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Infermieri nelle Rsa, in due anni -10%: l'esodo di 700 lavoratori verso gli ospedali - BergamoNews
Il fenomeno

Infermieri nelle Rsa, in due anni -10%: l’esodo di 700 lavoratori verso gli ospedali

Non tutte le strutture hanno dovuto fare i conti con la perdita di personale, perchè corse ai ripari in tempo: ma in generale stipendi più alti e maggiori tutele hanno fatto gola al personale infermieristico e socio assistenziale

Oltre 700 lavoratori in meno nel giro di un biennio. Nelle Rsa bergamasche, il numero dei dipendenti che ha lasciato il posto nelle strutture per anziani supera il 10 per cento. Un vero e proprio esodo verso le Asst e gli ospedali pubblici, cominciato ancor prima dell’avvento della pandemia Covid-19.

“Un fenomeno al quale si assiste anche in altre province” e che vede “nel trattamento economico” e “in organizzazioni del lavoro difficilmente tollerabili, amplificate dalla carenza stessa che costringe a turni faticosi ed a salti di riposo o ferie – commenta Angelo Morabito, Segretario Generale Fp Cisl Bergamo – le cause principali di una migrazione verso ospedali e strutture pubbliche”.

“In molti hanno approfittato dei concorsi che si sono aperti nel 2021 – aggiunge Giulio Pennacchia, di Cisl Fp Bergamo -, anche se non in tutte le strutture questo fenomeno si è verificato. Se un dipendente è appagato non ha ragione di andare altrove – osserva il sindacalista -. Alcune Rsa sono corse ai ripari proponendo incentivi economici, altre hanno dovuto rinunciare anche al 25% tra personale infermieristico e socio assistenziale. Mediamente – conclude – nelle Rsa della provincia stimiamo numeri attorno al 10-12 percento”.

Le ragioni? Come anticipato gli stipendi più alti. Ma anche maggiori tutele. Una strada spianata dalla necessità delle strutture sanitarie di rinnovare e rinforzare gli organici, soprattutto dopo la difficile esperienza del Covid-19. Tant’è che anche le cliniche private sembrano esercitare una maggiore attrattività, spinte dall’emergenza sanitaria a valutare più spesso contratti di assunzione al posto che a termine.

Per questi motivi, i sindacati chiedono un intervento immediato. Come? In primis garantendo “risorse economiche aggiuntive” agli infermieri in servizio nelle Rsa, in modo da offrire loro “un trattamento al pari di quanto percepito” negli ospedali. Del resto, la scarsità di queste figure professionali nelle case di riposo rischia di penalizzare la capacità assistenziale. Il tutto a scapito delle persone più anziane e fragili.

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