"Il nostro mondo messo in pausa: anche grazie alla Maturità torniamo alla normalità" - BergamoNews
Il racconto della diplomanda

“Il nostro mondo messo in pausa: anche grazie alla Maturità torniamo alla normalità”

La testimonianza di Gaia Nicoli, studentessa dell'ISIS Romero di Albino, in vista del suo giorno per svolgere l'Esame di Stato che inizia oggi, 16 giugno, ufficialmente in tutta Italia

Si parte oggi, mercoledì 16 giugno, alle 8.30, con i primi studenti e le prime studentesse in tutta Italia che dovranno affrontare l’Esame stato 2021.

Una maturità diversa dalla tradizionale. Non ci saranno le prove scritte come il tema con le tracce uguali a livello nazionale con la scansione su più giorni per lo svolgimento delle diverse parti: l’esame, infatti, si svolgerà solo in un giorno.

Un’ora circa a candidato in cui dovrà esporre in un colloquio orale il  il proprio elaborato, commentare un testo di letteratura italiana, analizzare il materiale proposto dalla commissione partendo dal quale effettuare collegamenti con diverse discipline e parlare della propria esperienza Pcto (l’ex alternanza scuola lavoro).

Un’altra maturità nell’era Covid. Ma, mentre un anno fa i maturandi rientravano a scuola per sostenere l’esame dopo oltre tre mesi a casa, oggi gli studenti – seppure in una percentuale ridotta e con turnazioni – hanno frequentato in presenza dal 12 aprile, anche se hanno seguito la maggior parte delle lezioni in Dad da ottobre 2020.

A Bergamo e provincia saranno quasi dieci mila gli studenti e le studentesse tra scuole statali e paritarie che affronteranno la maturità per un totale di 419 commissioni e 210 presidenti dei commissione.

Tra le “diplomande” c’è anche Gaia Nicoli, di Ardesio e studentessa dell’ISIS Oscar Romero di Albino che ha raccontato, con commozione e risate, a Bergamonews.it le sue paure, emozioni e speranze per il fatidico giorno.

Gaia, come ti senti?

Molto emozionata, a tratti spaventata e contenta di non essere tra le prime a fare l’esame.

Come vivi questa maturità dopo un anno di una didattica ibrida tra presenza e distanza e sempre sul filo dell’incertezza?

È una sensazione strana. Mi sono accorta che la scuola stava finendo tre giorni prima dell’effettiva fine. Credo perché siamo tornati e non ci si sembrava aprile inoltrato: era come se dovessimo incominciare l’anno da capo. Ma improvvisamente, invece, era già finita. Di questo sono un po’ triste perché l’ultimo anno non ce lo siamo goduti: non ci siamo nemmeno accorti che stava finendo.

Dovrai affrontare un esame nuovo. Preoccupata per le modalità?

A tratti perché è la prima volta che è così. Mi preoccupano più i tempi molto scanditi e, forse, limitanti per una che come me parla tanto.

Per quanto, invece, riguarda la gestione dell’emergenza sanitaria? Hai paura che l’Esame sia un’occasione di contagio?

No, non ho paura. La scuola è assolutamente sicura ed è gestita nel migliore dei modi: anche i contagi che ci sono stati sono stati causati da fuori, non dalla scuola. Per le restrizioni che dovremo seguire causa Covid credo che tenere la mascherina durante il colloquio sarà pesante fisicamente, ma ci hanno detto che potremo toglierla se vorremo. Sinceramente mi dispiace che siamo obbligati a portare solo un accompagnatore e ho dovuto scegliere tra mia mamma e mia nonna rimasta vedova: nonno è morto per il Covid l’anno scorso. Sono tranquilla, quindi. Anche perché sono già vaccinata e sono super felice di averlo fatto. Anche i miei compagni e le mie compagne di classe si sono tutti già prenotati e alcuni già vaccinati.

Nessun timore per la vaccinazione?

No, nessuno. Ci siamo tutti prenotati con grande felicità. A volte ho l’impressione che se, magari, l’anno scorso noi giovani potevamo sembrare quelli meno attenti e poco consapevoli della pandemia e delle responsabilità civiche di ognuno, adesso mi sembra che la situazione si sia ribaltata. Abbiamo capito, abbiamo visto cosa si può perdere se non si è responsabili, ora vogliamo solo tornare a quello che eravamo prima.

E la maturità fa parte di questo ritorno alla normalità?

Sì, assolutamente. Nonostante la fatica io sono davvero felice di fare questo esame, mi dà un grande senso di normalità e di speranza che stiamo ripartendo per davvero. Temevamo di non poter fare la maturità in presenza, invece per fortuna possiamo farlo: a distanza avremmo perso un importante momento della nostra vita. Il nostro mondo, di tutti, ma in particolare di noi giovani è stato messo in pausa: ora dobbiamo schiacciare play.

Pronta per la Notte prima degli esami?

So che la ricorderò sempre e sicuramente avrò tanta paura. Ma penso che andrò alla festa del mio paese che si svolgerà proprio quella sera: finalmente!

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