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Pessina l'”elettrico” dà la scossa all'Italia: sempre più Atalanta con il bis di Maehle - BergamoNews
Euro 2020

Pessina l’”elettrico” dà la scossa all’Italia: sempre più Atalanta con il bis di Maehle

Matteo mette al sicuro il risultato per l'Italia, sbloccando (con Chiesa) una partita sofferta. Già 7 i gol nerazzurri agli Europei

Ci sarà un motivo, se qualcuno ha definito Pessina giocatore elettrico. E ce ne siamo resi conto nella partita della sofferenza, che altrimenti non si sarebbe forse mai risolta, senza il suo ingresso. Suo e di Chiesa.

Ecco l’importanza di avere i cambi giusti, come ci ha insegnato l’Atalanta di Gasperini e le tante partite sbloccate dalla Dea grazie a Muriel, a Miranchuk, qualche volta anche con Ilicic. È fondamentale, avere una panchina su cui contare e per un allenatore girarsi e sapere che, anche nel momento di sconforto, ci possono pensare loro a svoltare.

Così ha fatto Mancini. Prima dentro Locatelli e Pessina, poi Chiesa. Non erano ancora finiti i 90′ e c’era aria di supplementari, sempre che l’Italia fosse riuscita a salvare la pelle prima, stretta alle corde dagli austriaci.

Ma il buon Var un paio di volte aveva detto no all’assalto di Arnautovic e compagni, quindi…

Ci voleva una scossa, a un’Italia un po’ spenta, un po’ stanca, in difficoltà contro una squadra ‘fisica’ che vinceva i contrasti, portava via palloni e non dava spazio ai pesi leggeri Insigne, Verratti, a un Berardi pasticcione.

L’unico che suonava la carica era il solito Spinazzola, poi nominato migliore in campo. Però la svolta è arrivata dai cambi.

Pessina l’elettrico ha dato la scossa, prima di lui aveva trovato il sinistro giusto Federico Chiesa. Pura adrenalina vedere, poi, Matteo afferrare la palla recuperata da terra da Acerbi e spingerla in rete con un sinistro imprendibile.

E lanciarsi in un’esultanza conclusa in un tuffo un po’ ardito, per l’incolumità dello stesso Pessina. Ma era troppo forte la gioia perché capisse dove stava andando: bello anche l’abbraccio di Toloi, accorso tra i primi a travolgere con il suo affetto l’altro nerazzurro-azzurro. E il buffetto di Mancini a Matteo nell’intervallo del supplementare, un po’ come dire ‘dai che ce la facciamo’.

Pessina, fuori dalla trance agonistica, torna a sfoderare il suo sorriso e a regalare spunti di semplicità: “Qui può segnare chiunque, siamo un bellissimo gruppo e chi entra dalla panchina fa bene” (come gli hanno insegnato all’Atalanta).

Pessina

E quando gli dicono che il suo gol assomiglia a un dipinto d’autore, corregge: “Esagerato…ma no, è stata un’esplosione di emozione”.

La vittoria dei cambi. Grazie Federico, grazie Matteo. L’ultimo successo azzurro al supplementare era il 2-0 in semifinale contro la Germania ai Mondiali 2006, gol di Grosso e Del Piero.

Ma ricordiamoci la lezione: l’Italia soffre le squadre forti fisicamente, organizzate. Se poi alzate la qualità dell’ostacolo, vedete che non è così scontato riuscire a vincere e l’esame Belgio o Portogallo dirà molto di più sulla forza degli azzurri.

La notte magica di Pessina va a braccetto con la serata speciale di un altro atalantino ancora alla ribalta, Joakim Maehle, che apre gli ottavi devastante sulla corsia di sinistra e nel secondo tempo su quella di destra. Anche lui fa gol con un sinistro da ricordare, coronando una partita esemplare, in una Danimarca asfissiante nel suo pressing ai gallesi.

Sembra incredibile, ma siamo già a 7 gol europei targati Atalanta, perfino con un Pessina già a quota due gol, lui che all’inizio non era nemmeno stato convocato ed è già diventato il salvatore della patria… Ora la risposta da Ronaldo o da Lukaku, in attesa di vedere chi dei due sfiderà gli azzurri.

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