Tari, a Bergamo 1,5 milioni di sconto e agevolazioni per le attività penalizzate dalla pandemia - BergamoNews
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Tari, a Bergamo 1,5 milioni di sconto e agevolazioni per le attività penalizzate dalla pandemia

Provvedimenti decisi con due ordinanze passate in giunta giovedì: le riduzioni dell'intera tariffa vanno dal 25 al 50% a seconda delle categorie.

Nessun aumento delle tariffe rispetto al 2020, sconti e agevolazioni per le utenze non domestiche e per le attività penalizzate dalla pandemia: il Comune di Bergamo, in seguito alle modifiche introdotte dalla recente legislazione sulla tassa rifiuti, ha deciso di mettere mano al regolamento della Tari facendo un altro passo incontro a cittadini e imprenditori.

Lo ha fatto con due delibere portate giovedì 17 giugno in giunta, che hanno preso spunto innanzitutto dalla nuova definizione di rifiuto solido urbano, ora stabilita dalla legge e non più con parametri di assimilazione scelti dai regolamenti comunali.

Una definizione che a decorrere dal 2021 esclude dalla tassazione le superfici adibite a lavorazione industriale, creando più di un grattacapo alle amministrazioni.

“Le utenze non domestiche hanno la facoltà di conferire al di fuori del servizio pubblico i propri rifiuti urbani, provvedendo in autonomia al recupero – spiega il vicesindaco e assessore al Bilancio e Tributi Sergio Gandi – Chi dimostra di essere in grado di farlo, anche tramite soggetti terzi abilitati, è escluso dalla corresponsione della parte variabile della Tari, mentre rimane quella fissa”.

Nel nuovo regolamento comunale, Palazzo Frizzoni ha disciplinato il come dovrà essere esercitato questo diritto: la comunicazione dovrà pervenire entro il 30 giugno ed entrerà in vigore dal gennaio successivo per un periodo minimo di cinque anni, mentre per vedersi garantita l’esenzione l’utenza non domestica dovrà rendicontare entro il 20 febbraio di ogni anno i quantitativi di rifiuti effettivamente recuperati, in modo da verificare la corrispondenza con le intenzioni manifestate. Qualora non dovesse soddisfare questo requisito, il Comune provvederà al recupero della quota variabile come previsto in precedenza.

“Si tratta di una possibilità importante per le attività produttive che già sono in grado di smaltire il rifiuto in autonomia, perchè in questo modo non devono pagare un servizio che per loro è superfluo – sottolinea Gandi – Ma è altrettanto chiaro che l’uscita di qualcuno dal servizio di recupero affidato ad A2a non può ripercuotersi in modo negativo su chi sceglie di rimanere. Per questo abbiamo fatto uno sforzo importante per mantenere invariate le tariffe, grazie a fondi a nostra disposizione garantiti dal governo centrale: lo sconto applicato è importante, speriamo di non dover rivedere questa scelta nei prossimi anni a causa di meccanismi non dipendenti da noi”.

Per il 2021 il Comune di Bergamo deve coprire costi Tari pari a 18,8 milioni di euro, da corrispondere ad Aprica, ma l’idea di partenza è stata sempre quella che nessuno si trovasse a pagare di più di quanto fatto nel 2020: per questo Palazzo Frizzoni è intervenuto sui coefficienti, modificando i parametri, e garantendo una scontistica importante per le attività cittadine.

Si tratta di circa 1,5 milioni complessivi, coperti da 1,2 milioni in arrivo dal Decreto Sostegni bis e per la parte restante da una quota del fondo funzioni fondamentali: un bel balzo in avanti rispetto ai 950 mila euro garantiti nel 2020.

Chi sono le categorie aiutate? Senza alcun limite di metratura (che era stata la discriminante lo scorso anno), sul piatto della bilancia sono stati messi i disagi subiti dai singoli settori durante l’ultimo anno.

Così è stato deciso che godranno di uno sconto del 25% sull’intero importo campeggi, distributori carburante, autolavaggi, impianti sportivi (possibile che questi passino al 50% ndr), esposizioni ed autosaloni, negozi abbigliamento, calzature, ed altri beni durevoli, negozi particolari e commercio all’ingrosso di beni durevoli, attività artigianali tipo botteghe (falegname, fabbro, idraulico, elettricista), carrozzeria, autofficina, elettrauto, gommista, attività industriali con capannone di produzione, attività artigianali di produzione di beni specifici, fioristi e banchi di mercato generi alimentari, chioschi.

Riduzione che sale invece al 50% per musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi culto (con esclusione degli edifici con uffici comunali e del Cimitero), cinematografi e teatri, alberghi con e senza ristorante, auditorium, sale convegni, istituti non scolastici, banchi di mercato di beni durevoli, parrucchieri ed estetisti, ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, mense, birrerie, hamburgherie, bar, caffè, pasticceria, gelateria, pizzerie al taglio, discoteche night club e sale giochi.

“Alcune categorie nello specifico sono state pesantemente penalizzate dalla pandemia e dalle restrizioni – conclude Gandi – Penso a bar e ristoranti, che però hanno avuto grande attenzione: dall’alleggerimento della procedura per l’occupazione di suolo pubblico all’azzeramento dei relativi costi, poi sconto Tari e i tanti sostegni dal programma rinascimento. Capiamo che non sono comunque sufficienti, ma speriamo siano buon viatico per rilanciare a pieno le loro attività”.

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