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Procreazione medicalmente assistita, l’esperto: “Ecco di cosa si tratta” - BergamoNews
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Salute

L'intervista

Procreazione medicalmente assistita, l’esperto: “Ecco di cosa si tratta”

Ne parliamo con il dottor Andrea Borini, responsabile del Centro di medicina della riproduzione del Policlinico San Pietro e direttore di 9.baby, il primo network italiano di centri per la fertilità

31.3 e 1.27: rispettivamente, secondo i dati Istat più recenti, si tratta dell’età media al primo parto delle donne italiane e del numero medio di figli per donna nel nostro Paese. Uno cresce incessantemente, l’altro scende di anno in anno. Questi numeri restituiscono un quadro alquanto complesso dello stato demografico del Paese. Sempre più numerose sono le coppie che negli ultimi anni si sono affidate alle tecniche di fecondazione assistita o procreazione medicalmente assistita per riuscire a diventare genitori: gli ultimi dati disponibili, che risalgono al 2018, il 3,2% del totale bambini nati nell’anno è stato concepito grazie a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita: precisamente sono nati in questo modo 14.139 bambini e bambine. Ma che cosa s’intende esattamente per procreazione medicalmente assistita? Chi può sottoporsi a questo tipo di trattamenti? E possono essere davvero una soluzione all’infertilità di coppia? Lo abbiamo chiesto al dottor Andrea Borini, responsabile del Centro di medicina della riproduzione del Policlinico San Pietro e direttore di 9.baby, il primo network italiano di centri per la fertilità. Qui un team di professionisti offre alle coppie la possibilità di accedere alle tecniche di fecondazione assistita, in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, con un percorso per diventare genitori, con iter diagnostici e terapeutici personalizzati e tecniche all’avanguardia.

Dottor Borini, che cos’è la procreazione medicalmente assistita?

Il termine procreazione medicalmente assistita (PMA), comunemente detta “fecondazione artificiale”, comprende l’insieme delle tecniche che possono essere utilizzate per aiutare le coppie che stanno cercando di avere un figlio, ma per le quali il concepimento spontaneo risulta impossibile o estremamente improbabile. La PMA offre oggi molti percorsi diversi per superare una problematica sempre più diffusa quale l’infertilità.

Quando una coppia si può considerare infertile e come mai è un problema così frequente?

È classificata come “infertile” la coppia che non riesce ad avere un bambino dopo 12/24 mesi di rapporti liberi e non protetti. Il mancato concepimento spontaneo è un problema che negli ultimi anni è emerso sempre più, arrivando a riguardare circa il 15%-20% delle coppie italiane, sia lato maschile, sia femminile. Sempre più spesso la ricerca della prima gravidanza avviene in età “avanzata”, non prima dei 30-35 anni, e questo influisce sulla quantità e sulla qualità dei gameti, in particolare quelli femminili. Possono incidere anche altri fattori quali fumo ed obesità, oltre alla eventuale presenza di patologie specifiche che si scoprono solo nel momento nel quale la gravidanza desiderata non arriva.

Quali sono i criteri per accedere ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita?

In Italia, le linee guida per poter accedere ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita sono regolati della legge 40/2004. Secondo la normativa, possono ricorrere alle tecniche di PMA le coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi. La legge stabilisce che l’accesso è autorizzato solo dopo che è stata accertata l’impossibilità di rimuovere diversamente le cause che impediscono la procreazione. L’accesso al percorso di PMA è possibile inoltre nei casi di sterilità o di infertilità inspiegate e di sterilità o infertilità da causa accertata (previo stato di infertilità certificato da atto medico). Ulteriori regole sono contenute nel cosiddetto Accordo Stato Regioni’ e nei regolamenti regionali che definiscono, regione per regione, le caratteristiche da soddisfare per accedere ai trattamenti in convenzione con il SSN.

Che tipo di trattamenti offre il centro di Medicina della Riproduzione del Policlinico San Pietro?

L’equipe di professionisti del nostro centro fornisce alle coppie un percorso completo ed è in grado di proporre una strategia basata su un cammino mirato, basato sulla condizione specifica della coppia. Si parte con una prima consulenza preliminare, nel corso della quale un medico della nostra équipe valuta la storia clinica della coppia, definendo il quadro e stabilendo quale sarà il percorso più opportuno seguire. Oltre agli esami che sarà necessario effettuare obbligatoriamente pre-trattamento, lo specialista può richiedere alcune analisi preliminari a entrambi i componenti della coppia, per approfondire ulteriormente il quadro della coppia. Anche sulla base dei risultati delle analisi, il medico consiglia poi il trattamento più idoneo e illustra le procedure, le percentuali di successo, i rischi correlati al trattamento, i costi e tutte le implicazioni della normativa che regola la PMA. A questo punto si procede con il trattamento: in caso di percorso di ‘secondo livello’ (FIVET, ICSI), si prelevano gli ovociti, si effettua la fecondazione ‘in vitro’ e si procede successivamente al transfer degli embrioni così ottenuti. Per tutta la durata del percorso, gli specialisti del centro restano al fianco della coppia, non solo per gli aspetti medici e ma con un supporto anche psicologico, lungo il cammino a volte difficile della PMA.

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