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Mammografia, l’esperta: “È un esame salvavita″ - BergamoNews
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Salute

L'intervista

Mammografia, l’esperta: “È un esame salvavita″

La dottoressa Svetlana Telyatnikova, del Policlinico San Marco, ci spiega perché è così importante e a partire da che età è bene farla

È, insieme al pap test, l’esame di prevenzione più importante per le donne. Parliamo della mammografia, il metodo più affidabile per la diagnosi precoce del tumore al seno in grado di evidenziare modificazioni del tessuto mammario anche di dimensioni millimetriche. Si tratta di un’indagine molto importante perché permette di individuare il tumore quando è all’inizio ed è ancora piccolo: se diagnosticato precocemente la possibilità di guarigione oggi è alta.

Come ci spiega la dottoressa Svetlana Telyatnikova, medico radiologo del servizio di Radiologia e Diagnostica per Immagini del Policlinico San Marco, dove è possibile effettuare un percorso di screening per la prevenzione del tumore al seno con ecografi e mammografi di ultima generazione che permettono di ottenere immagini precise con minor fastidio e dolore per la donna.

Svetlana Telyatnikova

 

Dottoressa Telyatnikova, a cosa serve la mammografia e quale ruolo ha nella diagnosi dei tumori?

È un esame radiologico che, utilizzando raggi X, consente uno studio molto accurato della mammella. La mammella viene posizionata su un apposito sostegno e compressa mediante un piatto in materiale plastico detto compressore. Vengono eseguite di base due proiezioni per ogni mammella. La dose di radiazioni è davvero minima soprattutto con la tecnica digitale che oggi si utilizza. Il nostro reparto di Diagnostica per Immagini, tra i primi sul territorio bergamasco, si è dotato di una mammografia con tomosintesi, acquisendo negli anni una grande esperienza. Questa particolare tecnica mammografica, associata all’ecografia ed eseguita da operatori esperti, aumenta molto la sensibilità dell’esame rendendola sovrapponibile a quella di una Risonanza Magnetica con contrasto. Consente di documentare le lesioni talvolta non visibili mediante la mammografia standard, permettendo una corretta diagnosi della malattia con successiva pianificazione di un adeguato trattamento.

Ma è dolorosa?

Con i macchinari di ultima generazione la sensazione di dolore è notevolmente ridotta. In genere si avverte solo una pressione che dura solamente pochi secondi.

A che età le donne dovrebbero iniziare a farla?

Da gennaio 2019 lo screening proposto dalla Regione Lombardia prevede l’esecuzione della prima mammografia a 45 anni proseguendo poi fino a 75 anni, con una cadenza annuale dai 45 ai 50 anni e biennale dai 50 ai 75. A seconda della storia personale di ogni donna, però, lo specialista può suggerire alcune variazioni, programmando controlli più ravvicinati o anticipando rispetto allo screening la prima mammografia, ad esempio nelle pazienti ad alto rischio per famigliarità di primo grado (che abbiano cioè avuto un parente stretto con tumore al seno: madre, sorella, figlia o padre). Solamente in questi casi il primo controllo è consigliabile già a partire dai 35 anni.

Ci sono precauzioni da osservare prima di sottoporvisi?

No, a parte il fatto che è preferibile eseguire l’esame nella prima metà del ciclo mestruale perché è il periodo in cui il seno è meno teso ed è quindi più agevole effettuare la necessaria compressione. Nelle donne in menopausa invece è generalmente possibile eseguire l’indagine in qualunque momento. Ovviamente lo stato di gravidanza è una delle controindicazioni per eseguire l’esame, mentre è assolutamente falsa la convinzione di pericolosità della mammografia in allattamento. Nella mia esperienza personale grazie esclusivamente alla mammografia abbiamo potuto fare la diagnosi di un tumore sia nelle donne in allattamento che nelle portatrici delle protesi.

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