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Ladri nella casa del sindaco di Villongo: "È la terza volta, sono stanca e disperata" - BergamoNews
La denuncia

Ladri nella casa del sindaco di Villongo: “È la terza volta, sono stanca e disperata”

La rabbia di Maria Ori Belometti: "Hanno fatto passare ogni angolo dell'abitazione, hanno rubato anche gioielli e ori rari"

“Sono stanca, nervosa, disperata. È la terza volta che mi capita, le prime due fortunatamente avevano portato via poca roba, ma questa volta mi hanno tolto tutto”. Maria Ori Belometti, 70 anni, sindaco di Villongo, con la sua bicicletta gira per il paese ed è conosciuta da tutti, non solo per la carica di primo cittadino ma anche per la professione di medico che da sempre svolge. Eppure qualcuno l’ha presa di mira, perché per la terza volta i ladri sono entrati in azione in casa sua facendo piazza pulita.

Il fatto risale a giovedì 1 luglio quando la sindaca, che vive sola in una casa grande ed isolata rispetto al centro del paese, aveva lasciato la propria abitazione alle 9 per recarsi ad una riunione ed era poi rientrata intorno alle 13. I ladri dovevano essere ben organizzati e dovevano aver osservato la routine del sindaco per diverso tempo, perché nel corso di quelle ore hanno agito con calma senza essere visti da nessuno: “Hanno messo la casa completamente sottosopra. Sono partiti dalla cantina e hanno finito col solario. Nessun angolo della casa si è salvato”.

Hanno spostato tutto, compresi i quadri alla ricerca di una cassaforte (che non c’era) e non hanno risparmiato nessun oggetto di valore. Persino alcuni capi d’abbigliamento, ben selezionati, che portano ad immaginare la presenza di una mano attenta e precisa: “Hanno preso soltanto un soprabito, ma solo uno, il più bello che avevo”. In modo particolare però le hanno sottratto gioielli e ori di famiglia ai quali era molto legata: “Alcuni pezzi erano rari, prodotti da orefici di Bergamo. Altri erano parte dell’eredità di famiglia, della collezione di mia mamma degli anni venti”.

Per questo, seppur stanca e demoralizzata, per poter conservare ancora il valore affettivo che quei gioielli rappresentavano per lei, verrebbe incontro ai malviventi: “Sono disposta a pagare per riaverli. Quando guardo certe scatole vuote mi viene da piangere”.

Spogliata dei ricordi, almeno una cosa sembra essersi salvata nel furto, in una magra consolazione: la bicicletta con cui ogni giorno pedala per le vie di Villongo e che il sabato mattina usa per andare al mercato in piazza Alpini, dove compra solo la frutta: “L’hanno abbandonata lì. Forse era troppo a terra per prenderla”.

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