Quantcast
All'ex Ateneo le Cromocronografie di Ezio Fiorillo - BergamoNews

Arte

Bergamo

All’ex Ateneo le Cromocronografie di Ezio Fiorillo

La mostra è godibile sia per il visitatore occasionale che ha l’opportunità di rivedere l’ambiente nella sua purezza architettonica, sia per l’appassionato di arte che può ammirare sulle tele l’artificio del puro colore in connubio con la luce

All’ex Ateneo di Città Alta è esposta fino al 27 giugno la serie “Cromocronografie” di Ezio Fiorillo, nove opere di straordinaria efficacia luministico—percettiva realizzate dall’artista lombardo allestite alle belle pareti dell’edificio neoclassico.

Fiorillo, nel proporre i grandi elementi estroflessi plastico-pittorici, ha liberato l’aula dai pannelli che che da intere stagioni ne chiudevano le finestre per funzioni espositive. Il risultato è notevole: l’artista ha guadagnato il necessario respiro per i suoi lavori restituendo allo storico contenitore l’originaria armonia e il dialogo con le pietre e le geometrie della piazza.

La mostra è godibile sia per il visitatore occasionale che ha l’opportunità di rivedere l’ambiente nella sua purezza architettonica, sia per l’appassionato di arte che può ammirare sulle tele l’artificio del puro colore in connubio con la luce.

Nell’illustrare queste quinte cangianti dalla ipnotica capacità illusiva, Fiorillo – che ha insegnato Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Urbino e dal 1978 al 2002 all’Accademie di Brera- sottolinea che “si tratta di veri e propri ritratti della pittura, in cui la luce illumina il quadro e la percezione si sposa con ciò che l’opera è effettivamente”.

Le diverse stesure di colore passate a pennello e a spugna su più strati di tela lasciano trasparire le tinte dominanti e recessive secondo mutazioni che slittano di ora in ora con il variare dei raggi del giorno.

A seconda di come è illuminata la cattedrale, le superfici pittoriche di Fiorillo riflettono diversamente: non si tratta evidentemente di opere contenutistiche, ma di tableaux ondulati che giocano con i colori dell’iride, dalle profondità dei blu ai riverberi dei gialli e dei rossi. L’intenzione, riuscita, dell’artista è di armonizzare l’architettura con elementi che non la violentino, in modo appunto che la pittura non vada a discapito dello spazio in cui è accolta.

Sono tutti lavori degli ultimi anni, ma alcuni sono stati concepiti ad hoc, per completare le arcate cieche della sala. L’effetto d’insieme richiama agli occhi l’indagine cromatica delle cattedrali di Rouen di Monet, realizzate innumerevoli volte per catturare nell’olio ogni istante di luce del giorno.

In mezzo alla sala, l’asta che emerge dal disco di marmo ha la funzione di marcare lo scorrere del tempo fenomenico, a guisa di gnomone. Ancora un richiamo, certo non casuale, alla meridiana nella loggia porticata del Palazzo della Ragione, in cui è un raggio luminoso e non l’ombra che, penetrando in un ambiente buio, indica la posizione del sole rispetto alla terra.

Per chi non potesse visitare la mostra, l’allestimento sarà presto visibile sul sito dell’artista www.matamoros.it

Orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13, dalle 16 alle 19.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI