Da oggi Bergamo e Lombardia per la prima volta in zona bianca: cosa cambia - BergamoNews
Le regole

Da oggi Bergamo e Lombardia per la prima volta in zona bianca: cosa cambia

Tutte le novità previste dal cambio di fascia: dal coprifuoco agli spostamenti, fino alle riaperture e alle disposizioni per bar e ristoranti.

Bergamo e la Lombardia entrano da oggi nella fascia minore di rischio in ottica emergenza Covid: con l’ordinanza firmata venerdì dal ministro Speranza, infatti, è diventato ufficiale l’ingresso in zona bianca, che certifica una stabilità della curva epidemica da settimane sotto l’incidenza di 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti.

Ma cosa cambia dalla zona gialla? 

Coprifuoco

La prima grossa novità è l’abolizione del coprifuoco, fino a domenica fissato a mezzanotte: ora, invece, spostamenti liberi anche in orario notturno senza più limitazioni.

Spostamenti

I lombardi, così come tutti gli altri cittadini delle Regioni passate in zona bianca, si possono spostare senza limiti di orario in qualsiasi località della zona bianca. Ma anche verso le zone gialle gli spostamenti non richiedono alcuna giustificazione, ma in caso di permanenza vanno rispettati i limiti previsti dal coprifuoco (a mezzanotte) e per le visite a parenti e amici.

A chi si trova in zona bianca è consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano.

Ricapitolando, a chi si trova in zona bianca sono consentiti i seguenti spostamenti:

– senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca;
– senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;
– verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate;
– verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione.
È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
Per gli spostamenti verso le seconde case o per le visite ad amici o parenti si vedano le FAQ specifiche.

Locali pubblici

Col decadere del coprifuoco, le serate inevitabilmente si allungano. Per bar e ristoranti non vige alcuna limitazione se ci si trova all’aperto, con la sola eccezione della distanza di almeno un metro tra i tavoli, mentre al chiuso si potrà pranzare e cenare al massimo in sei, a meno che si tratti di far mangiare insieme due nuclei familiari.

Dunque bar, ristoranti e altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Riaperture

Con la zona bianca hanno facoltà di riaprire i battenti le attività che, se fosse rimasta la zona gialla, potevano ripartire il 15 giugno o l’1 luglio. Si tratta di piscine al chiuso, centri benessere, parchi a tema, centri sociali e culturali e sale gioco. Ma anche fiere, sagre, convegni, congressi.

Riaprono anche le discoteche, anche se al momento non è ancora prevista la possibilità del ballo in pista: su questo fronte continuano i confronti tra rappresentanti di categoria e governo.

Aperti al pubblico anche gli eventi sportivi che si tengono al chiuso.

Sì ai banchetti dopo le cerimonie civili e religiose, dai matrimoni a comunioni e cresime: tutti gli invitati, però, dovranno essere in possesso di green pass, rilasciato a tutti coloro che sono guariti dal Covid, si sono vaccinati o hanno un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Mascherine

Le mascherine devono essere obbligatoriamente indossate sia quando si è all’aperto, sia quando si è al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione, fatta eccezione per i casi in cui è garantito l’isolamento continuativo da ogni persona non convivente.

L’obbligo non è previsto per:
– bambini sotto i 6 anni di età;
– persone che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina;
– operatori o persone che, per assistere una persona esente dall’obbligo, non possono a loro volta indossare la mascherina (per esempio: chi debba interloquire nella L.I.S. con persona non udente).

Inoltre, non è obbligatorio indossare la mascherina, sia all’aperto che al chiuso:
– mentre si effettua l’attività sportiva;
– mentre si mangia o si beve, nei luoghi e negli orari in cui è consentito;
– quando si sta da soli o esclusivamente con i propri conviventi.

Per quanto riguarda lo svolgimento dell’attività lavorativa e delle attività scolastiche, la mascherina è obbligatoria nelle situazioni previste dagli specifici protocolli di settore.

È comunque fortemente raccomandato l’uso delle mascherine anche all’interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi.

 

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