Bergamo: sono quasi 50mila gli over 60 non vaccinati, il 14,5% - BergamoNews
I numeri della campagna

Bergamo: sono quasi 50mila gli over 60 non vaccinati, il 14,5%

Alberto Zucchi (Ats): "Alcuni sono soggetti in condizioni cliniche di fragilità, altri no vax. Ma in questa fascia d'età l'80,5% delle persone risulta coperta almeno dalla prima dose, dal punto di vista epidemiologico un dato importante"

I reparti Covid si stanno svuotando, le terapie intensive anche. Ma qualcuno in ospedale ci arriva comunque, nonostante il calo dei positivi. Si tratta perlopiù di persone non vaccinate, o che non hanno completato il ciclo vaccinale (prima e seconda dose). Come i 20 pazienti ancora ricoverati all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Buona parte di loro sono over 60, potenzialmente i più esposti ai rischi del virus.

In Bergamasca, sono attualmente 66.558 le persone appartenenti a questa fascia d’età che non hanno ancora ricevuto né la prima né la seconda dose di vaccino, il 19,5% del totale. A questo numero, vanno sottratte circa 17 mila persone che però si sono prenotate. C’è dunque un “buco” di circa 49 mila over 60 che, per vari motivi, sono rimasti fuori dalla campagna vaccinale: il 14,5% del totale.

“In questa percentuale rientrano soggetti in condizioni cliniche di fragilità tali da non potersi vaccinare, ma anche persone per principio contrarie al vaccino – commenta Alberto Zucchi, alla guida del Servizio epidemiologico di Ats Bergamo -. La popolazione over 60 sul nostro territorio è pari a 341.486 persone – illustra -. Di queste, 177.787 hanno ricevuto prima e seconda dose, il 52,1% del totale. Solo la prima dose è stata somministrata a 97.141 persone, il 28,4%. Vuol dire che l’80,5% delle persone dai 60 anni in su risulta coperta almeno dalla prima dose. Un dato di grandissimo rilievo dal punto di vista epidemiologico”. Una percentuale che – sempre secondo i numeri di Ats – supera l’85% negli over 80, con una punta del 90% tra gli 80-84 anni.

“In termini di copertura questo ci lascia abbastanza tranquilli – prosegue Zucchi -. Ora bisogna spingere sui giovani. In termini statistici sono meno esposti alle conseguenze del Covid, ma nessuno può dirsi esente. Devono capire che vaccinarsi non è solo un atto di civiltà e rispetto verso nonni e genitori, ma anche verso se stessi”. I numeri in possesso di Ats parlano di un 56% di prenotazioni tra i 16-19 anni, del 37% tra i 20-29 anni (il 23% già vaccinati con la prima dose). Nella fascia 30-39 anni è prenotato un altro 35% (mentre il 30% ha già ricevuto la prima dose).

“Nonostante la comprensibile stanchezza – aggiunge Zucchi – bisogna continuare ad usare il buon senso, indossando la mascherina nei luoghi pubblici con rischio assembramento e al chiuso”. Poco importa se il rischio di contagio, in questo momento, è veramente basso. “L’indice Rt  (ovvero il parametro che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, ndr) in provincia di Bergamo è 0,5, mai così contenuto dallo scorso luglio”. E la variante indiana? “Con tutti gli scongiuri del caso, la situazione ora è sotto controllo – conclude Zucchi -, ma è importante completare il ciclo vaccinale con entrambe le dosi: secondo i più recenti studi inglesi, garantiscono una buona copertura anche contro questo tipo di variante”.

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