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Bergamo città sicura? Parte spaccato il Consiglio comunale - BergamoNews
L'intervista doppia

Bergamo città sicura? Parte spaccato il Consiglio comunale

Questa sera ci sarà un consiglio comunale straordinario sulla sicurezza che porterà in aula due visioni di città diametralmente opposte. Abbiamo intervistato i consiglieri Luisa Pecce (Lega) e Massimiliano Serra (PD)

Nel pomeriggio di lunedì 28 giugno a Bergamo ci sarà un consiglio comunale straordinario in tema sicurezza.

Richiesto ad ottobre 2020 dalle minoranze e rimandato per poterlo svolgere in presenza, inizierà alle 17.45.

Tanti gli argomenti sul piatto: circa 30 gli ordini del giorno che verranno portati in Aula. Una discussione che, sicuramente, si rivelerà accesa e che, forse, difficilmente si esaurirà in un unico consiglio.

Punto d’arrivo (o di inizio) dei casi e degli episodi di violenza avvenuti nel piazzale della stazione e in piazzale Alpini che hanno visto un lungo botta e risposta tra il vicesindaco e assessore alla sicurezza Sergio Gandi e i consiglieri della Lega.

Nel corso dell’incontro in aula consigliare (in presenza, ma ancora off-limits per stampa e cittadini) certamente verranno espresse e raccontate due visioni di città profondamente diverse.

Per cercare di spiegarle e dare un quadro delle idee differenti che dividono profondamente minoranza e maggioranza consigliare, abbiamo realizzato un’intervista doppia tra la consigliera della Lega Luisa Pecce e Massimiliano Serra, capogruppo dei consiglieri comunali del Partito Democratico.

È necessario un consiglio straordinario sul tema della sicurezza?

Pecce: Abbiamo chiesto un consiglio straordinario a ottobre perché le continue denunce dei cittadini e la nostra quotidiana esperienza di vita mostravano una città in cui spaccio, prostituzione, risse furti in appartamento, accattonaggio organizzato, bivacchi notturni, occupazioni abusive e la presenza di gang giovanili sempre più aggressive oltre alla sistematica occupazione degli spazi pubblici e la mancanza di rispetto dei luoghi( latrine a cielo aperto in primis) erano evidenti e sempre più preoccupanti

Serra: La richiesta di dedicare un consiglio comunale straordinario al tema della “sicurezza” è legittima perché i cittadini hanno una richiesta di vivere in una Bergamo sicura e l’occasione permetterà all’Amministrazione di indicare le tante azioni intraprese. Non condivido invece la strumentalizzazione del tema “sicurezza” di una parte delle minoranze. Occorre infatti evitare interventi urlati e propagandistici finalizzati solamente a ottenere il risultato di diffondere preoccupazioni e paure tra i cittadini.

Cosa ha fatto l’amministrazione Gori sul fronte sicurezza?

Pecce: L’amministrazione, tramite il vice-sindaco, ripete ossessivamente quanto numerose siano le azioni sul territorio, quanti fermi, come siano state raddoppiate le forze di polizia. Ma le situazioni critiche rimangono tali. Manca strutturazione e continuità negli interventi. Per questo, dopo un miglioramento breve e temporaneo c’è una rapida ripresa del fenomeno. Inoltre, i tempi sempre troppo lunghi per l’allestimento delle telecamere e l’assunzione di nuovi agenti non aiutano. Così come le scelte sbagliate dal punto di vista urbanistico, come l’allestimento di Piazzale Marconi (sedute sui vasconi, cespugli e aiuole adatti a nascondere la droga, zone poco visibili soprattutto dietro l’info-point).

Serra: La sicurezza è un tema proprio di tutti noi cittadini e che è sempre stato in testa alle priorità dell’Amministrazione Gori. Voglio sottolineare un dato per tutti, il numero di arresti medio compiuti dalla polizia locale si è più che triplicato rispetto a quelli compiuti durante l’amministrazione Tentorio. Ma per avere una città più sicura non bisogna solamente presidiare il territorio, ma rendere la città più viva: adesso a Bergamo ci sono un centinaia di nuovi dehors: dove le piazze e le strade sono vissute e frequentate, tanto più ci si sente sicuri e protetti

Secondo Lei, i cittadini percepiscono Bergamo come una città sicura?

Pecce: Bergamo non è più quella dell’immaginario collettivo che la vedeva tradizionalmente come tranquilla e sicura. Lo sanno bene i cittadini esasperati che vivono nelle vie dei quartieri più critici e che sono arrivati ad essere insofferenti e arrabbiati. C’è poi la costante del timore dei furti, per cui più o meno tutti ci siamo attrezzati ed autoreclusi con antifurti, griglie, sbarre e cancelli oltre che telecamere e addirittura guardie giurate e servizi privati in certi quartieri. In strada poi si è perso il rispetto per le persone e le cose pubbliche e il degrado va a braccetto con la delinquenza e quindi l’insicurezza. Lo spaccio e la prostituzione ormai in certe zone sono endemici e chi passa o vive lì non si sente certo sereno e tranquillo ma si chiede come si possa essere arrivati a questo punto.

Serra: Sappiamo che la sicurezza non è una “statistica”, è piuttosto una “percezione”. Che gli atti di violenza e di insicurezza siano aumentati in modo considerevole e che la Bergamo  sia pericolosa nel suo vivere quotidiano – come insistentemente denunciato dalla Lega – è un’affermazione preoccupante e priva di fondamento, non supportata da alcun dato. Anzi, i numeri, nel raffronto 2021/2019, ci indicano una riduzione dei reati c.d. “di strada”.

Ci sono delle aree critiche?

Pecce: Certo che ci sono aree critiche e finalmente se ne parla un po’ di più negli ultimi mesi anche a causa del martellamento politico da parte nostra. É chiaro che Piazza Marconi, Piazzale Alpini, tutta la zona della stazione e delle autolinee sono “zona rossa” per pericolosità e presenza di spaccio, prostituzione, microcriminalità e bivacco. Via Quarenghi, via Bonomelli, via Maglio del Lotto, via Ermete Novelli e via Zanica vedono ancora spaccio sfacciato, prostituzione negli appartamenti, atti vandalici, accattonaggio molesto e bivacchi di ubriachi. Ma anche via Moroni e via San Bernardino, zona alta, hanno problemi mentre ai Propilei di Porta Nuova e in Piazza Repubblica le bande giovanili sono sempre più aggressive. Aggiungerei i quartieri di Clementina, Celadina e Villaggio Sposi ancora con spaccio, prostituzione e furti.

Serra: Come in tutte le città è la stazione ferroviaria e delle autolinee che richiede la massima attenzione. Così è stato fatto: per ben due volte in due settimane (il 19 maggio e l’8 giugno) il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – alla presenza di Prefetto, Questore, Comandanti di Carabinieri e Guardia di Finanza, dell’assessore  Sergio Gandi – se n’è occupato, mettendo in atto da subito, dal 20 maggio, il raddoppio dei servizi in quell’area, come i media locali hanno in questi giorni evidenziato. In Consiglio comunale chiederemo per piazzale Marconi e per le aree limitrofe di introdurre il divieto di consumo di alcol al di fuori degli ambiti dei pubblici esercizi. L’amministrazione ha anche anticipato la volontà di rimuovere il deposito di biciclette, che si presta ad essere luogo di stazionamento e di impropri assembramenti e che verrà sostituita da un deposito automatizzato.

Possiamo ricordare ai lettori degli esempi in cui la città non si è dimostrata abbastanza sicura? Gliene vengono in mente?

Pecce: Faccio un esempio e ricordo che solo nella seconda metà di maggio ci sono stati sei episodi eclatanti in stazione e Sentierone tra risse e rapine. In via Ermete Novelli e Paglia bassa ci sono stati episodi di risse e accoltellamenti. Scippi e furti di collanine e telefoni cellulari da parte di bande giovanili sono stati denunciati in centro città. Mi hanno molto colpito tre episodi. Il primo: in una zona tranquilla come Conca Fiorita c’è stata una rapina a mano armata a mezzogiorno avvenuta in strada qualche tempo fa ai danni di un residente. Il secondo episodio è a danno della figlia di un collega Consigliere che alle 18, al semaforo zona Sentierone, fermatasi al rosso, è stata abbordata da due giovani che sono saliti sul sedile della sua moto, l’hanno bloccata e solo l’aiuto di un passante accorso alle sue grida, ha evitato di peggio. Il terzo: in via Bonomelli e limitrofe gli spacciatori offrono platealmente droga ai minorenni.

Serra: Rimangono impressi alcuni episodi di violenti liti, come l’accoltellamento in zona stazione avvenuto recentemente. Si tratta di episodi numericamente limitati dove le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente procedendo all’arresto dei responsabili.

Lei stessa ha mai vissuto degli episodi difficili?

Pecce: Ho subito due furti con scasso in appartamento. A parte il danno, mi sono sentita violata nella mia vita privata e per un bel pezzo non ho dormito sonni tranquilli visto che la zona in cui abito è stata contemporaneamente battuta a tappeto.

Serra: Per fortuna non sono mai stato coinvolto né ho assistito a episodi del genere. Come immagino sia accaduto tanti lettori, sono stato vittima di un episodio di microcriminalità, nel mio caso quattro anni fa il furto della bicicletta sotto casa come mi era peraltro capitato ai tempi dell’Università a Milano. Sono episodi che toccano nell’intimo e lasciano insicuri in un primo momento ma a ben pensarci è un fatto che fa parte del vivere quotidiano senza luogo e tempo.

Quando Lei passeggia per Bergamo, come si sente? Al sicuro?

Pecce: Amo moltissimo la mia città e mi piace viverla. La trovo bellissima e per questo soffro nel vedere il degrado e la decadenza nell’uso dello spazio pubblico soprattutto in certi quartieri. Mi trovo a dover evitare certi luoghi o certi servizi perché, anche come donna, non mi sento affatto sicura. Un esempio: non parcheggerei mai alla stazione autolinee.

Serra: Assolutamente si, soprattutto negli ultimi anni in cui Bergamo è diventata più bella, più viva e vivace.

In che modo e con quali azioni concrete l’amministrazione dovrebbe intervenire?

Pecce: La nostra prima proposta è coordinare i vari Assessorati per trovare sempre più soluzioni di tipo educativo. Ovviamente siamo per un’azione di controllo per cui spingiamo, oltre che sull’indispensabile coordinamento delle forza dell’ordine, per un presidio fisso, magari al posto dell’info-point, in Piazzale Marconi, per i poliziotti o carabinieri di quartiere, per lavorare sempre più e sempre meglio con le Associazioni dei volontari, per ricorrere anche al “Daspo” urbano e ai divieti di uso di alcoolici in zone a rischio. É indispensabile anche assumere nuovi agenti, ma fornendo loro dotazioni di difesa come pistole al peperoncino e dissuasori di stordimento a contatto( diversi dai teaser in quanto strumenti di difesa e non di offesa),guanti antitaglio e termoscanner. Indispensabile una corretta politica urbanistica per evitare di creare luoghi attrattivi di degrado, una politica residenziale che eviti situazioni di concentrazione di residenti stranieri. Riguardo al sociale chiediamo di sensibilizzare enti e cooperative attivi nell’accoglienza perché attuino un’azione educativa e di controllo dei loro assistiti e di poter condizionare gli aiuti sociali ad un corretto comportamento nel rispetto delle leggi. Chiediamo anche di far parte di un gruppo di lavoro consiliare, con la presenza di maggioranza e opposizione, per affrontare il tema delle Bande giovanili insieme ad esperti del settore con cui prospettare interventi di medio e lungo termine.

Serra: Con le prossime assunzioni che si perfezioneranno entro l’estate, il numero degli agenti operativi della polizia locale torneranno a raggiungere l’organico vigente prima del blocco delle assunzioni, permettendo così il raddoppio delle Unità mobili di quartiere. Ma la risposta alla domanda di sicurezza non sta solo nel numero degli agenti; un ruolo fondamentale è di certo anche ascrivibile alla riqualificazione e al recupero delle aree o dei siti più degradati, perché recuperare i “buchi neri” nelle città significa riappropriarsi del territorio e infondere sicurezza

Sicurezza uguale immigrazione? Disoccupazione? Fragilità? Oppure abuso di sostanze?

Pecce: Disoccupazione e fragilità sono le cause che conducono le persone a condizioni di vita critiche e che ne fanno spesso delle vittime. L’abuso di alcool e sostanze è effettivamente uno dei motivi principali che portano al degrado, allo sballo e alla perdita del controllo e spesso sono alla base di risse anche cruente. Il tema fondamentale, tuttavia, è sicuramente l’immigrazione irregolare e incontrollata che genera una massa di persone che bighellonano per la città e assumono molto in fretta atteggiamenti arroganti. Il nostro paese, e in particolare la nostra città, sono nell’impossibilità di assorbire queste presenze irregolari per inserirle e nella vita sociale e produttiva nel rispetto della dignità della persona. Riteniamo quindi che a questo punto l’Amministrazione debba far pervenire alle autorità ed agli enti preposti l’indisponibilità del Comune di Bergamo , già molto generoso in passato e che ora sconta numeri e situazioni pesanti, ad accogliere nuovi migranti in redistribuzione dopo i recenti sbarchi.

Serra: Particolare attenzione in questi anni di amministrazione Gori si è impiegata per eliminare i fattori di marginalità e di esclusione sociale. Occorre anche sottolineare la straordinaria sinergia tra i servizi sociali del nostro Comune e il Terzo Settore, in primis ricordo il coinvolgimento con il Posto caldo di Don Resmini, le attività di Terre di Mezzo, il ruolo del Patronato, di Caritas, della Cooperativa di Bessimo, Servizio Esodo, Pugno Aperto e di tanti altri nell’intercettare i bisogni di quella parte di cittadini fragile e bisognosa di sostegno.

In definitiva, a Bergamo serve una politica repressiva o di ascolto e accoglienza?

Pecce: Una mera politica repressiva non è assolutamente la soluzione. L’Amministrazione ha il dovere di scrollarsi di dosso clichè e prese di posizioni ideologiche. Ascolto del prossimo sempre. Approfondimento dei fenomeni legati alla sicurezza urbana e ricerca di soluzioni ottimali, sempre. Accoglienza ampia e totale per chi è in regola con la legge, sempre. Accoglienza indiscriminata, basta.

Serra: Credo che si debba continuare sulla strada intrapresa: risorse e agenti per presidiare la città soprattutto nelle sue zone più critiche e per interventi concreti che riducano i fattori di marginalità e di esclusione sociale. Voglio anche aggiungere che siamo proprio noi cittadini nel momento in cui viviamo di più la nostra città a essere il miglior presidio naturale di sicurezza.

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