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L’Ue sostiene Africa e Asia, Gancia: “Non chiamatelo più Terzo Mondo” - BergamoNews
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Una voce da Bruxelles

Una voce da bruxelles

L’Ue sostiene Africa e Asia, Gancia: “Non chiamatelo più Terzo Mondo”

Gianna Gancia (Europarlamentare Lega – Gruppo ID) interviene sul sostegno finanziario dell’Unione Europea ai paesi partner

Gianna Gancia (Europarlamentare Lega – Gruppo ID) interviene sul sostegno finanziario dell’Unione Europea ai paesi partner

In media, nell’UE, una persona su quattro è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Ma il tasso di rischio è quasi il doppio tra i cittadini non europei (49%), considerato anche che la pandemia ha contribuito ad aumentare il gap
economico e sociale. La risposta dell’UE sarà improntata a un approccio collegiale (Team Europa), che si avvale del contributo di tutte le sue istituzioni e combina le risorse mobilitate dagli Stati membri e dalle istituzioni finanziarie
dell’UE, in particolare dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

L’UE garantirà un sostegno finanziario ai paesi partner per un totale di oltre 15,6 miliardi di Euro, provenienti da fondi e da programmi esistenti che vengono riorientati ; di questi, più di 3 miliardi per l’Africa e poco più di un miliardo per i paesi dell’Asia del Pacifico. Ho avuto la straordinaria opportunità di incontrare, insieme ad una delegazione di parlamentari Europei, il Primo Ministro Indiano Nerendra Modi, che stava avviando nel Paese una serie di riforme importanti volte a ridare all’India un ruolo di primo piano nello scenario industriale mondiale, scenario che il Paese, un tempo considerato in “via di sviluppo”, cavalca da più di un decennio ormai, ma per varie ragioni resta sospeso tra spinte autonome locali, contrasti religiosi e sociali. Spesso infatti le scelte politiche influenzano le diverse aree del Paese: nel sud gli indicatori sociali disegnano una macro aerea più avanzata, mentre molto diversa è la situazione del Nord Ovest, dove è forte la disuguaglianza tra uomo e donna, le ragazze fanno fatica a terminare gli studi e spesso sono costrette a matrimoni combinati e ad aborti selettivi. Ma
questa non è la storia soltanto dell’India, è il destino comune di molti Paesi in cui la mancanza di un governo centrale forte, di scelte sociali e politiche lungimiranti hanno prodotto divari generazionali e di genere. Alcuni governi non hanno saputo o scientemente voluto sostenere e incentivare l’imprenditoria locale, l’istruzione e la digitalizzazione al femminile e hanno consegnato questi Paesi nelle mani delle multinazionali e delle aziende che
oggi si professano “green” ed eticamente sostenibile, ma che di etico e sostenibile hanno meno dell’1% della produzione. E’ sconfortante pensare poi come le violenze o la paure delle violenze limitano gravemente il contributo delle donne allo sviluppo sociale ed economico, ostacolando in tal modo il raggiungimento dei Millennium Development Goals e gli obiettivi nazionali e internazionali di sviluppo. E’ quanto avviene anche in alcuni Paesi dell’Africa occidentale e centrale dove si trovano sei dei dieci Stati con la maggiore incidenza di matrimoni precoci nel mondo: Niger, Repubblica Centrafricana, Ciad, Mali, Burkina Faso e Guinea. Mi commuovo sempre nel leggere la storia di Hadja Idrissa Bah, Presidentessa del Club delle ragazze leader della Guinea.
Studia in Francia, grazie ad una borsa di studio finanziata dall’Unione Europea, a soli 17 anni guida una rivolta di giovani contro i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali e arriva a presenziare come relatrice per il terzo vertice
internazionale del Movimento Women 7 (W7), presieduto l’anno scorso dalla Francia. Le sue parole, forti e semplici allo stesso tempo, mettono al centro la legalità come fine e mezzo per lo sviluppo dei popoli.“A 15 anni il mio obiettivo era diventare la presidente del Parlamento dei bambini di tutta la Guinea, questo posto era così ambito e la maggior parte dei miei avversari erano uomini. Non mi sono lasciata intimidire e ci sono arrivata. Devi sapere come combattere per i tuoi sogni”.

Gianna Gancia (Europarlamentare Lega – Gruppo ID)

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