Confindustria, Marenghi: "È il momento delle riforme per far ripartire l'Italia" - BergamoNews
Il vicepresidente nazionale

Confindustria, Marenghi: “È il momento delle riforme per far ripartire l’Italia”

I fronti caldi delle riforme, secondo il numero due di Confindustria nazionale, sono la giustizia e l'amministrazione pubblica.

Ripresa economica, criticità, prospettive. Il debito buono e il debito cattivo spiegato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi è ripreso a piene mani da Alberto Marenghi, vicepresidente nazionale di Confindustria, intervistato dal presidente bergamasco Stefano Scaglia a margine dell’assemblea privata di Confindustria Bergamo. L’appuntamento si è svolto lunedì 14 in sede, al Kilometro Rosso.

“Il Paese sta ripartendo, l’industria dimostra il proprio ruolo e abbiamo un tesoretto che le famiglie hanno accantonato di 26 miliardi di euro, risparmi che possono essere una grande risorsa per investire e dare spinta all’economia – ha affermato Marenghi -. Certo rimane un divario tra Nord e Sud del paese, con settori che hanno pagato molto, come la moda, la pelle che ha sofferto per il 90% e persino l’alimentare ha registrato una flessione del 5% perché sono cambiate le dinamiche e i consumi. È cambiato l’impatto delle imprese, le grandi imprese hanno reagito meglio, perché immediatamente hanno saputo trovare situazioni per recuperare”.

“Draghi ha risolto un tempo di incertezza, il paese ha ritrovato la sua guida – ha proseguito Marenghi – Anche Confindustria è cambiata nel corso degli anni, oggi valuta i governi e non dà più aperture in bianco. I giudizi sono positivi e oggettivi perché c’è stata una accelerazione sui vaccini. Non dimentichiamo che sin dalla prima ora più di 7 mila aziende hanno aderito a questa campagna, abbiamo sostenuto più di 200 hub fatti dalle nostre associazioni. Poi con il PNRR si parla di riforme, c’è la responsabilità di fare ma servono risorse. Ora le risorse arrivano dall’Europa, e Draghi ha compreso che l’Italia ha bisogno di fare riforme. Questo è il tempo giusto per farle, i soldi li spendiamo noi, ma li restituiranno i nostri nipoti”.

I fronti caldi delle riforme, secondo il numero due di Confindustria nazionale, sono la giustizia e l’amministrazione pubblica.

“Non possiamo più avere una giustizia che premia i furbi. Serve una riforma e una scelta”. Ha rimarcato.
Sul blocco dei licenziamenti Marenghi non ha esitato a definirla “una battaglia ideologica. Siamo abituati a guidare e a guardare avanti, qui c’è invece qualcuno che guida e guarda ancora nello specchietto retrovisore. Il pensiero degli imprenditori non è ai licenziamenti, ma all’occupazione. Abbiamo necessità di trovare persone che lavorino, il problema semmai è trovare i profili adatti che cerchiamo per le nostre aziende”.

Legato al tema dei licenziamenti c’è l’argomento degli ammortizzatori sociali: “Noi come Confindustria abbiamo fatto una proposta nel mese di luglio 2020, un progetto che li riformasse. Siamo disponibili a dialogare con il Paese, purché si tutelino gli interessi generali”.

L’altro grande tema sul tavolo del dibattito con il presidente Scaglia sono state le moratorie, la liquidità e l’indebitamento delle imprese.

“Le aziende hanno meno margine per il costo delle materie prime e diminuisce il cash flow. Da tempo spingiamo sull’indebitamento perché ci siano iniziative di sostegno alle imprese. Non dimentichiamo che c’è un aumento dei prezzi sulle materie prime, dalla parte ferrosa al petrolio, e questo comprime i margini. Qualcuno riesce a scaricarlo con un’onda lunga, ma molti – per ambizione di tornare alla normalità – stanno pagando e pagheranno un caro prezzo. È indubbio che ci siano degli investimenti speculativi sulle materie prime, mi auguro che la crescita di questi prezzi si fermi”.

Nel dialogo a due tra i vertici di Confindustria non manca uno sguardo sulle donne e i giovani.

“Sono stati i più colpiti in questa pandemia – ha osservato Marenghi -. I giovani perché si affacciavano al mondo del lavoro e le donne hanno dovuto fare due lavori nello stesso tempo a tempo pieno. Giovani e donne sono le categorie su cui dobbiamo investire ed avere un occhio di riguardo. Più donne lavorano, più cresce il Prodotto interno lordo, dobbiamo capire come scaricare a terra delle buone prassi per dare lavoro a queste due categorie”.

Infine un augurio alla fusione tra Confindustria Bergamo e la consorella Sondrio e Lecco: “Un’associazione come la nostra fa tre cose: difende le aziende, eroga servizi e rispecchia l’identità dei territori: la scommessa più grande che avete è far sentire gli imprenditori a casa. E poi dovete avere le ambizione non di sommare i numeri ma di moltiplicarli”.

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