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I diritti umani non abitano a Bergamo? Errore negare la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki - BergamoNews
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I diritti umani non abitano a Bergamo? Errore negare la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki

Riceviamo e pubblichiamo la posizione di Bergamo Possibile - Comitato di Stefano Rodotà

Bergamo non darà la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, il giovane ricercatore di 30 anni dell’Università di Bologna, in carcere in Egitto dal febbraio 2020. La decisione è stata presa dal Consiglio comunale di Bergamo nella seduta di martedì 29 giugno. Riceviamo e pubblichiamo la posizione di Bergamo Possibile – Comitato di Stefano Rodotà.

Apprendiamo con sconcerto da Bergamonews che il Consiglio Comunale di Bergamo, nella seduta del 29 giugno scorso, ha scelto di non conferire la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, immotivatamente detenuto in carcerazione preventiva in Egitto da oltre 500 giorni, respingendo una mozione presentata da tutti i consiglieri di maggioranza.

A differenza di quanto avvenuto in molte altre città italiane che hanno ritenuto di compiere questo gesto, dando supporto alle iniziative volte a ottenerne la liberazione e a tenere viva l’attenzione sulla sua vicenda – Bergamo non si espone con un’azione concreta, nemmeno a fronte della motivazione esposta dal Consigliere Danilo Minuti (Bergamo Ideale) e sostenuta anche da altri rappresentanti della minoranza: Patrick non ha una storia legata a Bergamo, quindi non è corretto conferire cittadinanza onoraria.

Spiace in particolare leggere che sia poi stata votata una mozione privata di un atto legato al territorio, anche se con contenuti genericamente a sostegno dell’impegno preso dal Parlamento Italiano di conferire al giovane la cittadinanza italiana.

La comunità di Possibile ogni giorno, collettivamente e attraverso l’azione individuale dei suoi tesserati, riporta all’attenzione la necessità di agire per liberare Patrick Zaki e si impegna perché la sua storia – simbolo della storia di tutte le vittime di violazioni dei diritti umani, sia conosciuta a un numero sempre maggiore di persone. E’ quindi necessario esprimere il nostro profondo dissenso nei confronti della scelta compiuta in Consiglio Comunale.

Patrick Zaki, così come Giulio Regeni e ogni altra vittima di ingiustizia, non è “di un territorio”, Patrick Zaki è di tutti: di tutti coloro che credono nella difesa dei diritti umani e nel dovere di combattere per la loro affermazione. Patrick Zaki è cittadino di tutti i luoghi in cui la giustizia e la libertà hanno una casa.

Parlare ogni giorno di Patrick, moltiplicare paesi e città di cui possa dirsi cittadino, significa dare ogni giorno più forza alla battaglia per riportarlo in libertà e affermare la libertà. Per lui e per tutti.

Da Bergamo Possibile – Comitato Stefano Rodotà

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