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Imparare un lavoro per re-inserirsi: le detenute di Bergamo apprendono l'arte del tessile - BergamoNews
Corso base e avanzato

Imparare un lavoro per re-inserirsi: le detenute di Bergamo apprendono l’arte del tessile

Ha preso il via un importante progetto che vede la collaborazione di Comune di Bergamo – Ambito Territoriale di Bergamo, Casa Circondariale Don Fausto Resmini, ABF – Azienda Bergamasca Formazione, Confindustria Bergamo e Soroptimist International Bergamo

Ha preso il via un importante progetto rivolto a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e delle detenute di Bergamo che vede la collaborazione di Comune di Bergamo – Ambito Territoriale di Bergamo, Casa Circondariale di Bergamo Don Fausto Resmini, ABF – Azienda Bergamasca Formazione, Confindustria Bergamo e Soroptimist International Bergamo nel sostenere percorsi formativi innovativi centrati sul valore sociale del lavoro.

In particolare, si tratta di un percorso formativo in confezione tessile suddiviso in un corso base, previsto tra giugno e luglio, e in uno avanzato da tenersi nell’autunno 2021.

Il primo, già in corso, è rivolto a circa 10 detenuti presso la sede di ABF, e a 8/10 detenute impegnate nel nuovo laboratorio di confezione in corso di allestimento nel carcere, grazie al sostegno di Soroptimist.

Tre gli obiettivi del percorso: l’acquisizione di competenze in previsione di un potenziale avvicinamento dei detenuti al mondo del lavoro, una volta scontata la pena; la possibilità di ricevere piccole commesse e lavorarle in carcere, grazie all’allestimento intra moenia del laboratorio di confezione tessile; la necessità di dare un senso alla pena attraverso la rieducazione e il successivo reinserimento nella società.

Ricordiamo che in Italia circa il 70% delle persone che escono dal carcere a pena espiata recidivano contro il 19% delle persone che espiano la pena in misura alternativa al carcere.

“Il lavoro rappresenta un mezzo di risocializzazione e una fonte di sostegno di grande importanza, oltre che uno strumento di riabilitazione per coloro che sono sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria che si dimostra fondamentale per scongiurare la recidiva. – dichiara l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina – La cultura al lavoro è una leva fondamentale per il percorso di riabilitazione e va sostenuta con iniziative come questa che, in più, affermano e consolidano un modello di intervento integrato e multidisciplinare per l’inclusione sociale e lavorativa in cui diversi soggetti territoriali concorrono nel proporre un’offerta di servizi sinergici.”

“Per supportare in modo efficace la ri-acquisizione e il mantenimento di abilità e risorse individuali utilizzabili nel mercato del lavoro, e più in generale nel percorso di inclusione sociale, diventa infatti indispensabile promuovere e realizzare una prospettiva di piena integrazione di politiche e risorse che faccia superare quella frammentazione degli interventi, spesso causa di inefficacia delle politiche a sostegno delle fasce più fragili.” Aggiunge l’assessora Messina

“Il lavoro è veicolo di risocializzazione, di salvaguardia della propria dignità ed è un elemento che consente realmente all’autore di reato di poter scegliere la strada della legalità – afferma la direttrice del Carcere di Bergamo Don Fausto Resmini Teresa Mazzotta – Il principio espresso dall’art. 27, comma 3, della Costituzione fa emergere l’esigenza di concentrare gli sforzi su un’azione di rete tra l’istituzione penitenziaria, il territorio e la magistratura di sorveglianza per il reinserimento della persona privata della libertà personale nella società. Per questo è indispensabile la mobilitazione congiunta e, ancor prima, destare l’interesse dell’opinione pubblica.”

“La responsabilità per l’attuazione dei principi costituzionali non è soltanto della politica e dell’amministrazione penitenziaria ma è anche dei cittadini, dell’imprenditoria, del terzo settore, degli enti locali, delle fondazioni, delle associazioni, del volontariato – prosegue la direttrice Mazzotta –. Le opportunità offerte alle persone ristrette non devono avere unicamente uno scopo umanitario ma devono tendere a garantire la sicurezza sociale. Il legislatore ha individuato formazione professionale e offerta lavorativa quali capisaldi per abbattere la recidiva, il circuito perverso di marginalità/carcere/marginalità; sono elementi necessari per sostenere l’autostima, lo spirito di emancipazione e favorire l’allontanamento dal precedente percorso di devianza, consentendo alla persona detenuta di progettare un futuro per sé stesso e per il proprio contesto familiare.”

“Il tema dell’inclusione sociale ci sta a cuore e ci compiaciamo nel constatare come dalla collaborazione tra importanti realtà territoriali sia nato un percorso qualificante per un gruppo di persone sottoposte all’Autorità Giudiziaria. La promozione di percorsi formativi efficaci che favoriscono l’avvicinamento al mondo del lavoro attraverso l’acquisizione di competenze certificate da Regione Lombardia rappresenta una grande opportunità non solo per le persone coinvolte, ma per l’intero sistema territoriale” spiega Erminio Salcuni, direttore ABF.

Mentre la presidente del Soroptimist International Club Bergamo, Ivana Suardi, sottolina: “Il Soroptimist International Club Bergamo continua a sostenere la Casa Circondariale di Bergamo dopo l’esperienza vissuta nel 2019 con l’allestimento del laboratorio Hair Stylist dove si è tenuto un corso per parrucchiera che riprenderà il prossimo settembre. Aderendo a questo progetto, il Club ha assunto l’impegno di attrezzare il neonato laboratorio di cucito con l’acquisto delle attrezzature per 7 postazioni di cucito più due da stiro e tutti gli accessori necessari. Confartigianato Imprese Bergamo ha espresso l’intenzione di contribuire all’acquisto degli accessori mentre la socia del Club Bergamo Fernanda Maggioni (Azienda Agatex) ha donato 4 rulli di tessuto per camicie e del filo da cucire in diversi colori. La Mission della nostra Associazione prevede il sostegno alle donne fragili e in questo caso anche agli uomini ristretti. Tutto questo rientra nel progetto nazionale “Si sostiene in Carcere” che ha coinvolto dal 2019 più di cinquanta Club Italiani.”

“Grazie a un’azione corale – sottolinea Chiara Ferraris, presidente del Gruppo Tessili e Moda di Confindustria Bergamo – è stato possibile mettere a punto una proposta di grande serietà, fortemente condivisa da tutti i soggetti in campo, che mette al centro il lavoro e il suo significato sociale. Abbiamo dato il nostro apporto a questo progetto fin dalle primissime fasi, sia in termini di competenze, sia favorendo la donazione dei materiali da parte delle nostre aziende. L’obiettivo è ora dare sempre più corpo a questa esperienza, favorendo concrete opportunità di reinserimento”.

I ruoli dei diversi attori nel progetto

Il Comune partecipa attraverso il sostegno economico al percorso formativo.

La Casa circondariale garantisce le procedure necessarie per l’allestimento del laboratorio tessile e cura l’individuazione dei detenuti/delle detenute partecipanti al percorso formativo attraverso l’équipe multidisciplinare interna e la collaborazione con ABF.

L’ABF è responsabile della didattica e assicura la realizzazione dei corsi secondo il modello della Dote Unica Lavoro.

Soroptimist International Bergamo fornisce l’allestimento completo del laboratorio (macchinari e strumenti di lavoro).

Confindustria Bergamo offre un contributo economico al percorso formativo e provvede alla raccolta presso le proprie aziende associate dei materiali di consumo necessari all’avvio dell’attività formativa (tessuti, nastri ed altri accessori tessili) e loro successiva donazione.

 

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