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Bergamo, sanitari non vaccinati: Ats attende oltre 2mila risposte, rischio sanzioni - BergamoNews
I numeri

Bergamo, sanitari non vaccinati: Ats attende oltre 2mila risposte, rischio sanzioni

Dalla prossima settimana partirà il secondo giro di lettere: gli interessati avranno 5 giorni di tempo per rispondere della mancata iniezione

L’Ats di Bergamo ha chiesto conto della mancata iniezione del vaccino anti-Covid a 4.064 tra medici, infermieri, dentisti, operatori socio sanitari, psicologi, biologi e veterinari.

In 1.621 hanno risposto alla richiesta di chiarimenti. Dalle analisi, emerge che un buon 43% ha dimostrato di essersi vaccinato, un altro 4,50% risulta invece esonerato per questioni di salute, un altro 13,70% essersi nel frattempo prenotato. Il 21,71% è stato differito, il 17,09% soggetto a un secondo invio per incompletezza della documentazione fornita.

Alle 277 risposte considerate inadeguate, si aggiungono 2.163 soggetti che non hanno fornito alcun riscontro nei termini. E 130 prenotati che non hanno poi inoltrato ad Ats il certificato di vaccinazione.

“Dalla prossima settimana – fa sapere l’Agenzia della Salute – partirà il secondo invito, e gli interessati avranno 5 giorni di tempo dalla sua ricezione, al fine di provvedere ad inoltrare la documentazione necessaria”: ovvero di differimento/esonero rilasciata dal proprio medico curante (non hanno validità le autocertificazioni); di vaccinazione/prenotazione della somministrazione (attestata da certificazione rilasciata dal punto vaccinale con Qr-code o da autorità sanitaria). Resta inteso che chi ha prenotato il vaccino ha poi l’obbligo di inoltrare ad Ats, entro 3 giorni, la documentazione che prova l’avvenuta somministrazione.

“Dopo il secondo invio, qualora non si ricevesse alcun riscontro nei termini indicati o se la documentazione non fosse ritenuta idonea – aggiunge Ats – si provvederà ad emettere l’accertamento di inosservanza rispetto all’obbligo vaccinale, notificandolo al datore di lavoro, all’Ordine di appartenenza dell’interessato, nonché all’interessato stesso”. Il rischio è la sospensione dal lavoro, dato che per chi opera in campo medico e non vuole vaccinarsi è prevista l’impossibilità di esercitare almeno fino al 31 dicembre, senza peraltro percepire lo stipendio.

Quel che è certo, inoltre, è che le eventuali sospensioni dei sanitari “no vax” peseranno ulteriormente sulla carenza di personale. Un migliaio, sui circa 7 mila che lavorano in provincia di Bergamo, sono infermieri ancora non vaccinati, dai quali vanno ovviamente esclusi gli esenti dalla vaccinazione per motivi di salute come malattie croniche o gravidanza.

 

 

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