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"Crudelia", l’origine punk di una della antagoniste più cattive della storia - BergamoNews
La lanterna magica di guido

“Crudelia”, l’origine punk di una della antagoniste più cattive della storia

Il film racconta le origini e la vita di Crudelia Demon, con Emma Stone nei panni dell'antagonista de “La carica dei 101”, diventata famosa in tutto il mondo in seguito all’uscita del cartone animato nel 1961

Titolo: Crudelia
Regia: Craig Gillespie
Genere: Drammatico, commedia
Durata: 134’
Interpreti: Emma Stone, Emma Thompson, Joel Fry, Paul Walter Hauser, Emily Beecham
Programmazione: Cinema e Disney+
Valutazione IMDB: 7.4/10

La recensione

Fine anni ’60: Estella Miller (Emma Stone), soprannominata “Crudelia” per via dei suoi capelli metà neri e metà banchi, è una giovane orfana che a seguito della tragica scomparsa della madre Catherine (Emily Beecham) e del padre inizia a vivere alla buona per le pericolose strade di Londra.

Coadiuvata da Horace (Paul Walter Hauser) e Jasper (Joel Fry), Estella si getta nell’ambiente della micro criminalità mantenendo però sempre vivo il sogno di diventare qualcuno nel mondo della moda e del fashion. Per sua fortuna le attenzioni non tardano ad arrivare e grazie ad un suo modello viene notata dalla Baronessa von Hellman (Emma Thompson) che decide di accogliere la giovane come sua allieva prediletta.

Col tempo il rapporto tra le due tuttavia collassa e Crudelia, ormai stanca e frustrata, sposa il lato più cupo della sua personalità, portandola così a sviluppare l’astio e la crudeltà per cui tutti la conosciamo.

Prequel spirituale del capolavoro firmato Disney “La carica dei 101”, “Crudelia” è un dramma con protagonista Emma Stone con l’obbiettivo di raccontare le origini di Crudelia Demon, una delle “cattive cinematografiche” per antonomasia dal 1961 ad oggi.

Ponendo l’accento sulla vita sofferta di una povera orfana inglese appassionata di moda punk, il lungometraggio di Craig Gillespie crea un forte collegamento empatico tra una protagonista mentalmente squilibrata e lo spettatore, richiamando per certi versi quel “Joker” di Todd Philips acclamato dal pubblico alla fine del 2019.

Oltre ad un reparto costumi curato nei minimi dettagli, non a caso affidato al due volte premio Oscar Jenny Beavan, e ad una colonna sonora praticamente ininterrotta per descrivere in modo più completo la scena, nella pellicola va apprezzato il fine umanizzante dell’intera vicenda, grazie al quale ci è possibile capire le vere origini dell’aridità d’animo di Crudelia Demon.

In perenne lotta con sé stessa per via della sua personalità al limite del patologico e con il mondo che la circonda per via delle sue passioni atipiche e della sua vita traumaticamente travagliata, alla giovane non resterà altro che sprofondare nella più buia follia portando con sé uno spettatore sempre meno disposto ad odiarla a prescindere.

Con un budget di circa 200 milioni di dollari e figlio di un progetto iniziato cinque anni fa, “Crudelia” è una “origin story” che, sfruttando il mondo della moda come allegoria, dipinge una società piena di falsità meschine e di incoerenze, all’interno di cui sarà quasi impossibile sopravvivere senza perdere un po’ della nostra sanità mentale.

Battuta migliore: “La verità è che sono nata geniale, sono nata perfida e un po’ folle: sono Crudelia!”

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