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Stop all’ordine del giorno sull’ospedale di S. Giovanni Bianco: delusione in Val Brembana - BergamoNews
In regione

Stop all’ordine del giorno sull’ospedale di S. Giovanni Bianco: delusione in Val Brembana

Il consigliere Scandella aveva proposto un impegno della giunta regionale per il ripristino di alcuni servizi obbligatori. Galizzi (Lega): “Solo una mossa elettorale”. Milesi (sindaco di San Giovanni): “Il tema della sanità deve essere preso in considerazione quando si parla di montagna"

Un impegno della Giunta regionale per il ripristino dei servizi obbligatori all’ospedale di San Giovanni Bianco. Questa la richiesta presentata dal consigliere regionale Jacopo Scandella durante il consiglio regionale di martedì 29 giugno: un ordine del giorno da inserire all’interno della Risoluzione in favore dei territori montani. Ordine del giorno non approvato, però, dai consiglieri regionali: un esito che ha sollevato più di un malumore in Val Brembana.

“Stiamo facendo tutto il possibile per cercare di riportare e mantenere servizi sanitari in Val Brembana, specialmente presso l’ospedale di San Giovanni Bianco. Purtroppo, la nostra è una battaglia contro i mulini a vento, perché il modus operandi della maggioranza in Regione rimane sempre quello di tagliare servizi e bocciare proposte a sostegno dei servizi stessi” commentano dalla sezione PD della Valle Brembana.

Nell’ordine del giorno presentato in Regione, il Partito Democratico ha chiesto un impegno da parte della giunta regionale per il ripristino, all’ospedale di San Giovanni Bianco, dei servizi obbligatori previsti nei Presidi Ospedalieri di Base. Oltre a questi, veniva richiesto un impegno per la riapertura del reparto di Pediatria, per l’erogazione effettiva delle attività ambulatoriali dichiarate, il ripristino H24 dell’auto medica a supporto delle ambulanze non medicalizzate e il ripristino dei test mammografici anche al di fuori degli screening programmati da ATS. Nella proposta del PD veniva chiesta anche un’attenzione verso il ripristino del servizio di fisioterapia presso il Poliambulatorio di Zogno, una risoluzione della questione relativa al trasporto dei dializzati e dell’applicazione dei LEA e la definizione della problematica riguardante la chiusura delle comunità psichiatriche che ospitano soggetti psichiatrici giovani.

Un punto, però, non approvato, con 26 pareri favorevoli e 37 contrari.

“Dal PD ordini del giorno di stampo elettorale” ha commentato il consigliere regionale Alex Galizzi (Lega). “Ordini del giorno su ospedali ed accordi di programma territoriali che non avevano alcuna attinenza con il documento di interesse generale che era al voto e che, secondo me, avevano al contrario l’unico obiettivo di essere bocciati, in modo da poter poi screditare gratuitamente i colleghi di maggioranza che, a differenza loro, lavorano anche nel silenzio per portare risultati concreti per cittadini e territori”. Galizzi ribadisce poi il proprio voto: “Ho votato convintamente ‘no’ a tutti i loro ‘spot elettorali’. Voglio riconfermare la mia attenzione e quella di Regione Lombardia al nostro piccolo ma contestualmente grande ospedale vallare di San Giovanni Bianco e spero che venga interrotta la ‘macchina del fango’ che da anni qualcuno alimenta, facendo credere che la nostra struttura sia messa in discussione, quando invece esiste e continuerà ad esistere. Lavoriamo per migliorarlo e per costruire senza continuare a denigrare una struttura ospedaliera che offre a tutti noi ottimi servizi”.

In valle, però, in molti sono rimasti delusi. “Spiace che il consiglio regionale non abbia appoggiato la proposta – commenta amareggiato Marco Milesi, sindaco di San Giovanni Bianco. – Un ordine del giorno coerente al tema trattato, anche perché il tema della sanità deve essere preso in considerazione anche e soprattutto quando si parla di montagna. Ad ogni modo, porteremo avanti la proposta anche in altre sedi. Bene l’utilizzo dei reparti per interventi programmati ed il miglioramento dei servizi al Pronto Soccorso, ma non basta: bisogna puntare ancora sui servizi H24”.

Amarezza anche nelle parole di Jonathan Lobati, presidente della Comunità Montana Valle Brembana: “Oggi, con grande rammarico, devo ammettere che probabilmente il tempo dei confronti e delle buone parole è finito. A parte rari casi, alle promesse non sono sempre seguiti fatti concreti. Venendo nel merito della proposta di ordine del giorno, non posso accettare che di fronte ad una proposta che arriva dall’opposizione ci si limiti a un secco “no”, senza predisporre un eventuale documento alternativo, con l’obiettivo di trovare una posizione d’incontro su una tematica così importante. La mia speranza che una volta terminata l’emergenza sanitaria si tornasse a guardare a queste strutture con un occhio diverso, per ora è stata ampiamente disattesa. Quando si parla d’iniziative in favore dei territori montani, ritengo che garantire una buona sanità anche a chi abita lontano dai grandi centri sia una sfida da intraprendere senza indugio. Lo scorso 8 giugno, congiuntamente con il Presidente dell’ambito Valle Brembana Patrizio Musitelli, abbiamo chiesto un incontro alla Vice Presidente di Regione Lombardia Letizia Moratti per confrontarci sul tema. La ridefinizione del concetto di sanità di montagna non può infatti restare un termine vuoto e un ospedale rimane punto di riferimento per il territorio se si continua a investire, anche e soprattutto nel capitale umano. Voglio chiedere ai consiglieri regionali bergamaschi di farsi promotori di questa richiesta d’incontro, proprio per dimostrare che il futuro dell’Ospedale della Valle Brembana è una priorità per tutte le forze politiche, nessuna esclusa. Mi auguro che – per una volta – alla logica dei numeri prevalga la logica delle persone, perché avere una sanità che funziona a ragionevole distanza da casa non è solo un diritto ma una conquista sulla quale non si può scendere a compromessi”.

“Partendo da una votazione della risoluzione in Consiglio Regionale relativa alla montagna, si è riusciti innescare le solite inutili polemiche arrivando persino a criticare un Ospedale, quello di San Giovanni Bianco, che è sicuramente migliorabile, ma rimane operativo, professionale ed in corsa già per potenziamento – sottolinea Alex Galizzi, consigliere della Lega in Consiglio regionale – L’ospedale di San Giovanni Bianco è vivo e vegeto. Contrariamente a quanto qualcuno vuol far credere per finire sui giornali, l’ospedale ha bisogno sicuramente di qualche ritocco, ma è quello che da tempo si sta cercando di fare, dribblando tra accuse inutili e false accuse che la struttura sia in dubbio di continuità. Sono ormai 15 anni che si sollevano problemi a svantaggio del cittadino. Le prime battaglie venivano fatte perché San Giovanni Bianco si riteneva non fosse logico collegato a Treviglio ma a Bergamo, ed ora si vorrebbe tornare indietro. Poi sono cominciate anche le critiche sui tagli di servizi, come ad esempio il reparto nascite, peccato che la responsabilità dipendesse da una normativa nazionale. Ora è la volta delle polemiche del consigliere Scandella. In questo modo si continua solo a deturpare l’immagine di una struttura che lavora e fornisce servizi invece che rassicurare i cittadini. Spiace che il collega Jacopo Scandella, a differenza di Nicolò Carretta che certo non appartiene alla maggioranza in Consiglio Regionale,  non abbia mai voluto affrontare con me in modo costruttivo le eventuali problematiche.  Carretta, infatti, a mio parere più correttamente, mi ha contattato ed insieme alla Direzione Generale di Papa Giovanni XXIII ed in particolare con la Dott.sa Stasi abbiamo avviato un confronto. Confronto che si ripete a cadenza costante e verso cui nessuna delle parti si è mai sottratta. Cosa che non mi risulta sia mai stata fatta dallo stesso Scandella. Sono convinto che vada comunque fatta una programmazione di potenziamento.  Comunque alcune novità recenti sono ad esempio l’assunzione di un medico per il reparto di medicina, gli investimenti in sale operatorie, messa in sicurezza, informatica e nuove attrezzature. A breve – conclude Galizzi – è inoltre previsto l’inserimento di un secondo medico per incrementare organico in medicina attraverso le risorse ad hoc che erano previste dalla delibera del 2017 di Regione Lombardia. E a settembre sarà anche operativa un’oncologa dedicata alle chemioterapie in valle. Ritengo che lavorare costruttivamente per le esigenze dei cittadini sia l’unica soluzione per risolvere i problemi”.

“La salvaguardia e il potenziamento del presidio di San Giovanni Bianco sono per me una priorità – aggiunge Niccolò Carretta, consigliere regionale bergamasco di Azione -. Il territorio della Val Brembana è giustamente sensibile e sollecita un’attenzione che non sempre si è vista su questo polo. Sono al lavoro per tutelare e potenziare un servizio essenziale in valle cercando di farlo, come componente della Commissione Sanità, attraverso un’interlocuzione costante con la DG del Papa Giovanni insieme al collega Galizzi: la montagna e i suoi cittadini giustamente chiedono attenzioni e non più semplici parole o impegni vaghi e per farlo è imprescindibile lavorare con responsabilità, fermezza e collaborando anche con forze politiche diverse. La notizia dell’arrivo del secondo medico e dell’oncologo vanno nella giusta direzione di salvaguardare l’ospedale e, auspicabilmente, di potenziare maggiormente i servizi per i cittadini e bisogna continuare su questa strada sui vari servizi ambulatoriali. Le risorse ci sono e si possono allocare in modo efficace, sia ammodernando la struttura, sia inserendo dei servizi di eccellenza che possano caratterizzare l’ospedale tenendo presente le varie condizioni di contorno. Sono al lavoro per questo, per farsì che concretamente arrivino azioni per i cittadini della val Brembana. Ora l’Assessora Moratti incontri la Comunità Montana per confrontarsi recuperando anche parte dei punti dell’odg erroneamente bocciato”.

 

 

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