"Così abbiamo pagato gli insegnanti della nostra scuola in missione in Togo, grazie alla Fondazione Pesenti" - BergamoNews
La generosità

“Così abbiamo pagato gli insegnanti della nostra scuola in missione in Togo, grazie alla Fondazione Pesenti”

Suor Patrizia e Maristella, missionarie nel villaggio di Amakpapè, ringraziano la fondazione bergamasca per aver contribuito a pagare gli stipendi degli insegnanti della scuola dedicata a Don Aldo Geranzani.

“Vogliamo ringraziare la Fondazione Pesenti – dicono suor Patrizia e Maristella, missionarie in Togo – per l’aiuto che ci da nel pagare gli stipendi degli insegnanti della nostra scuola. Grazie di cuore perché senza di voi non avremmo i mezzi per poter pagare i maestri. Nella nostra scuola ci sono tanti bambini che hanno bisogno di imparare e grazie a voi questo è possibile”.

La Fondazione Pesenti sta supportando la missione in Togo di Luconlus e Cuori Grandi Onlus, partecipando al progetto di una scuola nel villaggio di Amakpapè, per offrire uno spazio ai ragazzi desiderosi di conoscenza.

Ad Amakpapè (nella lingua del posto significa “la casa delle foglie”), piccolo villaggio a 80 chilometri dalla capitale nel mezzo del nulla, ci sono Maristella Bigogno e Madre Patrizia che in pochissimi anni hanno portato l’acqua potabile, hanno costruito la loro missione, la Pajota (un salone polifunzionale), una scuola di 3 piani con 15 aule, un campo da calcio ed un campo da pallacanestro-pallavolo, un’infermeria, un ostello per i volontari e una chiesa.

Grazie alla Fondazione intitolata al Cavaliere del Lavoro Carlo Pesenti (1907- 1984), uno dei protagonisti nel secolo scorso dell’industria e della finanza italiana, artefice dello sviluppo del gruppo Italcementi nel dopoguerra, la scuola ha potuto assumere 8 insegnanti in più per rispondere alla domanda crescente di iscrizioni, per mantenere un rapporto docenti/studenti conforme alle normative, e per gestire al meglio l’insegnamento all’interno di ciascuna classe.

“Una scuola per don Aldo” è un istituto dedicato alla memoria dello storico rettore del liceo San Carlo, Don Aldo Geranzani, per rendergli omaggio con un programma che prenda ispirazione dall’idea di scuola che aveva in mente: aperta, capace di valorizzare ogni studente senza limitarlo; interculturale, perché ragazzi di diverso credo possano trovare insieme nello studio e nel gioco un terreno fertile per il dialogo; innovativa, coniugando lo studio di materie umanistiche e scientifiche. In termini pratici per la scuola togolese il progetto ha significato la presenza di acqua corrente, servizi igienici funzionanti, pannelli solari per l’energia, un laboratorio di informatica.

Don Aldo Geranzani soleva dire ai suoi ragazzi “Duc in altum”, il cardinal Martini traduceva: “Non perdetevi nel piccolo cabotaggio, ma prendete il largo e avanzate in acque profonde”.

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