La produttrice

Mara Maionchi: “Ho fatto surf, più che vivere. E non intendo scendere dalla tavola”

Mara Maionchi giovedì 17 giugno apre Lazzaretto Estate 2021 con Giorgio Gori: “a Bergamo per sorridere e rinascere insieme ”.

“Si può dire che ho fatto surf, più che vivere. E non intendo neppure scendere dalla tavola, per ora”. Non ha paura dei cambiamenti Mara Maionchi, produttrice discografica e talent scout nota al grande pubblico, che da sempre cavalca le salite e le discese della vita non perdendo mai l’equilibrio.

Sarà lei ad aprire le danze di “Lazzaretto – Estate 2021”, la lunga rassegna estiva organizzata dal Comune di Bergamo è prodotta da Sbam Noisy Ideas.

Nella serata di giovedì 17 giugno, Mara Maionchi salirà sul palco del “teatro a cielo aperto” di Bergamo, protagonista di un talk in dialogo con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo. Intervistati da Gianluca Gazzoli, conduttore televisivo e speaker radiofonico, affronteranno una delle grandi questioni della vita.
Transizioni, metamorfosi, trasformazioni. In qualsiasi modo li chiamiamo, i cambiamenti quasi sempre ci spaventano, ma sono indispensabili.

In quanto a change Mara Maionchi ha esperienza da vendere. La professione, la libera professione, la maternità, l’entrata nel mondo dello spettacolo: queste sono solo alcune delle metamorfosi che ha affrontato e superato. “Non mi sono mai pentita dei cambianti, nemmeno di quelli sbagliati – spiega -. Anche gli errori insegnano, spesso più dei successi”.

La riapertura del Lazzaretto è per noi un evento importante. Dopo i momenti bui vissuti, questa è la rinascita della nostra comunità e dell’arte. È contenta di aprire la stagione?

Guardi, sono venuta anche per questo. L’emozione e la sopraffazione che abbiamo tutti provato vedendo il corteo dell’esercito che portava via le salme dall’ospedale di Bergamo rimarrà un ricordo indelebile. Nel mio piccolo oggi voglio esserci per strappare una risata al pubblico. E poi per incontrare Gori dopo almeno 12 anni da quando ci conoscemmo in occasione del mio provino di X-Factor. Lui era il produttore della trasmissione e mi scelse, dando inizio alla mia seconda vita. Essere qui a Bergamo in questo anno così particolare e poterci raccontare delle rinascite e delle nuove occasioni è, spero, simbolicamente bellissimo.

Cambiare fa parte del nostro essere umani, anche se a volte spaventa. Qual è la trasformazione più grande che ha dovuto affrontare?

Ho sempre affrontato tutte le trasformazioni con lo stesso spirito di rinnovamento se devo essere sincera. Non penso ce ne sia stata una più grande. La professione, la libera professione, la maternità, l’esperienza dello spettacolo, dalla prima linea e non, da dietro le quinte, sono stati passaggi esistenziali che ho affrontato con grinta e passione, sempre assecondando gli eventi e cercando di non osteggiarli. Si può dire che ho fatto surf, più che vivere e non intendo neppure scendere dalla tavola, per ora.

Tra le tante scelte fatte, c’è un cambiamento di cui si è pentita?

No, non mi sono mai pentita dei cambiamenti. Anche gli errori insegnano, spesso più dei successi.

Come è cambiata la sua vita personale e professionale dopo la pandemia?

Non posso dire di non aver patito la distanza degli amici, io sono una persona molto socievole e sociale: ho rinunciato agl’incontri con le amiche per le carte al circolo dove ci riuniamo ma anche – più drammaticamente – agli abbracci dei nipoti. Poi è stato un grande spavento avere il Covid, dopo la malattia mi sono attenuta ancora più scrupolosamente alle regole, per me, per i medici che facevano e fanno tantissimo e per rispetto a chi questa pandemia non l’ha superata. Professionalmente è cambiata di meno, ho lavorato comunque con la cautela di fare tantissimi tamponi. In nove mesi ne ho fatti circa una quarantina.

Secondo lei, qual è il cambiamento di cui ha bisogno il mondo della musica in Italia?

Il cambiamento è già in atto e lo stanno operando questi ragazzi che sui social e sul web fanno arrivare la loro musica senza l’aiuto dei media tradizionali. Per me è veramente affascinante vedere questa gavetta tutta nuova, per certi versi assomiglia a quella “alla vecchia”: tanti concerti, singoli su singoli, collaborazioni, ma in più i giovani di adesso raccontano questi passaggi sui social, come fossero delle piccole emittenti radio e TV. È affascinante.

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