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Insultó Bergamonews e Berizzi: archiviato il processo al leader del gruppo neonazista - BergamoNews
Il caso dei mab

Insultó Bergamonews e Berizzi: archiviato il processo al leader del gruppo neonazista

Per il giudice Magliacani quelle invettive firmate da Enrico Labanca rientravano in "un comportamento legittimo e in un scambio di aspre critiche a sfondo politico"

Attraverso il gruppo di estrema destra del Mab (Manipolo d’avanguardia Bergamo) di cui è presidente, aveva criticato in modo pesante l’operato del giornalista bergamasco Paolo Berizzi, e poi quello di Bergamonews, con frasi come “vergogna di Bergamo”.

Secondo il giudice Massimiliano Magliacani, però, quelle invettive dai toni anche piuttosto minacciosi rientravano in “un comportamento legittimo e in uno scambio di aspre critiche a sfondo politico”: per questo motivo è stato archiviato per tenuità del fatto il procedimento giudiziario nei confronti di Enrico Labanca, 38enne di Treviolo, difeso dall’avvocato Marco Saita.

Gli episodi risalgono al 2017. Nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 marzo Bergamonews era stato oggetto di un attacco da parte del gruppo neonazista, che aveva affisso manifesti all’esterno della redazione in via Maj e sparso diversi volantini sul marciapiede.

L’attacco avvenne in seguito a un articolo sulle minacce a Berizzi, inviato de La Repubblica, che raccontava di una serie di intimidazioni sui social, fino ai danneggiamenti della sua auto e le scritte fuori dalla sua abitazione.

A scatenare l’ira dei Mab, che sul loro sito si definiscono “un’associazione culturale il cui obiettivo superiore è l’affermazione della Verità sociale, politica e storica”, il lavoro d’inchiesta che il giornalista bergamasco svolge da anni sui gruppi di estrema destra, in particolare sui Do. Ra. di Varese, un’altra fazione neonazista.

Mab
I manifesti affissi all'esterno della nostra redazione

Berizzi si era rivolto alla questura bergamasca per denunciare quanto accaduto. Gli venne assegnata prima la sorveglianza dinamica e poi la scorta, con agenti di polizia che lo seguono tuttora in ogni suo spostamento.

Nel frattempo, a seguito delle indagini della Digos, il caso è arrivato in tribunale. Dopo la richiesta di archiviazione da parte del pm Letizia Ruggeri che si è occupata della vicenda, Berizzi, attraverso il suo legale Fabio Pinelli, si era opposto alla richiesta, ma nei giorni scorsi il giudice ha confermato l’archiviazione per Labanca.

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