centrali come Brexit, spread, disoccupazione giovanil… tematiche rilevanti comunicate come ad un’amica al bar ma in maniera più lineare che fin da subito hanno catturato l’attenzione dei più giovani affascinati dalla politica e all’economia in una veste diversa, più accessibile. Imen aveva ben compreso il vuoto che c’era e l’altrettanto bisogno da soddisfare e si può dire che ci è riuscita seppur con qualche scivolone.

Se proprio deve qualcosa a qualcuno la persona da citare è il suo ex professore di filosofia in quanto: “i ragazzi hanno una scintilla nel loro percorso educativo e questa scintilla qualcuno l’accende che sia un amico, un educatore, un professore… ci sono delle persone che ti vedono come una persona da far crescere, ti tengono sotto la propria ala e noi siamo il frutto di una serie di persone che incrociamo.”

Sulla fiducia si fonda tutto e Imen questo lo sa bene ed è cosciente che i social sono una piazza pubblica: “Quando sei consapevole di dove hai sbagliato e hai davvero compreso l’errore diventi artefice dei tuoi stati d’animo e consapevolezze”. Un rimando a ciò che è successo recentemente e che l’ha vista partecipe dello scandalo social riservando anche un pensiero rivolto alle scuole e ad i giovanissimi, all’esigenza di un’educazione all’utilizzo dei social consapevole.

Si pensava che lo smartworking fosse il futuro ma con l’arrivo della pandemia, sottolinea Imen, ci si è resi conto che la mancanza di un team coeso ha delle ripercussioni, lavorare a distanza non è la stessa cosa, manca l’interazione fisica che è una componente rilevante per lo sviluppo di idee che non possono essere calendarizzate e rilegate in una webinar.

Inoltre, ha raccontato l’emozione di essersi vaccinata: “Far parte di un qualcosa che va al di là della propria persona, lascia speranza e dà il senso di realtà, di poter far qualcosa davvero, da singoli inclusi in una realtà più complessa”.

Alla fine dell’evento Imen ha ricevuto un libro che racchiude la storia di Nembro al tempo della pandemia ma raccontando la solidarietà, lo spirito di comunità, i gesti quotidiani e nascosti che hanno fatto emergere il meglio del paese in un momento così drammatico.

Che dire, oscurare la visibilità è l’unico potere che abbiamo oggi, scegliamo chi seguire consapevolmente e anche chi non seguire più. Mi è dispiaciuto personalmente vedere una paladina della giustizia deridere con un’amica una ragazza che guadagna 3 euro l’ora. Una dote comunicativa ce l’ha questa ragazza, ha questo dono che indubbiamente dagli errori commessi imparerà sempre più a gestire meglio. Non deve essere stato semplice presentarsi, metterci la faccia dopo tutto ciò che è successo e sta accadendo, mi piace pensare che lo abbia fatto per i giovani che volevano ascoltarla e che erano lì per lei ma anche per sé stessa.

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